Concetti Chiave
- La guerra nell'antica Roma era un evento religioso, caratterizzato da riti magici e sacrali che accompagnavano le battaglie.
- Il console Decio, in un momento di crisi, invocò gli dèi promettendo la sua vita in sacrificio per ottenere la vittoria per le legioni romane.
- Decio apparve con un aspetto maestoso, spaventando i nemici e dimostrando il potere della sua invocazione divina.
- I Romani credevano che le sconfitte fossero dovute alla collera degli dèi e compivano sacrifici per riconciliarsi con loro.
- Il panico seminato dall'assalto di Decio portò i Latini alla fuga, segnando un punto di svolta nella battaglia a favore dei Romani.
La guerra e i riti religiosi?
La guerra, nel mondo antico, non era soltanto un fatto di vita ma anche propriamente religioso e perciò era costellata di riti magici e sacrali antichissimi. “Dapprima si combatteva da tutte e due le parti con forze uguali e con lo stesso ardore. Ma poi gli hastati romani, non riuscendo a reggere la pressione dei Latini, dovettero riparare tra i principes.
Il sacrificio del console Decio
In questo momento di smarrimento, il console Decio chiamò Marco Valerio [il pontefice massimo] a gran voce e gli gridò: «Abbiamo bisogno dell'aiuto degli dèi, o Marco Valerio. Suvvia dunque, pubblico pontefice del popolo romano, suggeriscimi le parole di rito con le quali devo offrire la mia vita in sacrificio per salvare le legioni». Il pontefice gli ordinò di indossare la toga pretesta, di coprirsi il capo e, toccandosi il mento con una mano fatta uscire da sotto la toga, di pronunciare le seguenti parole, ritto, con i piedi su un giavellotto: «O Giano, o Giove, o padre Marte, o Quirino, o Bellona, o Lari, o dèi Novensili, o dèi Indigeti, o dèi che avete il potere su di noi e sui nemici, e voi, dèi Mani, io vi prego, vi supplico, vi chiedo e vi riprometto la grazia che voi concedete benigni al popolo romano dei Quiriti la vittoria e la forza necessaria e gettate paura, terrore e morte tra i nemici del popolo romano e dei Quiriti. Come ho dichiarato con le mie parole, così io insieme agli dèi Mani e alla Terra, per la repubblica del popolo romano dei Quiriti, per l'esercito, per le legioni e per le milizie ausiliarie del popolo romano dei Quiriti, offro in voto le legioni
e le truppe ausiliarie del nemico insieme con me stesso». Rivolta questa invocazione […] balzò a cavallo con le armi in pugno e si gettò in mezzo ai nemici, apparendo a entrambi gli eserciti con un aspetto ben più maestoso di quello umano, come fosse stato inviato dal cielo per placare ogni ira degli dèi e allontanare dai compagni la disfatta rovinosa, respingendola sui nemici”. Quando Roma sta per perdere crede che ciò sia dovuto alla collera degli dèi, dovuta a qualcosa che i Romani hanno compiuto e che ha portato gli dèi ad essergli contrari; quindi, i Romani erano soliti compiere dei sacrifici di espiazione, che permettano agli uomini di riconciliarsi con gli dèi, puntuali, rituali ed ordinati, con determinate parole, dal pontefice massimo o da aruspici, auguri e qualsiasi sacerdote che all'occorrenza è consultato (se notano qualcosa nel cielo).
La reazione dei Romani
“Fu per questo che il suo assalto seminò panico e terrore nelle prime file dei Latini, arrivando poi a contagiare l'intero esercito. Era evidentissimo che, dovunque si dirigesse in sella al suo cavallo, lì i nemici si ritraevano spaventati come fossero stati colpiti da una meteora letale. Ma quando poi cadde sommerso da una pioggia di frecce, da quel momento non ci furono più dubbi sullo sbandamento delle coorti latine che si diedero ovunque alla fuga, lasciando dietro di sé il deserto. Allora i Romani (liberati dal peso della superstizione), come se solo allora fosse stato dato il segnale, si lanciarono all'assalto, riaccendendo la mischia”.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato religioso della guerra nel mondo antico?
- Quale atto compie il console Decio per cercare aiuto divino?
- Come reagiscono i Romani di fronte alla crisi in battaglia?
- Qual è l'effetto dell'assalto del console Decio sui Latini?
- Cosa accade ai Romani dopo la morte di Decio?
La guerra era considerata un evento non solo militare ma anche religioso, caratterizzato da riti magici e sacrali, come evidenziato nel testo.
Il console Decio invoca gli dèi, chiedendo aiuto e offrendo la sua vita in sacrificio per salvare le legioni, seguendo le indicazioni del pontefice massimo Marco Valerio.
I Romani, percependo la collera degli dèi, compiono sacrifici di espiazione per riconciliarsi con le divinità, come descritto nel testo.
L'assalto di Decio provoca panico e terrore tra i Latini, che si ritirano spaventati, contribuendo alla loro sconfitta.
Dopo la caduta di Decio, i Romani, liberati dalla superstizione, si lanciano all'assalto, riaccendendo la battaglia e ottenendo la vittoria.