Concetti Chiave
- Nel 180 a.C., la lex Villia annalis introduce un intervallo di due anni tra una carica e l'altra per regolare la competizione politica.
- La lex Cornelia del 82 a.C., promossa da Lucio Cornelio Silla, stabilisce l'età minima per accedere alle cariche pubbliche e definisce il cursus honorum.
- Con la lex Cornelia, si può aspirare alla questura a 28 anni, mentre per il consolato l'età minima è fissata tra 34 e 36 anni.
- Il sistema normativo presenta contraddizioni, come evidenziato dal caso di Tiberio Gracco, che fu assassinato per aver violato la lex Villia annalis.
- Le tensioni tra le norme, come la lex Villia annalis e i plebisciti genuci, emergono durante il tribunato di Tiberio Gracco, creando conflitti nel sistema politico.
Qual è la regolamentazione politica nel 180 a.C.?
Nel 180 a.C., la lex Villia annalis è emanata per regolamentare la competizione politica (problema particolarmente toccante in questo periodo), perché stabilisce che non si può accedere ad una carica appena dopo essere usciti da un’altra, ma ci vuole almeno un intervallo di due anni per ricoprire la carica successiva.
Riforme di Lucio Cornelio Silla
Nel 82 a.C. la lex Cornelia (promulgata da Lucio Cornelio Silla) de magistratibus (poiché era riferita ai magistrati) definisce l’età minima e il cursus honorum che ogni cittadino di rango superiore può percorrere: si poteva aspirare alla questura a 28 anni, da allora in poi il questore uscente entrava in Senato (per la prima volta, perché in precedenza bisognava almeno aver rivestito la pretura), si poteva divenire tribuno della plebe, edile (curule o plebeo), pretore o console (non prima dei 34-36 anni) in un’età compresa fra i 28 e i 36 anni, mentre per divenire censore bisognava avere almeno 44 anni.
Contraddizioni nel sistema normativo
Prima di allora la “ruota pubblica” era tale da implicare tutta una serie di contraddizioni, una delle quali esplose durante il tribunato di Tiberio Gracco (133 a.C.), quando egli fu massacrato perché osò proporsi al tribunato subito dopo essere uscito di carica, contravvenendo sia alla lex Villia annalis, sia (secondo alcune fonti, dato smentibile secondo altri) ai plebisciti genuci (emanati nel IV secolo a.C.), che vietavano di ricoprire la stessa carica prima di 10 anni: egli, proponendosi di nuovo l’anno successivo, entrò quindi contraddizione con il sistema normativo.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della lex Villia annalis nel contesto politico del 180 a.C.?
- Quali sono le principali riforme introdotte da Lucio Cornelio Silla con la lex Cornelia?
- Quali contraddizioni emersero nel sistema normativo durante il tribunato di Tiberio Gracco?
La lex Villia annalis, emanata nel 180 a.C., regola la competizione politica stabilendo un intervallo di due anni tra il termine di una carica e l'inizio di un'altra, affrontando così un problema cruciale dell'epoca.
La lex Cornelia del 82 a.C. stabilisce l'età minima per accedere a diverse cariche pubbliche, permettendo l'accesso alla questura a 28 anni e definendo i requisiti per altre cariche, come il consolato, che richiede un'età compresa tra i 34 e i 36 anni.
Tiberio Gracco fu assassinato nel 133 a.C. per aver tentato di riproporsi al tribunato subito dopo aver terminato il suo mandato, violando la lex Villia annalis e, secondo alcune fonti, i plebisciti genuci, evidenziando le contraddizioni del sistema normativo dell'epoca.