Concetti Chiave
- Le assemblee popolari, o comitia, erano fondamentali per il governo della respublica, con funzioni sia politiche che religiose.
- I comitia centuriata si occupavano dell'elezione dei magistrati maggiori, approvazione delle leggi e giudizi in casi di condanna a morte, richiedendo la convocazione da parte di un magistrato.
- Il sistema di voto nei comitia centuriata era piramidale, dando privilegio a equites e seniores, rendendo il processo apparentemente democratico ma in realtà elitario.
- I Concilia Plebis, privi di formalità, divennero il principale organismo per la legiferazione, con i plebisciti vincolanti per l'intero popolo dopo la lex Hortensia del 287.
- I comitia tributa erano responsabili dell'elezione dei magistrati minori e della votazione di leggi non necessitanti l'approvazione dei comitia curiata, operando con un sistema di voto di secondo grado.
Le assemblee popolari
Elemento fondamentale del governo della respublica furono le assemblee popolari, detti comitia, se comprensivi di tutti i cives, concilia se comprensivi della sola plebs. I comitia curiata si mantennero soltanto per motivi di tradizionalismo, privi di funzioni deliberative e aperti anche alle plebs. Le sue attribuzioni furono di carattere politico (conferire l’imperium ai consoli) e religiose.
Funzioni e struttura dei comitia
Rappresentano l’evoluzione dell’assemblea del popolo (exercitus centuriatus). Le attribuzioni furono: elezione dei magistrati maggiori e la conferma dei censori; approvazione delle leges publicae; lo iudicium nelle cause che prevedevano la condanna a morte. Affinché essi svolgessero queste attività, era necessaria la convocazione del magistrato proponente. Per 1°, bisognava chiarire al popolo il motivo della convocazione, affiggendo nel Foro un ordine del giorno. Il popolo aveva un lasso di tempo di 3 settimane (trinundium) per prendere visione della rogatio (richiesta).
A seguito della discussione, potevano poi decidere se votare o no la legge, senza apportare però emendamenti. La riunione popolare si poteva tenere solo se gli auspicia erano favorevoli, e doveva essere interrotta se sopravvenivano elementi sfavorevoli.
Il sistema di voto
L’esercito centuriato aveva una struttura piramidale, ciò sia per un significato militare, sia per uno politico, perché serviva anche per votare.
In cima alla piramide ci sono gli equites (cavalieri) che esprimeva 18 centuriae che si dividevano in equites equo publico e equites equo privato. Gli equites equo publico erano quelli tutto sangue patrizio, avevano il cavallo pubblico, fornito dallo stato ed erano mantenuti dallo stato. Gli equites equo privato erano i ricchi, che avevano il cavallo a carico ed una patrimonio quadruplo di quello necessario per entrare nella 1°classe. I primi a votare erano gli equites e, siccome erano numericamente di più, qualora avessero raggiunto la maggioranza la votazione si fermava. Quindi il principio di voto era astrattamente democratico, ma in realtà luttocratico; poi si inserì anche quello gerontocratico, cioè il voto dei seniores, anche se in numero minore, valeva più di quello dei giovani. I principi aristocratico (ricchezza), luttocratico (nobiltà) e gerontocratico (vacchiaia) erano privilegiati nella decisione politica. Chiuso lo scontro con Cartagine (241) la 1°c.perse 10 centurie (70) e le altre parificate a 25, di modo che non bastava più la magg.degli equites, rendendo democratico il sist. di votazione.
L'assemblea deliberativa della plebe
Erano divenuti, intorno al III sec.l’organismo ideale per la legiferazione. Primo perché non avevano bisogno di alcune formalità (convocazione, preavvisi, auspici), poi perché la lex Hortensia del 287 parificò i plebisciti alle leggi, e il voto da essi espressi fu vincolante per tutto il popolo, che lo preferiva per il suo carattere più informale. Essi erano l’assemblea deliberativa della plebe ordinata per tribù, ma dato l’esiguo numero di patrizi di sangue, fu l’assemblea di tutto il popolo. Le attribuzioni furono: elezione dei magistrati plebei; votazione dei plebiscita; iudicium in alcune cause che prevedevano la multa. Si pensò ad un’assemblea unica fra loro e comitia tributa; la differenza fu nei magistrati proponenti, e dal fatto che i com.tributa avevano bisogno degli auspicia.
Fu l’assemblea deliberativa del popolo, convocata e presieduta da uno dei magistrati maiores di rango patrizio, il quale procedeva a trarre gli auspicia. Essi funzionavano con voto di 2°grado. Ogni tribù esprimeva una voto. Le attribuzioni dei comitia tributa furono: l’elezioni dei magistrati minori; la votazione delle leggi per cui non fosse assolutamente richiesto il voto dei comitia curiata.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo delle assemblee popolari nella respublica?
- Come avveniva il processo di convocazione delle assemblee?
- Quali erano le caratteristiche del sistema di voto nelle assemblee?
- Qual è stata l'importanza della lex Hortensia del 287?
- Quali erano le attribuzioni delle assemblee della plebe?
Le assemblee popolari, o comitia, erano fondamentali per il governo della respublica, con funzioni politiche e religiose, come la conferma dell'imperium ai consoli e l'approvazione delle leggi pubbliche.
La convocazione delle assemblee richiedeva che un magistrato proponente chiarisse il motivo della riunione affiggendo un ordine del giorno nel Foro, dando al popolo tre settimane per esaminare la rogatio.
Il sistema di voto era strutturato in modo piramidale, con gli equites che votavano per primi; se raggiungevano la maggioranza, la votazione si fermava, rendendo il sistema di voto luttocratico e gerontocratico.
La lex Hortensia parificò i plebisciti alle leggi, rendendo vincolanti i voti espressi dall'assemblea della plebe per tutto il popolo, favorendo un processo legislativo più informale e accessibile.
Le assemblee della plebe si occupavano dell'elezione dei magistrati plebei, della votazione dei plebisciti e dell'iudicium in alcune cause, operando senza la necessità di auspicia e formalità.