Concetti Chiave
- Nel 390 a.C., Roma subì una grave sconfitta a causa dell'assalto dei galli Senoni, che portò alla devastazione della città.
- I galli Senoni, popolazioni celtiche, invasero l'Italia in diverse ondate, segnando un momento cruciale nella storia romana.
- La difesa di Roma fu compromessa dalla sconfitta presso il fiume Allia, ma Marco Furio Camillo riuscì a liberare la città.
- Cere giocò un ruolo importante nel mantenere i culti romani, accogliendo le divinità messe in salvo durante l'assalto.
- Dopo la sconfitta, Roma costruì una robusta cinta muraria per migliorare la sicurezza e avviare una nuova espansione territoriale.
Qual è la disfatta di Roma?
Negli anni successivi Roma subì una disfatta di grandi proporzioni, poiché nel 390 fu assediata ed espugnata da un esercito di galli Senoni che la sottopose ad un massiccio saccheggio.
L'invasione dei galli Senoni
I galli erano popolazioni celtiche che si erano diffuse fra il II e il I millennio nel centro Europa ed erano ben radicate nell’attuale Francia (Gallia). Essi penetrarono in Italia in ondate successive, entrando in contatto con gli etruschi e i Veneti stanziati a nord del Po. Una delle ultime invasioni fu appunto quella dei Senoni, che fermati dai Veneti si riversarono sulla sponda adriatica e quindi varcarono l’Appennino, travolgendo a Chiusi le difese etrusche e poi puntarono verso Roma.
La difesa di Roma e Cere
I Romani, usciti per contrastare l’avanzata dei galli, furono sconfitti presso il fiume Allia e solo l’intervento di Marco Furio Camillo riuscì a liberare la città. In quella circostanza Cere accolse le divinità Romane messe in salvo per assicurare la continuità dei culti cittadini. Passato il pericolo Roma diede ai Ceriti il diritto di ospitalità: così degli stranieri potevano risiedere a Roma, commerciarvi liberamente senza avere gli obblighi dei cittadini, come il servizio militare.
La ricostruzione e l'espansione
La sconfitta subita convinse i Romani a dotare la città di una solida cinta muraria fatta di blocchi di tufo squadrato proveniente dalle cave del territorio di Veio. Il perimetro misurava 11 kilometri ed il muro era alto circa dieci metri, spesso talvolta fino a quattro. In seguito i romani ripresero la loro espansione a danno degli etruschi a nord e di altri popoli nel Lazio a sud.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto dell'invasione dei galli Senoni su Roma?
- Come reagirono i Romani all'invasione dei galli?
- Quali misure adottarono i Romani dopo la sconfitta per rafforzare la città?
L'invasione dei galli Senoni nel 390 portò a una disfatta di grandi proporzioni per Roma, che fu assediata e saccheggiata, segnando un momento critico nella sua storia.
I Romani tentarono di contrastare l'avanzata dei galli, ma furono sconfitti presso il fiume Allia. Solo l'intervento di Marco Furio Camillo riuscì a liberare la città, mentre Cere accolse le divinità romane per garantire la continuità dei culti.
Dopo la sconfitta, i Romani costruirono una solida cinta muraria di blocchi di tufo, lunga 11 chilometri e alta circa dieci metri, per proteggere la città e ripresero la loro espansione contro gli etruschi e altri popoli.