Concetti Chiave

  • Alla morte di Costantino nel 337, il potere fu diviso tra Costanzo II e Costantino II, mentre Costante era ancora minorenne e sotto tutela.
  • Giuliano, noto come l'Apostata, abbandonò il cristianesimo per il paganesimo e smantellò la corte di Costantino per instaurare un governo fidato.
  • La sconfitta di Valente nella battaglia di Adrianopoli nel 378 segnò una pesante perdita per l'Impero Romano contro i Visigoti, aggravata dalla crisi socio-economica.
  • Teodosio, salito al potere nel 379, cercò un accordo con i Visigoti, che diventarono alleati, ma questo compromesso limitò il controllo della classe dirigente romana.
  • L'Editto di Tessalonica del 380 dichiarò il cristianesimo come unica religione ammessa, evidenziando il potere crescente della Chiesa cristiana nell'Impero.

Indice

  1. Divisione del potere dopo Costantino
  2. Ribellione e congiure nell'impero
  3. Giuliano l'Apostata e il suo regno
  4. La disfatta di Adrianopoli
  5. Teodosio e l'Editto di Tessalonica

Divisione del potere dopo Costantino

337: alla morte di Costantino il potere fu diviso tra Costanzo II (oriente) e Costantino II (occidente); Costante era troppo piccolo e fu posto sotto tutela.

I centri nevralgici dell’Impero erano Costantinopoli e Milano.

Ribellione e congiure nell'impero

340: Costante si ribella alla tutela impostagli, e affronta Costantino II che rimane ucciso in battaglia.

350: Costante è vittima di una congiura di ufficiali.

354: è assassinato Gallo, cugino di Costanzo II, scelto come sostituto per Costante.

355: Giuliano (331-363), scelto per sostituire Gallo, è nominato “cesare” delle Gallie.

357: dopo aver sbaragliato gli Alamanni presso Strasburgo, fu proclamato “imperatore” dalle sue truppe.

Costanzo II è costretto a tornare per affrontare Giuliano: stava per scoppiare una guerra civile tra i due cugini, ma Costanzo morì nel 361 lasciano tutto l’impero a Giuliano.

Giuliano l'Apostata e il suo regno

Giuliano (361-363): l’Apostata

Cresce in una città di provincia e viene istruito nella letteratura e nella filosofia greche e latine.

Dopo esser diventato imperatore, abbandona la religione cristiana per il paganesimo e la filosofia greca, motivo per il quale fu denominato l’Apostata (disertore) dai cristiani.

Smantellamento della corte: Giuliano si sbarazza degli uomini della corte di Costantino per sostituirli con i suoi uomini più fidati; esclude i cristiani dal potere.

Riaffermazione del prestigio di Roma: attacca l’Impero sasanide. Giunge fino alle porte di Ctesifonte, ma è costretto a ritirarsi a causa della guerriglia dei nemici; nel 363, durante uno scontro, rimase ferito nel fegato e morì.

La sua morte fu tragicamente raccontata da Orosio.

La disfatta di Adrianopoli

La disfatta di Adrianopoli

363: Gioviano, acclamato imperatore dall’esercito, sigla la pace con i Persiani. Pochi mesi dopo Gioviano muore, probabilmente avvelenato.

Alla guida della parte orientale viene nominato Valente, e nella parte occidentale il fratello Valentiniano, a cui poi succede Graziano.

In questo periodo, alcune tribù germaniche iniziano a muoversi verso Occidente, spinte dagli Unni.

375: i Visigoti, per sfuggire agli Unni, chiedono di essere ammessi nei confini romani.

Valente accetta la richiesta dei Visigoti, perché spera di usarli come scudo in caso arrivassero gli Unni.

I Visigoti finirono per saccheggiare numerose città dei Balcani, a causa delle ingenti tasse a loro imposte.

378: Valente decide di affrontare i Visigoti ad Adrianopoli, ma viene sconfitto pesantemente e per la vita in battaglia.

In questo esatto momento della storia romana, la società era talmente provata dalla crisi socio-economica che non riuscì a fronteggiare e fermare i Visigoti.

Teodosio e l'Editto di Tessalonica

Teodosio (379-395)

379: sale al potere Teodosio che sceglie di cercare di trovare un accordo con i Visigoti, che accettarono la pace e si stanziarono nelle province danubiane in qualità di alleati.

I Visigoti pagavano le loro tasse andando a lavorare nell’esercito.

In questo modo l'impero si garantiva l’aiuto di esperti combattenti, ma dall’altro lato la classe dirigente romana non disponeva di strumenti di controllo.

380: Editto di Tessalonica, che rendeva il cristianesimo l’ unica religione ammessa nell’impero.

L’Editto era un’espressione del potere e l’influenza detenuti dalla Chiesa cristiana.

390: gli abitanti di Tessalonica si ribellano alle nuove leggi, e Teodosio interviene massacrando i cittadini; tuttavia, Ambrogio condanna questa azione e costringe l’imperatore a fare pubblica penitenza durante le cerimonie per il Natale.

392: i pagani mettono al trono d’Occidente Eugenio, un senatore che aveva guidato la loro rivolta. La conseguenza di tale azione è lo scoppio della guerra.

394: battaglia finale sul fiume Frigido, dove perde la vita Eugenio.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze della morte di Costantino nel 337?
  2. Alla morte di Costantino, il potere fu diviso tra Costanzo II e Costantino II, mentre Costante, essendo troppo giovane, fu posto sotto tutela.

  3. Come si sviluppò la ribellione di Costante contro la sua tutela?
  4. Nel 340, Costante si ribellò e affrontò Costantino II, che fu ucciso in battaglia, segnando un momento cruciale nella lotta per il potere.

  5. Quale fu il ruolo di Giuliano nell'impero dopo la morte di Costanzo II?
  6. Giuliano, nominato "cesare" delle Gallie nel 355, divenne imperatore nel 361 dopo la morte di Costanzo II, abbandonando il cristianesimo per il paganesimo.

  7. Come si concluse la battaglia di Adrianopoli nel 378?
  8. Valente affrontò i Visigoti ad Adrianopoli, ma subì una pesante sconfitta, segnando un momento critico per l'Impero Romano in crisi.

  9. Quali furono le implicazioni dell'Editto di Tessalonica del 380?
  10. L'Editto di Tessalonica rese il cristianesimo l'unica religione ammessa nell'impero, evidenziando il potere della Chiesa cristiana e portando a conflitti con i pagani.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community