Concetti Chiave

  • La Maja desnuda, realizzata da Goya tra il 1797 e il 1800, è un'opera iconica esposta al Museo del Prado che sfida le convenzioni artistiche dell'epoca.
  • Il committente dell'opera è ritenuto essere il ministro Godoy, che richiese un soggetto audace, mentre la modella è Maria Teresa Cayetana de Alba, figura anticonvenzionale e amica dell'artista.
  • Considerata rivoluzionaria, l'opera rappresenta una donna nuda che non è una figura mitologica, rompendo con le tradizioni dell'arte sacra e accettabile per la Chiesa.
  • Il realismo del dipinto si manifesta nella rappresentazione sincera e sensuale della donna, evidenziata da un'illuminazione che mette in risalto il suo corpo e crea contrasto con lo sfondo.
  • Goya trae ispirazione da opere classiche come la Venere di Urbino di Tiziano e l'Olympia di Manet, reinterpretando il nudo femminile in chiave più realistica e provocatoria.

Descrizione dell'opera

La tela, un olio su tela, esposta al Museo Nacional del Prado di Madrid, fu realizzata da Goya dal 1797 al 1800. I critici la collocano tra le opere più significative dell’arte della pittura europea di tutti i tempi. Rappresenta una giovane donna, sdraiata su un divano che, quasi senza ritegno (almeno per l’epoca) offre alla vista degli spettatori il suo corpo nudo.

Il committente e la modella

Si pensa che il committente sia stato il ministro Godoy che, facendosi forte della posizione occupata, non avrebbe esitato a richiedere all’artista di dipingere un quadro così inconsueto, non temendo quindi la reazione dell’Inquisizione. La modella è senz’altro Maria Teresa Cayetana de Alba, una donna dal temperamento e dagli atteggiamenti anticonvenzionali, molto chiacchierata e probabilmente amica del pittore. Per potenziare l’effetto di stupore nello spettatore, Goya pensò anche di realizzare una Maja vestida per coprire la Maja desnuda, entrambe montate su di una doppia cornice.

La reazione dell'Inquisizione

L’opera fu messa a bando dall’ Inquisizione spagnola e per questo motivo la tela rimase a lungo nascosta. Pertanto, è un quadro rivoluzionario, dato che per la prima volta la protagonista è una donna che non è, né dea, né un personaggio mitologico: soltanto in questo caso la nudità sarebbe stata accettata dalla Chiesa. Infatti, fino ad allora, il nudo artistico era giustificabile solo per quadri, aventi come soggetto Venere o altre donne del mondo dell’epica greca e romana. Infatti nell’arte spagnola, esistono altri dipinti con donne nude, però mai di una sensualità così spiccata nel mostrare il proprio corpo.

Dettagli del ritratto

La giovane donna è ritratta nuda ed ha lo sguardo rivolto verso l’osservatore, senza alcun segno di pudore o di ritegno. Per esporre meglio il corpo, ha le mani incrociate dietro la nuca. I suoi capelli, ricci e di colore scuro, incorniciano il viso mentre le guance sono arrossate. Il divano su cui è stesa, è ricoperto da un tessuto di velluto verde e la parte superiore del corpo poggia su due cuscini in tessuto chiaro, decorato con tulle. Invece, le gambe poggiano su di un telo bianco, anch’esso bordato di tulle che parzialmente ricopre il divano.

L’opera fu messa al bando per il realismo con cui il poeta aveva trattato il soggetto: non la bellezza femminile idealizzata come avviene nei nudi classici, ma la una rappresentazione particolareggiata degli aspetti più intimi della donna, di cui è sottolineato l’aspetto sensuale, quasi al limite dell’erotismo. Il realismo è evidente anche nella riproduzione del tessuto che ricopre il divano.

Realismo e sensualità

Il corpo della donna, molto chiaro e dal colore caldo, viene messo in risalto e valorizzato sia dal bianco del tessuto su cui esso poggia che, per contrasto, dallo sfondo scuro e dal verde del divano. La fonte di luce è esterna e proviene dal basso a sinistra: questa illuminazione mette ulteriormente in risalto il corpo della donna, facendo scivolare in secondo piano tutto ciò che la circonda. La composizione si sviluppa secondo una diagonale che parte dai piedi della ragazza per arrivare fino al capo.

Fonti di ispirazione

Come fonte di ispirazione, è evidente che Goya si sia ispirato alla Venere di Urbino di Tiziano, alla Venere allo specchio di Velásquez (inquadrata, però, di spalle) e all’ Olympia di Manet.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza dell'opera di Goya nel contesto dell'arte europea?
  2. L'opera è considerata tra le più significative dell'arte della pittura europea, rappresentando una giovane donna nuda in modo rivoluzionario per l'epoca, senza riferimenti a divinità o personaggi mitologici, come evidenziato nel testo.

  3. Chi è la modella e quale ruolo ha avuto nel contesto dell'opera?
  4. La modella è Maria Teresa Cayetana de Alba, una donna anticonvenzionale e amica di Goya, che ha contribuito a rendere l'opera audace e provocatoria, come indicato nel testo.

  5. Qual è stata la reazione dell'Inquisizione riguardo all'opera?
  6. L'opera fu messa a bando dall'Inquisizione spagnola, rimanendo nascosta a lungo, poiché rappresentava una nudità inaccettabile per una donna non mitologica, come sottolineato nel testo.

  7. In che modo Goya ha rappresentato la sensualità nella sua opera?
  8. Goya ha enfatizzato la sensualità della donna attraverso il realismo e l'illuminazione, evidenziando il suo corpo in modo intimo e quasi erotico, come descritto nel testo.

  9. Quali opere precedenti hanno influenzato Goya nella creazione di questa tela?
  10. Goya si è ispirato a opere come la Venere di Urbino di Tiziano, la Venere allo specchio di Velásquez e l'Olympia di Manet, come indicato nel testo.

Domande e risposte

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