Concetti Chiave

  • La Madonna è rappresentata con una corona e circondata da angeli e santi, simboleggiando la sua regalità e il suo aspetto maestoso, definito "in Maestà".
  • Affrescata da Simone Martini nel Palazzo Pubblico di Siena, la Maestà aveva una funzione civica oltre che religiosa, incoraggiando il buon governo della città.
  • Nel XIV secolo, la scuola senese, rappresentata da Duccio di Buoninsegna e Simone Martini, unisce la tradizione bizantina con eleganze gotiche, caratterizzando l'arte dell'epoca.
  • Il polittico, complesso nella sua forma, è composto da più pannelli uniti da cornici intagliate, tipico delle opere destinate agli altari delle chiese nel XIV e XV secolo.
  • Il polittico di Simone Martini presenta figure di santi nei pannelli laterali e scene della vita dei santi nella predella, con al centro la Madonna con il Bambino.

La maestà della Madonna

Sotto un baldacchino di stoffa colorata, sostenuto da esili colonnine, si trova la Madonna, seduta sul trono, con Gesù bambino in braccio. La Vergine porta sulla testa una corona, che la fa assomigliare a una regina dei cieli, mentre la corte che la circonda, composta da una moltitudine di angeli, santi e martiri, è disposta in due gruppi simmetrici. La Madonna, per questo suo modo regale di apparire di fronte ai fedeli, è detta «in Maestà». Inginocchiati in primo piano, dietro due angeli che reggono vasi di fiori, vediamo i quattro santi protettori di Siena.Hanno lo sguardo rivolto alla Madonna in atteggiamento di invocazione. Il grande affresco è concepito come una colossale miniatura, che si distende sulla superficie del muro. Le vesti hanno colori delicati. Alcuni dettagli sono arricchiti con decorazioni a rilievo in oro zecchino. Nel dipinto si esprime pienamente la nuova arte gotica elegante e raffinata, mentre appare superata la tradizione bizantina del fondo in oro.

Funzione civica e religiosa

Affrescata dal pittore Simone Martini (1284 ca -1344) all’interno del Palazzo Pubblico della città di Siena, la Maestà avrebbe dovuto vegliare sulle riunioni del Consiglio municipale. Dunque, era chiamata a svolgere una funzione non solo religiosa, ma anche civica; per mezzo delle scritte inserite nell’opera, essa “parlava” a chi era chiamato a governare la città e lo esortava a svolgere il suo servizio con onestà e giustizia.

Evoluzione dell'arte senese

Nei primi anni del XIV secolo, mentre a Siena erano in pieno sviluppo i lavori d’arte e di architettura legati alla costruzione del duomo, si affermava una nuova generazione di pittori, capace di unire all’alta qualità della tradizione bizantina le eleganze del gusto gotico. Ne sono interpreti Duccio di Buoninsegna (1255 - 1318 ca) e soprattutto Simone Martini. Duccio concepisce le sue opere come delle preziose miniature e utilizza colori che hanno la brillantezza dello smalto.Simone Martini è l’erede di Duccio. Nei suoi dipinti usa una linea morbida e fluida, capace di esaltare la magnificenza degli ideali cavallereschi. Fu attivo non solo a Siena, ma anche ad Assisi, Napoli e Avignone (in quel tempo diventata sede del papato). L’insieme della loro produzione (detta anche «scuola senese»), ha caratteristiche uniformi e originali e costituisce un’alternativa aristocratica al linguaggio artistico giottesco dominante in buona parte d’Italia.

Caratteristiche del polittico

Questo grande dipinto, dalla forma molto complessa, è denominato «polittico». Sono chiamati in questo modo quei dipinti, composti a volte anche con figure in rilievo, destinati a ornare gli altari delle chiese. Tipici del XIV o del XV secolo, i polittici si compongono di più «pannelli» o «scomparti», uniti tra loro da una cornice, di solito intagliata e dorata. La loro forma ricorda vagamente quella delle facciate delle cattedrali gotiche, specie per la «cuspide», lo scomparto triangolare posto sulla cima dell’opera. Spesso il polittico si appoggiava su una specie di zoccolo, detto «predella», anch’esso suddiviso in diversi scomparti. Al centro del polittico, nello spazio più grande, veniva inserita la figura più importante, di solito la Madonna con il Bambino; in quelli laterali i santi più venerati o di cui si invocava la protezione. Nella predella per lo più trovavano posto scene della vita dei santi e della figura divina che occupava lo scomparto centrale; in questo polittico di Simone Martini compaiono invece varie figure di santi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della rappresentazione della Madonna "in Maestà"?
  2. La Madonna "in Maestà" è rappresentata come una regina dei cieli, seduta su un trono con Gesù bambino, circondata da angeli e santi, esprimendo un modo regale di apparire ai fedeli (testo).

  3. Qual è la funzione della Maestà di Simone Martini all'interno del Palazzo Pubblico di Siena?
  4. La Maestà non solo ha una funzione religiosa, ma anche civica, poiché "parla" ai governanti esortandoli a servire la città con onestà e giustizia (testo).

  5. Come si distingue l'arte senese del XIV secolo?
  6. L'arte senese del XIV secolo, rappresentata da artisti come Duccio e Simone Martini, unisce la tradizione bizantina con l'eleganza del gusto gotico, creando opere di alta qualità e originalità (testo).

  7. Cosa caratterizza un polittico e quale funzione ha?
  8. Un polittico è un grande dipinto composto da più pannelli, destinato a ornare gli altari delle chiese, con la figura centrale della Madonna e i santi laterali, spesso arricchito da decorazioni (testo).

  9. Quali sono le caratteristiche distintive del polittico di Simone Martini?
  10. Il polittico di Simone Martini presenta una forma complessa, con figure di santi e una predella che mostra scene della vita dei santi, riflettendo l'arte gotica e la tradizione senese (testo).

Domande e risposte

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