Concetti Chiave
- Le città orientali, influenzate dalla cultura greca classica, avevano una vita municipale ricca e tradizionale, simile a quelle italiane del 1300.
- Temistio e Libanio sono autori chiave per comprendere la vita intellettuale dell'Oriente greco nel IV secolo.
- Costantinopoli, concepita come "seconda capitale", ha subito un'evoluzione significativa sotto Costantino e Costanzo II.
- Il processo di trasformazione di Costantinopoli in Nea Romae ha suscitato malcontento tra gli intellettuali delle città ellenistiche.
- La città di Costantinopoli è descritta come una realtà in fieri, che attrae risorse e uomini da tutte le province dell'impero.
La vita municipale orientale
La realtà municipale cittadina dell’Oriente, la vita municipale era molto ricca dal punto di vista intellettuale, economico, etc. Ogni città aveva una forte tradizione municipale, perché l’Oriente conquistato da Alessandro Magno aveva desunto la propria cultura dalla Grecia classica e l’aveva rielaborata con forti tradizioni locali (tali città in Oriente erano immaginabili un po’ come le città della vita comunale in Italia del 1300: forti tradizioni locali, ricchezza intellettuale, economica, etc.); questo è documentato nelle Orazioni di Temistio e Libanio, due autori laici (fondamentali per capire la vita intellettuale dell’Oriente greco del IV secolo), Temistio era senatore e fu incaricato da Costanzo II di perfezionare la vita istituzionale di Costantinopoli, città preesistente a Costantino, che viene riedificata all’epoca di Costantino e che è tutta ancora da costruire nei nuovi apparati istituzionali dell’impero riformato di Diocleziano e Costantino.
Costantinopoli e la sua evoluzione
Costantinopoli è una delle tante residenze imperiali di questo periodo, ma già Costantino aveva l’idea di farne una “seconda capitale”, tanto che Zosimo e altre fonti greche la definiscono Nea Romae (idea che non si realizza sotto Costantino, ma a partire da Costanzo II, che governa come imperatore unico dal 337 al 361 risiedendo quasi sempre a Costantinopoli); essa è una città in fieri, che per diventare la Nea Romae greme risorse ed uomini da tutte le provincie. Quando questo diventa un fenomeno ormai scontato nessuno si lamenta più, mentre quando questo processo inizia gli intellettuali di queste città di tradizione ellenistica (di tutto l’Oriente) si lamentano e scrivono opere da cui è evidente l’odio verso Costantinopoli.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della tradizione municipale nelle città orientali dopo la conquista di Alessandro Magno?
- Come si sviluppò Costantinopoli come "seconda capitale" dell'Impero?
- Quali erano le reazioni degli intellettuali ellenistici riguardo alla crescita di Costantinopoli?
La tradizione municipale nelle città orientali era molto forte, influenzata dalla cultura greca classica e rielaborata con tradizioni locali, simile alle città italiane del 1300, come evidenziato nelle Orazioni di Temistio e Libanio.
Costantinopoli, concepita da Costantino come Nea Romae, divenne una seconda capitale sotto Costanzo II, che vi risiedette quasi sempre, attirando risorse e uomini da tutte le province per la sua evoluzione.
Gli intellettuali delle città di tradizione ellenistica si lamentavano della crescita di Costantinopoli, esprimendo il loro discontento attraverso opere che rivelavano un forte odio verso la nuova capitale.