Concetti Chiave
- Il trionfo del comandante a Roma era un'importante cerimonia pubblica, con il generale acclamato imperator e un corteo che mostrava prigionieri e insegne nemiche.
- Le cerimonie religiose iniziavano con la supplicatio, seguita da un sacrificium, in cui animali venivano offerti agli dèi, evidenziando la centralità della divinità nella vita romana.
- Romolo, fondatore di Roma, rappresenta una figura chiave della mitologia romana, con la sua storia che sottolinea l'idea di una cittadinanza aperta a tutti, a differenza della concezione greca di autoctonia.
- La leggenda di Romolo e Remo narra la loro nascita da Marte e Rea Silvia, il loro abbandono e il salvataggio da una lupa, simbolo di protezione e destino.
- La fondazione di Roma, datata al 21 aprile 753 a.C., segna l'inizio di una civiltà accogliente, pronta a integrare nuovi cittadini provenienti da diverse origini.
Il trionfo del comandante
Il comandante vincitore veniva acclamato imperator dai suoi soldati e il senato, se la vittoria riportata era particolarmente importante, decretava il triumphus, un corteo in cui sfilavano in testa i prigionieri e le insegne nemiche, seguiti dal generale e dai legionari.
Le cerimonie pubbliche cominciavano sempre con la supplicatio, «preghiera», fatta in piedi, con la testa velata da un lembo della toga e con le mani aperte e sollevate. Seguiva quindi un sacrificium, «sacrificio»: esso consisteva nell’offrire agli dèi primizie o animali scelti, «vittime», chiamate hostiae, nel caso di bestiame minuto, victimae, per animali grossi. L’animale scelto veniva cosparso di farro e sale, mola salsa (da cui deriva il verbo immolare, «sacrificare»), quindi ucciso. Il suo sangue era raccolto e versato sull’altare, mentre le sue viscere erano bruciate in onore del dio. Le carni erano mangiate in solenne banchetto dai sacerdoti e dai partecipanti al rito.
La divinità era, insomma, presente in ogni aspetto della vita umana e la sua volontà poteva essere interpretata e scoperta attraverso la divinatio, «divinazione, predizione»: gli dèi, infatti, manifestavano il loro volere attraverso gli auspicia, oppure mediante omina, «presagi», come il volo degli uccelli, fulmini e tuoni.
Fondazione di Roma
questa che è quella di Romolo è una delle figure più importanti della mitologia della Roma antica, dal momento che - secondo la tradizione - fu lui a fondare la città di Roma il 21 aprile del 753 a.C. Il racconto della fondazione di Roma, per molti autori antichi e antichissimi,, coincide con la narrazione del rituale compiuto da Romolo insieme con gli uomini che si erano uniti a lui: si trattava di persone provenienti da zone e territori diversi e perlopiù lontani e dispersi fra loro,, destinati a fondersi e a diventare un unico gruppo civico, i cittadini (cives) romani. La provenienza eterogenea dei futuri cittadini ci fornisce importanti informazioni su quella che sarà la cultura di Roma: si tratterà di una sorta di vera e propria, città sempre pronta ad accogliere chi viene “da fuori” e a farlo diventare un cittadino romano. Questa mentalità si oppone a quella greca, fondata invece sul concetto di autoctonia: ovvero sull’importanza di essere nati sul posto (letteralmente «dalla terra») per essere cittadini. A Roma, al contrario, cittadini non si nasce, ma si diventa.
Leggenda di Romolo e Remo
Romolo, fratello gemello di Remo, è uno dei discendenti di Enea: spesso si dice che è un uomo, la quale origine proviene quando questo nasce dall’unione del dio Marte con la vestale Rea Silvia, figlia di Numitore, re albano appartenente alla stirpe dell’eroe troiano. A causa dell’invidia e della brama di potere del malvagio Amulio, fratello di Numitore, Romolo e il suo gemello Remo vengono possiamo dire abbandonati in una cesta nelle acque del Tevere. La leggenda narra che i due gemelli approdano ai piedi di un colle (il futuro colle Palatino) e vengono soccorsi e nutriti, prodigiosamente, da una lupa, che consente la loro sopravvivenza infrangendo così il perfido disegno di Amulio.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del trionfo del comandante nell'antica Roma?
- Chi è Romolo e quale ruolo ha nella fondazione di Roma?
- Qual è la differenza tra la concezione di cittadinanza a Roma e in Grecia?
- Qual è la leggenda che circonda la nascita di Romolo e Remo?
- Come si manifestava la volontà degli dèi nella vita quotidiana degli antichi romani?
Il trionfo era una cerimonia pubblica in cui il comandante vincitore veniva acclamato imperator e celebrato con un corteo che includeva prigionieri e insegne nemiche, seguito da sacrifici agli dèi, come descritto nel testo.
Romolo è una figura centrale della mitologia romana, considerato il fondatore di Roma il 21 aprile 753 a.C., e rappresenta l'ideale di una città aperta a chi proviene da territori diversi, contrariamente alla mentalità greca di autoctonia.
A Roma, la cittadinanza si ottiene attraverso l'integrazione e l'accoglienza di nuovi arrivati, mentre in Grecia si basa sull'essere nati nel luogo, come evidenziato nel testo.
Romolo e Remo, gemelli nati dall'unione del dio Marte e della vestale Rea Silvia, furono abbandonati in una cesta e salvati da una lupa, che garantì la loro sopravvivenza contro il piano malvagio di Amulio.
La volontà degli dèi era interpretata attraverso pratiche di divinazione e auspicia, come il volo degli uccelli e altri presagi, che influenzavano le decisioni e le cerimonie pubbliche, come descritto nel testo.