Concetti Chiave
- Durante il Paleolitico, gli esseri umani costruivano abitazioni all'aperto, come tende circolari o ovali, facilmente smontabili e realizzate con pali e pelli animali.
- La divisione del lavoro era presente, con le donne che si occupavano della raccolta e dei bambini, mentre gli uomini andavano a caccia, anche a notevoli distanze.
- La capanna rettangolare della grotta del Lazaret, risalente a 130.000 anni fa, rappresenta la prima abitazione preistorica conosciuta, evidenziando un'organizzazione interna complessa.
- Il passaggio dall'abitare in caverna a quello in capanna segna un cambiamento significativo nel rapporto dell'uomo con l'ambiente, favorendo una maggiore creatività e adattamento.
- La Howick House, capanna mesolitica ben conservata, dimostra un utilizzo annuale da parte dei cacciatori-raccoglitori e rivela un cimitero dell'età del bronzo nel suo sito archeologico.
Abitazioni del paleolitico
Già nel corso del Paleolitico, gli esseri umani si organizzarono anche in abitati all’aperto, costituiti da strutture semplici e leggere, facilmente smontabili e trasportabili. Si trattava di tende, in genere, circolari od ovali, composte da un’armatura di pali conficcati nel terreno e rivestita di frasche o pelli animali, assai spesso appoggiata ad una parete rocciosa. L’interno era lastricato con ciottoli o pietre e provvisto di uno o più focolari, anch’essi delimitati da pietre. L’uomo di Cro-Magnon, non amava le grotte scure e umide; preferiva stabilirsi in zone in cui la selvaggina era abbondante e vi costruiva con cura dei ripari.
Divisione del lavoro preistorico
A volte, l’uomo preistorico si stanziava nelle valli con un clima favorevole, nelle vicinanze di un corso d’acqua, di una cava di pietre o su dei promontori risparmiati dalle piene, come nel caso dell’insediamento di Gönnersdorf, che sovrasta il Reno. Gli studiosi affermano che esisteva già una divisione del lavoro in base al sesso: le donne si occupavano dei bambini, della raccolta e della caccia ai piccoli animali, presenti nelle vicinanze. Invece, gli uomini andavano a caccia, spingendosi molto più lontano. La popolazione era seminomade anche se in Ucraina i ritrovamenti attestano un modo di vita più sedentario a causa della presenza di ossa, carni e zanne di elefanti trovati insieme alle tracce di imponenti capanne.
Evoluzione delle abitazioni
La più antica tra le abitazioni preistoriche a noi note, potremmo dire “la prima casa dell’umanità”, è una capanna rettangolare i cui resti sono stati identificati all’interno della grotta del Lazaret, a Nizza, in Francia. Risalente a circa 130 000 anni fa, quest’ampia capanna coperta da pelli animali, era addossata a una parete rocciosa e sorretta da una struttura di pali allineati sul perimetro, alla cui stabilità contribuiva anche una fila di pietre o un rudimentale muretto di rinforzo. La traccia di suddivisioni interne dimostra come gli abitanti avessero ripartito gli spazi in maniera tale da alloggiare diverse attività o più nuclei di persone. Fra il modello abitativo “in caverna” e quello “in capanna” c’è un cambiamento radicale. Se abitare in una caverna costituiva un semplice adattamento alla natura, costruire una capanna comportava un rapporto più dinamico e creativo con l’ambiente. È soprattutto con la fine delle glaciazioni, circa 10 000 anni fa, che diventa davvero possibile, per l’uomo, plasmare il paesaggio in cui vive.
Scoperta della Howick House
Per esempio, la Howick House, una capanna proprio di quel periodo, le cui tracce sono state scoperte dal 2000 al 2002, sulla costa del Northumberland, nel nordest dell’Inghilterra, e accuratamente ricostruita, mostra una straordinaria integrazione nel suo paesaggio: non solo domina da un’altura un lungo tratto di costa, ma è ricoperta da una vera coltre di terra ed erba. La caratteristica principale del sito archeologico è una capanna mesolitica, la meglio conservata fra tutte quelle scoperte fino ad ora in Gran Bretagna. L’esame al radiocarbonio C14 ha rilevato che i focolari interni risalgono al 7800 a.C. Secondo il parere degli archeologi, gli occupanti (uomini cacciatori-raccoglitori dell’età della pietra) utilizzavano la capanna tutto l’anno, visto la presenza di risorse nella zona intorno. Nel sito, oltre alla capanna, è stato rinvenuto anche un cimitero composto da cinque cisti, risalente all’età del bronzo. Gli studiosi hanno deciso di ricostruire in via sperimentale la capanna Howick per una serie di documentari realizzati dalla BBC.
Domande da interrogazione
- Quali erano le caratteristiche delle abitazioni del Paleolitico?
- Come era organizzata la divisione del lavoro tra i gruppi preistorici?
- Qual è la più antica abitazione preistorica conosciuta?
- Qual è l'importanza della Howick House nel contesto delle abitazioni preistoriche?
- Come ha influenzato la fine delle glaciazioni l'abitazione umana?
Le abitazioni del Paleolitico erano strutture semplici e leggere, come tende circolari o ovali, costruite con pali e rivestite di frasche o pelli animali, spesso appoggiate a pareti rocciose. L'interno era dotato di focolari e pavimentato con ciottoli o pietre.
La divisione del lavoro era basata sul sesso: le donne si occupavano dei bambini e della raccolta, mentre gli uomini andavano a caccia, spingendosi più lontano. Alcuni gruppi, come quelli in Ucraina, mostrano segni di vita più sedentaria.
La più antica abitazione conosciuta è una capanna rettangolare trovata nella grotta del Lazaret a Nizza, risalente a circa 130.000 anni fa, con una struttura di pali e coperta da pelli animali, dimostrando una suddivisione interna per diverse attività.
La Howick House, scoperta in Inghilterra, è una delle capanne mesolitiche meglio conservate, risalente al 7800 a.C. e mostra un'integrazione notevole con il paesaggio, suggerendo che gli occupanti la utilizzassero tutto l'anno.
Con la fine delle glaciazioni, circa 10.000 anni fa, l'uomo ha potuto plasmare il paesaggio, passando da un semplice adattamento in caverna a costruzioni più complesse come le capanne, che riflettono un rapporto più dinamico con l'ambiente.