Concetti Chiave

  • Lo Spedale degli Innocenti, iniziato nel 1419, è un esempio emblematico di piazza rinascimentale, progettato da Brunelleschi e completato da altri architetti.
  • L'edificio è organizzato attorno a un chiostro centrale, con un porticato caratterizzato da 9 arcate, campate a volte e finestre classiche.
  • Brunelleschi ha applicato un modulo uniforme nella progettazione, rendendo intercolumnio, altezza delle colonne e profondità del porticato proporzionali.
  • Il fregio dell'edificio presenta un motivo strigilàto e l'architrave è diviso in 3 fasce di uguale altezza, con elementi architettonici ispirati alla basilica di San Miniato.
  • Modifiche al progetto originale includono la sostituzione dei tondi concavi con ceramiche di Andrea Della Robbia e l'assenza di campate chiuse alle estremità del loggiato.

Inizio e struttura dell'edificio

Venne iniziato nel 1419, nelle vicinanze della Chiesa dei Servi di Maria ed è un edificio che fece sì che venisse creata la piazza porticata della Santissima Annunziata, uno dei migliori esempi di piazza rinascimentale. Brunelleschi ci lavorò fino al 1423, ma fu concluso da altri. Questo edificio si organizza attorno a un chiostro centrale {cortile porticato all'interno di un monastero}, che è affiancato da un lato dalla chiesa e dall’altro dal dormitorio per gli orfani. Si innalza su un ripiano a cui si sale per mezzo di 9 gradini.

Dettagli architettonici e influenze

Le arcate del porticato nella parte inferiore dell’edificio sono 9, le campate coperte da volte a vela sono 9 e le finestre di forma classica (che ricordano quelle del battistero di San Giovanni) sono 9. Queste finestre sono sormontate da un timpano e poggiano sulla cornice dell’alta trabeazione, che è sostenuta da delle paraste poste alle estremità. Queste paraste sono affiancate da colonne libere, che ispireranno Masaccio nella Trinità. Nei timpani, Brunelleschi aveva progettato die tondi concavi, a scodella, tangenti a due archi vicini e tangente anche all’architrave sopra di essi. Nel 1487 vennero sostituiti da ceramiche invetriate da Andrea Della Robbia.

L’architrave, suddiviso in 3 fasce di uguale altezza, gira alle estremità, piegandosi ad angolo retto e si dirige verso il basso, affiancando una parasta (c’è chi pensa che questo sia stato un errore dei successori di Brunelleschi). Il fregio presenta un motivo strigilàto (quindi con strigilature, che sono delle specie di onde) che deriva dai sarcofagi romani, ma che è presente solo all’estremità destra del fregio. La sintassi di ordine e di archi dipende dall’esempio romanico della navata centrale della basilica di San Miniato dove, le fasce bianche e verdi che si trovano all’altezza dei capitelli delle alte semicolonne, simulano una trabeazione che scorre sia sopra gli archi sostenuti dalle colonne, che dividono le navate della basilica, sia sopra gli archi sostenuti dalle semicolonne dell’abside. Dai capitelli di questa basilica poi, Brunelleschi riprende il pulvino modanato a gola dritta (con il profilo ad S disposto obliquamente, con curva concava nella parte sporgente e curva convessa nella parte rientrante) che viene posto sopra gli abachi dei capitelli corinzi.

L’intercolumnio, lo spazio fra due colonne vicine, è uguale all’altezza delle colonne e alla profondità del porticato: la campata è quindi di forma cubica. Anche l'altezza del piano superiore, misurata dall’estradosso dell’architrave al cornicione è uguale all’altezza della colonna. Brunelleschi nella realizzazione dell’edificio utilizza quindi la stessa misura (il modulo) con lo scopo di segnare meglio lo spazio. La distanza fra il pavimento e la cornice della trabeazione è uguale al doppio dell’altezza della colonna; mezzo modulo è il raggio delle volte e l'altezza delle finestre (dal davanzale al vertice del timpano).

Progetto originale e modifiche successive

Secondo il progetto di Brunelleschi, alle estremità del loggiato ci sarebbero dovute essere due campate chiuse, ma i suoi successori non le inclusero nella realizzazione dell'edificio. Sarebbero state delimitate da delle paraste, con sopra la trabeazione. In corrispondenza di queste paraste, al piano superiore ci sarebbero dovute essere altre paraste più piccole che avrebbero segnalato il diverso valore assunto dal muro nei due piani: alle due estremità ci sarebbe stato il muro pieno su entrambi i piani, mentre nella zona centrale, sopra ci sarebbe stato il muro pieno mentre sotto il vuoto.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza storica dell'edificio iniziato nel 1419?
  2. L'edificio, iniziato nel 1419 vicino alla Chiesa dei Servi di Maria, ha contribuito alla creazione della piazza porticata della Santissima Annunziata, considerata uno dei migliori esempi di piazza rinascimentale.

  3. Quali sono le caratteristiche architettoniche principali dell'edificio?
  4. L'edificio presenta 9 arcate nel porticato, 9 campate coperte da volte a vela e 9 finestre classiche, tutte progettate con un'attenzione particolare ai dettagli, come i timpani e le paraste, che influenzarono anche artisti come Masaccio.

  5. Come si riflette l'influenza romanica nell'architettura dell'edificio?
  6. La sintassi di ordine e archi dell'edificio si ispira alla basilica di San Miniato, con fasce bianche e verdi che simulano una trabeazione, e l'uso di capitelli corinzi con pulvino modanato, evidenziando l'influenza romanica.

  7. Quali modifiche sono state apportate al progetto originale di Brunelleschi?
  8. I successori di Brunelleschi non inclusero le due campate chiuse alle estremità del loggiato, come previsto nel progetto originale, alterando così la concezione iniziale dell'edificio.

  9. Qual è il significato del "modulo" utilizzato da Brunelleschi nella progettazione?
  10. Brunelleschi utilizzò un modulo uniforme per segnare meglio lo spazio, assicurando che le proporzioni tra colonne, campate e altezze fossero coerenti, creando un'armonia visiva nell'intero edificio.

Domande e risposte

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