Concetti Chiave
- Il Camposanto Monumentale, costruito nel 1277, conserva le tombe dei Pisani e presenta un'architettura caratterizzata da 48 arcate cieche e un tabernacolo gotico.
- Inizialmente destinato ai poveri, il Cimitero ha successivamente accolto le sepolture delle famiglie più influenti di Pisa, diventando uno dei musei più antichi al mondo.
- La collezione include sarcofagi ellenici, urne etrusche e affreschi dal XIV al XV secolo, rendendo l'arte presente nel Camposanto particolarmente variegata e preziosa.
- Durante la Seconda Guerra Mondiale, un incendio causato da un'esplosione nel 1944 ha danneggiato gravemente gli affreschi, richiedendo un complesso lavoro di recupero.
- Il restauro ha portato alla luce le "sinopie", disegni originali degli artisti, che offrono una preziosa testimonianza del processo creativo e delle tecniche artistiche utilizzate.
Qual è la storia del Camposanto Monumentale?
La Piazza dei Miracoli è chiusa armonicamente dalla cinta di marmorea del Camposanto Monumentale, articolata in 48 arcate cieche con lesene. L’edificio fu costruito per sistemarvi le tombe giacenti inizialmente sulla piazza e fu iniziata nel 1277 sul luogo dove precedentemente esisteva un palazzo vescovile. Sotto le arcate cieche sono scolpite delle teste di vari personaggi. La porta è adornata con un tabernacolo gotico tricuspide che porta un gruppo raffigurante la Madonna e i Santi, della scuola di Giovanni Pisano, risalente al XIV secolo. Il Camposanto deve il nome alla terra del Calvario in Palestina che il vescovo di Pisa fece trasportare per nave, al ritorno di una crociata nel 1200, con lo scopo di consacrare il luogo destinato alla sepoltura dei Pisani.
L'arte e le tombe del Camposanto
L’interno è simile ad una grande basilica con la navata centrale aperta e con quelle laterali chiuse in alto da capriate di legno. All’inizio della sua costruzione, il Cimitero serviva per seppellire la povera gente, ma presto iniziò ad accogliere le spoglie degli uomini più importanti di Pisa. Ecco perché vi furono edificate le tombe delle famiglie più potenti, poi delle corporazioni ed infine delle associazioni religiose. Vi furono collocate anche reperti dell’arte antica e i sarcofagi di marmo, prima variamente sparpagliati sulla piazza, intorno al duomo oltre ad altri reperti archeologici che rivestivano un certo interesse. Dal XIV secolo in poi, il Cimitero è considerato uno dei musei più antichi del mondo, continuamente oggetto di cura e di abbellimenti.
Infatti, lungo le pareti delle gallerie, sono stati allineati numerosi sarcofagi, che, in gran parte risalgono al periodo ellenici; essi furono utilizzati di nuovo dal XII al XV secolo e prima furono cancellate le vecchie iscrizioni o ritratti che furono sostituiti dal blasone della famiglia pisana che lo riutilizzava. Esistono anche urne funerarie etrusche, steli funerarie greche e statue dell’epoca romana, senza contare le numerose iscrizioni latine. La collezione di opere d’arte è talmente vasta che è difficile enumerare tutti gli oggetti. Tuttavia, la parete più interessante del Cimitero è costituita dagli affreschi che vanno dal XIV al XV secolo.
I danni e il restauro degli affreschi
Il 27 luglio 1944, l’esplosione di alcune granate sotto il tetto della galleria nord fece scoppiare un grande incendio che causò notevoli danni agli oggetti di marmo, alla carpenteria e soprattutto agli affreschi di cui, molti, a causa del calore si staccarono dalla parete minacciando di cadere da un momento all’altro. Il lavoro di recupero fu enorme e molto minuzioso. Dopo lunghi anni di lavoro, le pitture furono staccate una ad una dalla pareti e poste su appositi supporti su di un materiale speciale tale da poterle preservare da futuri danneggiamenti. Questi danni ebbero, però delle conseguenze inattese. Infatti staccando gli affreschi, le parati hanno lasciato apparire i disegni originali tracciati in gran parte dagli artisti pere la preparazione delle pitture. Questi disegni si chiamano “sinopie” e costituiscono la sintesi e la prima idea della pittura. Inoltre, costituiscono una testimonianza preziosa perché sono rimasti al riparo da ritocchi da restauri deformanti o da altri interventi. Il più grande ciclo di affreschi è quello realizzato da Benozzo Gozzoli che tuttavia ha subito dei danni a causa dell’azione di eventi atmosferici quali umidità, vento e salsedine. Molto interessanti sono gli affreschi denominati “Il trionfo della Morte” (1360) e il “Giudizio Universale”.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del nome "Camposanto Monumentale"?
- Come è strutturato l'interno del Camposanto?
- Quali tipi di reperti artistici si possono trovare nel Camposanto?
- Quali danni ha subito il Camposanto durante la Seconda Guerra Mondiale?
- Cosa sono le "sinopie" e perché sono importanti?
Il nome "Camposanto" deriva dalla terra del Calvario in Palestina, trasportata a Pisa dal vescovo dopo una crociata nel 1200, per consacrare il luogo destinato alla sepoltura dei Pisani.
L'interno del Camposanto è simile a una grande basilica, con una navata centrale aperta e navate laterali chiuse da capriate di legno, inizialmente utilizzato per seppellire la povera gente, ma poi divenuto luogo di sepoltura per le famiglie più importanti di Pisa.
Nel Camposanto si trovano numerosi sarcofagi, urne funerarie etrusche, steli funerarie greche, statue romane e una vasta collezione di affreschi risalenti al XIV e XV secolo, rendendolo uno dei musei più antichi del mondo.
Il 27 luglio 1944, un incendio causato dall'esplosione di granate ha danneggiato gravemente gli affreschi, la carpenteria e gli oggetti di marmo, portando a un lungo e minuzioso lavoro di recupero.
Le "sinopie" sono disegni originali tracciati dagli artisti per la preparazione delle pitture, emersi durante il restauro degli affreschi. Rappresentano una testimonianza preziosa, poiché sono rimasti al riparo da ritocchi deformanti e offrono una visione della concezione artistica originale.