Concetti Chiave
- Caligola salì al potere nel 37 d.C., inizialmente cercando la collaborazione del senato, ma ben presto instaurò un regime dispotico e pretese venerazione divina.
- Il regno di Caligola durò solo quattro anni, terminando nel 41 d.C. con la sua uccisione e la successiva "damnatio memoriae" ordinata dal senato.
- Claudio, salito al potere dopo Caligola, migliorò la burocrazia e realizzò opere pubbliche significative, inclusa la costruzione di un nuovo porto ad Ostia.
- Nerone, salito al trono a 17 anni, inizialmente collaborò con il senato ma si distaccò, cercando di instaurare una monarchia ellenistica e fu accusato di incendi dolosi.
- Il potere di Nerone si sgretolò a causa del suo comportamento dispotico e delle ribellioni nelle province, conducendolo a una morte violenta nel 64 d.C.
Ascesa di Caligola
Dopo la morte dell’imperatore Tiberio, nel 37 d.C. salì al potere il suo terzogenito Caligola, il cui nome fu proposto dai pretoriani e in seguito accettato dai senatori; il suo nome, tra l’altro, deriva dalle calzature che all’epoca si era soliti indossare, le “caligae”.
Regno dispotico di Caligola
La primissima parte del suo regno fu complessivamente buona, dato che cercò di ottenere la collaborazione del senato e si presentò come difensore degli strati popolari; tuttavia, questo durò solo pochi mesi, poiché in seguito egli diede una notevole svolta dispotica al suo regno, instaurando una forma di autocrazia.
Divenne a tutti gli effetti un sovrano assoluto e pretese di essere venerato come una divinità: per questo scatenò l’opposizione del senato, organo di forte stampo conservatore che non vedeva di buon occhio una monarchia di tipo ellenistico; inoltre, Caligola destinò gran parte dei fondi nelle casse dello stato all’organizzazione degli spettacoli pubblici per guadagnarsi il consenso di determinati cittadini, molto influenti all’epoca.
Fine di Caligola e ascesa di Claudio
Tuttavia, il suo regno durò solo 4 anni, poiché venne ucciso nel 41 d.C. in una congiura indetta dal senato e dai pretoriani; infine, a seguito della sua morte, il senato ordinò la “damnatio memoriae”, processo per il quale non sarebbe dovuto rimanere alcun ricordo dello stesso e del suo regno nei secoli successivi.
Governo di Claudio
A questo punto, il potere si concentrò nelle mani di Claudio, fratello di Germanico e zio di Caligola, il cui governo portò notevoli benefici alla popolazione, contrariamente alle previsioni dell’epoca.
Egli infatti era un letterato, pertanto non aveva mai partecipato alla vita politica, ed era anche gracile di costituzione.
Tuttavia, seppe rimettere in sesto il vasto e complesso apparato statale e migliorare quello burocratico, assegnando i compiti più importanti ai liberti, funzionari più fidati e facilmente controllabili; varò numerose opere pubbliche, curando la manutenzione delle infrastrutture e costruendo un nuovo porto ad Ostia, ed estese la cittadinanza romana anche ai Galli, che potevano anche accedere alle magistrature.
Conquiste e morte di Claudio
Infine, egli conquistò la parte meridionale della Britannia attorno al 43 d.C., per poi trovare la morte 11 anni dopo; si pensa che quest’ultima sia dovuta a un piatto di funghi avvelenati che l’imperatore aveva mangiato e che probabilmente gli erano stati serviti dalla moglie Agrippina, che probabilmente voleva favorire l’ascesa del figlio Nerone.
Inizio del regno di Nerone
Questo salì al trono a soli 17 anni, e vi restò per circa altri 14, dal 54 d.C. al 68 d.C.
Declino di Nerone
I primi anni del suo governo furono caratterizzati dalla collaborazione con il senato e l’influenza della madre, del filosofo Seneca e del prefetto Afranio Burro; tuttavia, nel 59 d.C. Nerone prese una strada diametralmente opposta, manifestando l’aspirazione ad instaurare una monarchia ellenistica.
Fu anche accusato, erroneamente, di aver appiccato l’incendio che nel 64 d.C. distrusse una zona di Roma: egli prese come capro espiatorio i cristiani, e approfittò di questa situazione per costruire un’immensa reggia, la “Domus Aurea”.
Comunque, un merito che gli va riconosciuto è la riforma monetaria per cui ridusse la quantità di oro e argento contenuti rispettivamente nell’ "aureus" (moneta d'oro) e nel cosiddetto "denarius" (moneta d'argento) per avvantaggiare i ceti medi della popolazione.
Infine, il suo potere si sgretolò a causa di un atteggiamento sempre più dispotico che l’imperatore assunse negli ultimi anni del suo governo, reprimendo le ribellioni che scoppiavano quasi in maniera sistematica nelle province; infine, egli morì nel 64 d.C. pugnalato da un liberto, dato che avrebbe dovuto fronteggiare la ribellione dell’esercito nella Capitale ma si trovava solo contro tutti.
Domande da interrogazione
- Quali furono le prime azioni di Caligola dopo la sua ascesa al potere?
- Come si manifestò il dispotismo di Caligola?
- Quale fu il destino di Caligola e le conseguenze della sua morte?
- Quali riforme e opere pubbliche realizzò Claudio durante il suo governo?
- Come si sviluppò il regno di Nerone e quali furono i suoi principali errori?
All'inizio del suo regno, Caligola cercò di ottenere la collaborazione del senato e si presentò come difensore degli strati popolari, ma questa fase positiva durò solo pochi mesi.
Caligola divenne un sovrano assoluto, pretese di essere venerato come una divinità e scatenò l'opposizione del senato, investendo gran parte delle risorse statali in spettacoli pubblici per guadagnarsi il consenso.
Caligola fu ucciso nel 41 d.C. in una congiura e il senato ordinò la “damnatio memoriae”, per cui non doveva rimanere alcun ricordo del suo regno.
Claudio migliorò l'apparato statale e burocratico, assegnò compiti ai liberti, curò la manutenzione delle infrastrutture e costruì un nuovo porto ad Ostia, estendendo anche la cittadinanza romana ai Galli.
Inizialmente, Nerone collaborò con il senato, ma poi manifestò aspirazioni dispotiche, fu accusato ingiustamente di aver appiccato un incendio a Roma e si dedicò alla costruzione della “Domus Aurea”, portando infine al suo declino e alla sua morte nel 64 d.C.