Concetti Chiave
- Il termine "graffito" deriva da "graffiare" e indica un disegno inciso su superfici dure, utilizzando tecniche come la picchiettatura e la raschiatura.
- Le prime rappresentazioni artistiche umane includono figure scolpite nella pietra e immagini su pareti di caverne, principalmente di animali da caccia e figure umane.
- I graffiti e le pitture rupestri si distinguono per la loro tecnica: i primi sono incisioni, mentre le seconde sono create con pigmenti naturali e carboncino.
- I petroglifi della Valcamonica, patrimonio dell'UNESCO, offrono una panoramica di 12.000 anni di arte, raffigurando scene di vita quotidiana e rituali.
- Le figure dei petroglifi sono spesso ideogrammi, rappresentando idee piuttosto che oggetti, e la loro scoperta risale al 1909.
Origine e tecnica del graffito
Il termine “graffito” deriva da “graffiare”. In generale, si tratta di un disegno inciso su di una superficie, più o meno dura, aiutandosi con una punta acuminata, come una punta più dura a forma di scalpello (un’altra pietra, un pugnale di bronzo o di ferro). La tecnica è quella della “picchiettatura” oppure la raschiatura a graffio che da il nome al termine “graffito”. Troviamo una prima testimonianza della tecnica del graffito nelle incisioni rupestri preistoriche del Paleolitico superiore e del Neolitico, che, per questo motivo, rappresentano la prima forma d’arte della storia dell’umanità.
Prime rappresentazioni artistiche
Le prime rappresentazioni artistiche prodotte dall’uomo sono piccole figure scolpite nella pietra e, soprattutto, immagini tracciate sulle pareti di caverne e ripari rocciosi. I soggetti sono prevalentemente animali da cacciare (bisonti, cervi, cinghiali, tori, cavalli) e anche specie oggi estinte come i mammut, e animali selvaggi (leoni, lupi, orsi), talora immagini di cacciatori o figure femminili dalla caratteristica pinguedine.
Tecniche di incisione e pittura
Le immagini tracciate sulle pareti rocciose sono in genere classificate sulla base delle tecniche di esecuzione: il graffito e la pittura. I graffiti, chiamati anche incisioni rupestri, venivano realizzati incidendo la roccia mediante selci (rocce sedimentarie di particolare durezza) o altre pietre dalla punta acuminata o, più tardi, con punteruoli metallici. Le pitture rupestri, invece, erano create tracciando forme e figure sulla roccia con pigmenti a base di terre o minerali, pestati e amalgamati a grassi animali o sostanze vegetali in grado di assicurarne l’aderenza alle superfici. Dapprima, l’artista incideva oppure dipingeva la linea di contorno della figura, poi procedeva a stendere il colore. Per disegnare i contorni si utilizzava il carboncino nero, ottenuto bruciando la legna. Le campiture di colore erano quasi sempre stese in tonalità calde (rosse, ocra, brune). Per applicare i colori si adoperavano i polpastrelli delle dita, più di rado rudimentali spatole o una sorta di pennello ricavato da peli di animali. Talvolta erano aggiunti anche segni e dettagli a graffito al termine dell’opera di pittura, in una sapiente combinazione delle due tecniche.
Petroglifi della Valcamonica
In Italia, troviamo importanti e numerose testimonianze di petroglifi (= graffiti su pietra) nella Valcamonica, in provincia di Brescia. Patrimonio dell’UNESCO, sono stati realizzati in un arco di tempo di circa 12.000 anni e raffigurano scene di caccia o lotta, riti religiosi, celebrativi, commemorativi o propiziatori e, quindi, figure di animali, cacciatori, guerrieri, ma anche di contadini, con i primi carri e aratri, e capanne (tra cui le prime palafitte). Alcune figure sono state disegnate in modo sovrapposto, senza un ordine prestabilito; altre, invece, sembra che abbiano una relazione logica fra di loro. Ognuna di essa è assimilabile ad un ideogramma; questo significa che una figura non rappresenta un oggetto in sé, ma un’idea, un concetto. La scoperta di questi graffiti è piuttosto recente, perché risale al 1909.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del termine "graffito" e la sua tecnica di realizzazione?
- Quali sono i soggetti principali delle prime rappresentazioni artistiche?
- Come si differenziano le tecniche di incisione e pittura nelle rappresentazioni rupestri?
- Qual è l'importanza dei petroglifi della Valcamonica?
Il termine "graffito" deriva da "graffiare" e si riferisce a un disegno inciso su una superficie dura, realizzato con una punta acuminata. La tecnica include la picchiettatura e la raschiatura, come descritto nel testo.
Le prime rappresentazioni artistiche includono figure scolpite nella pietra e immagini su pareti di caverne, con soggetti prevalentemente animali da caccia, come bisonti e cervi, e occasionalmente figure di cacciatori o donne.
Le incisioni, o graffiti, venivano realizzate incidendo la roccia con selci o punteruoli, mentre le pitture erano create con pigmenti naturali. Entrambe le tecniche potevano essere combinate, come indicato nel testo.
I petroglifi della Valcamonica, patrimonio dell'UNESCO, rappresentano una testimonianza di circa 12.000 anni di storia, raffigurando scene di caccia, riti e figure di animali e umani, con significati ideografici, come spiegato nel testo.