Concetti Chiave
- Roma repubblicana affrontò inizialmente le minacce dei Volsci e degli Equi, risolte con la vittoria decisiva del dittatore Cincinnato nel 458.
- La città etrusca di Veio fu espugnata da Marco Furio Camillo nel 396 dopo un decennale assedio, permettendo a Roma di controllare la foce del Tevere.
- L'invasione dei Galli nel 390, guidata da Brenno, portò al saccheggio di Roma, ma la città si riprese tramite successive vittorie militari.
- Le guerre sannitiche portarono a tre conflitti, concludendosi nel 295 con la battaglia di Sentino, consolidando il dominio romano sull'Italia centrale.
- La guerra con Taranto e Pirro iniziò nel 282, con Pirro inizialmente vittorioso, ma infine sconfitto a Benevento nel 275, completando l'unificazione romana dell'Italia.
Contro Volsci ed Equi
Gli inizi della Roma repubblicana furono segnati da:- alterni contrasti con le città della Lega latina
- dalla minaccia rappresentata da due popolazioni italiche particolarmente aggressive:
- i Volsci a sud
- gli Equi a nord-est.
Cincinnato fu il dittatore:
- magistrato investito di pieni poteri civili e militari che rimaneva in carica sei mesi.
- a riportare nel 458 una vittoria risolutiva contro Volsci ed Equi alleati tra loro presso i colli Albani.
L’assedio di Veio e l’invasione dei Galli
Bloccata la minaccia sul fronte sud-orientale Roma risolse l’annoso conflitto con la città etrusca di Veio con la quale si contendeva il controllo della foce del Tevere snodo chiave per i commerci: Veio fu espugnata da Marco Furio Camillo nel 396 dopo un epico assedio durato dieci anni.Nel 390 si presentò un nuovo temibile nemico:
-un’orda di trentamila Galli una popolazione celtica proveniente dall’Italia settentrionale.
Essi guidati da Brenno valicarono l’Appennino dirigendosi a marce forzate contro Roma.
Dopo un tentativo fallimentare di respingere l’esercito nemico Roma fu invasa e saccheggiata. Il suo prestigio sembrava irrimediabilmente compromesso.
Tuttavia la città riuscì a riprendersi grazie a un nuovo successo militare del dittatore Furio Camillo contro i Volsci a Lanuvio. Grazie a una serie di campagne vittoriose contro i Galli negli anni 367-357.
Contro i Sanniti per il dominio dell’Italia centrale
Inglobato il territorio dei Volsci Roma era venuta a contatto diretto con i Sanniti popolazione italica che aveva acquisito una posizione egemonica nella zona appenninica e sul versante adriatico.Nel 354 le due potenze stipularono un trattato di alleanza ma nel 343 si giunse comunque allo scontro: era la prima delle tre guerre sannitiche e si risolse con un nuovo accordo tra Romani e Sanniti.
Nel 326 poiché erano stati esclusi dall’accesso al Tirreno in seguito alla coalizione tra Roma e Napoli i Sanniti diedero avvio a un’estenuante guerra di posizione (seconda guerra sannitica):
- nel 321 i Romani subirono presso le Forche Caudine una pesante sconfitta che rimase impressa nella memoria collettiva romana come una grave umiliazione.
- Il conflitto si protrasse per oltre vent’anni.
- Infine nel 304 Roma riuscì a bloccare l’aggressione sannita.
Le ostilità ripresero tuttavia poco dopo nel 298 (terza guerra sannitica):
-nonostante i Sanniti si fossero assi curati l’appoggio dei Galli e degli Etruschi furono sbaragliati nel 295 nella battaglia di Sentino in Umbria.
Con la pace del 290 i Sanniti entravano nell’alleanza romana: Roma dominava ora tutta l’Italia centrale.
Roma contro Taranto e le forze di Pirro
Dopo la vittoria sui Sanniti Roma mutò politica estera.Nel 302 stipulò un trattato con Taranto importante città della Magna Grecia in base al quale si impegnava a non navigare nelle acque dello Ionio e dell’Adriatico. Ma le nuove aspirazioni espansionistiche resero insostenibile il rispetto dei patti.
Nel 282 Roma inviò infatti una piccola flotta di dieci navi nelle acque antistanti il porto magnogreco violando gli accordi. La flotta fu distrutta e scoppiò la guerra.
Pirro sovrano dell’Epiro un piccolo regno ellenistico situato all’incirca nell’attuale Albania fu chiamato in Italia dai Tarantini per combattere contro i Romani:
-riportò una vittoria schiacciante nel 280 a Eraclea (l’esercito romano fu disorientato dalla tecnica della falange e dall’impiego di elefanti mai visti prima)
- l’anno seguente ad Ascoli di Puglia; ma dopo un’inconcludente campagna in Sicilia fu definitivamente sconfitto a Benevento nel 275.
Nel 272 Taranto si arrese ai Romani ed entrò nella federazione italica un’alleanza di città e popolazioni italiche sotto il controllo di Roma.
Nel 271 l’unificazione politica dell’Italia peninsulare era così compiuta consolidando la potenza emergente di Roma.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali minacce affrontate da Roma nei suoi primi anni come repubblica?
- Come riuscì Roma a risolvere il conflitto con la città etrusca di Veio?
- Quali furono le conseguenze dell'invasione dei Galli nel 390?
- Come si svilupparono le guerre sannitiche e quale fu il loro esito?
- Quali furono le conseguenze della guerra tra Roma e Taranto, e come si concluse il conflitto con Pirro?
Nei primi anni della repubblica, Roma affrontò minacce significative dai Volsci a sud e dagli Equi a nord-est. Cincinnato, nominato dittatore, sconfisse queste popolazioni nel 458 presso i colli Albani.
Roma risolse il conflitto con Veio, una città etrusca, espugnandola nel 396 grazie a un assedio decennale guidato da Marco Furio Camillo, assicurandosi il controllo della foce del Tevere.
L'invasione dei Galli nel 390, guidata da Brenno, portò al saccheggio di Roma, compromettendo il suo prestigio. Tuttavia, Roma si riprese grazie a vittorie successive, tra cui quella di Furio Camillo contro i Volsci.
Le guerre sannitiche, iniziate nel 343, videro Roma scontrarsi con i Sanniti. Dopo tre conflitti, culminati nella battaglia di Sentino nel 295, i Sanniti furono sconfitti e integrati nell'alleanza romana, consolidando il dominio di Roma sull'Italia centrale.
La guerra tra Roma e Taranto, iniziata nel 282, portò all'intervento di Pirro, re dell'Epiro, che vinse inizialmente ma fu sconfitto a Benevento nel 275. Taranto si arrese nel 272, entrando nella federazione italica e completando l'unificazione politica dell'Italia peninsulare sotto Roma.