Concetti Chiave
- Jean Siméon Chardin si distacca dal "grande stile" per concentrarsi su oggetti e gesti della vita borghese, ispirato dalle scuole fiamminga e olandese.
- Ammesso all'Accademia Reale nel 1728, Chardin si specializza nelle nature morte e nelle scene interne, caratterizzate da una luce calda e una sobrietà compositiva.
- Le sue opere di "scene di genere" guadagnano fama a partire dagli anni 1730, in un periodo di crescente critica d'arte che rivaluta i generi minori.
- Chardin ritrae con rigore la vita domestica della borghesia parigina, evidenziando dettagli sull'abbigliamento e le maniere dei suoi contemporanei.
- Il dipinto "La Pourvoyeuse", conservato al Museo del Louvre, rappresenta una giovane cameriera in un momento quotidiano, con un'attenta gestione di luce e materiali.
L'inizio della carriera artistica
Figlio di un falegname, Chardin si allontanò dal "grande stile" per interessarsi degli oggetti e dei gesti più semplici della vita borghese, in uno spirito intimo che deriva direttamente dalle scuole fiamminga e olandese.
Ammesso all’ Accademia Reale nel 1728 con Le Buffet (= La credenza) e La Raie (= La razza), si dedicò, nel corso di una tranquilla carriera, soprattutto alle nature morte, ma anche a scene interne in cui la costruzione accademica, il colore, la luce calda morbidamente modulata si fondono nella più grande sobrietà (esposti al Louvre sono esposti: il Bambino con la trottola; La Fornitrice; Il Benedicite; Pipe e recipienti per bere; Attributi delle Arti; Cesto di pesche).
Scene di genere e critica d'arte
Accanto alle nature morte, Chardin dipinse tutta una serie di "scene di genere" che sono tra le sue opere più famose. Queste composizioni, che rappresentavano da uno a tre personaggi in un interno, apparvero a metà degli anni 1730, quando i Salons de peinture (= esposizioni) divennero una vera e propria istituzione, e si sviluppò una critica d'arte, le cui esigenze erano inclini a valutare la rappresentazione del grande genere (= la pittura di storia) a scapito di generi minori che erano principalmente interessati al paesaggio e alla natura morta.
Ritratti della borghesia parigina
Rinomato per i suoi dipinti di vita domestica all'interno della borghesia parigina, Chardin trattò questi argomenti con notevole rigore, approfittando della sua raffinata osservazione dell'abbigliamento dei suoi contemporanei e delle loro maniere. Predilige le scene intime e tranquille, invitando l'osservatore a prendervi parte. I critici hanno apprezzato il suo senso dei materiali e delle tecniche pittoriche, che si esprime con un tocco ricco e generoso. Sebbene ispirato all'arte olandese del XVII secolo, lo stile di Chardin è unico e personale.
Descrizione de 'La pourvoyeuse'
"La pourvoyeuse" è un dipinto, un olio su tela, dipinto nel 1739. È conservato al Museo del Louvre. Le sue dimensioni sono piuttosto piccole perché misura 47 x 38 cm. Il termine "pourvoyeuse" (fornitore, ragazza che si occupa di recapitare la spesa) veniva applicato sia al fornitore quotidiano di una famiglia della classe media, sia a una donna che si prostituiva per strada.
Dettagli e ipotesi sul dipinto
Il tema è molto semplice: una cameriera, tornata a casa, mette le sue provviste su un buffet, attenta sia al suo compito che alla conversazione che si svolge nell'altra stanza dove intravediamo, da dietro, una donna ma non il suo interlocutore. Due bottiglie sono poste a terra, una delle quali è rovesciata. Sul buffet è sospeso un piatto rotondo di peltro, su cui si riflette la luce.
È stato ipotizzato che Chardin abbia utilizzato il suo appartamento come modello in questo dipinto, dato che attraverso la prima porta si intravede la fontana in rame della famiglia Chardin, che compare nella natura morta ad essa intitolata.
La Pourvoyeuse è una delle scene della vita quotidiana, che mostra una giovane donna in un'attività banale, quasi senza interesse che permette a Chardin di concentrarsi interamente sull'implementazione del colore e sulla resa dei materiali: tessuti bianco latte, aspetto ruvido di pagnotte di pane, passato blu del grembiule. Ma la composizione non è meno rigorosamente padroneggiata: la figura fa parte di una piramide, il gioco di porte organizza la distribuzione di ombra e luce che si alternano, per aprirsi su una piccola sezione di cielo blu. La luce proviene dalla stanza accanto per illuminare il lato destro della giovane donna che contrasta con il legno scuro della porta.
Domande da interrogazione
- Qual è l'approccio artistico di Chardin rispetto al "grande stile"?
- Quali opere di Chardin sono esposte al Louvre?
- Come venivano percepite le "scene di genere" di Chardin nel contesto artistico del suo tempo?
- In che modo Chardin rappresenta la borghesia parigina nei suoi dipinti?
- Quali sono le caratteristiche principali del dipinto "La pourvoyeuse"?
Chardin si allontanò dal "grande stile" per concentrarsi su oggetti e gesti semplici della vita borghese, ispirandosi alle scuole fiamminga e olandese.
Al Louvre sono esposti diversi lavori di Chardin, tra cui "Il Bambino con la trottola", "La Fornitrice" e "Cesto di pesche", che evidenziano la sua dedizione alle nature morte e alle scene interne.
Le "scene di genere" di Chardin, che rappresentano la vita quotidiana, divennero famose negli anni 1730, ma erano spesso sottovalutate rispetto alla pittura di storia, che era considerata un genere maggiore.
Chardin ritrae la vita domestica della borghesia parigina con rigore e attenzione ai dettagli, invitando l'osservatore a partecipare alle sue scene intime e tranquille.
"La pourvoyeuse" mostra una cameriera che mette le provviste su un buffet, con un'illuminazione che evidenzia i materiali e i colori, mentre la composizione è rigorosamente organizzata per creare un equilibrio tra ombra e luce.