Concetti Chiave
- L'affresco della tomba della caccia e della pesca, scoperto a Tarquinia nel 1873, risale al periodo etrusco tra il 520 e il 510 a.C.
- Rappresenta una delle rare produzioni artistiche etrusche in cui la natura gioca un ruolo centrale, evidenziando attività quotidiane come la caccia e la pesca.
- Il dipinto presenta un carattere popolare, con disegni incisivi e linee di contorno marcate, che contribuiscono alla sua vivace espressione artistica.
- La rappresentazione del mare è caratterizzata da una convenzionale ondulazione, sottolineando il movimento e il contrasto con il cielo dorato.
- I delfini nell'affresco simboleggiano il trapasso e la vita nell'aldilà, evidenziando la connessione tra uomo e natura tipica dell'iconografia etrusca.
Scoperta e contesto storico
L’affresco parietale della tomba della caccia e della pesca è stato rinvenuto a Tarquinia (provincia di Viterbo) ed è databile fra il 520 e il 510 a.C., quando Roma era ancora governata dai re. La tomba si trova a circa 10 metri di profondità ed è stata scoperta nel 1873.
Qual è la descrizione dell'affresco?
Esso costituisce un esempio, uno dei pochi, in epoca arcaica di una produzione artistica etrusca nella quale la natura costituisce l’elemento dominante. Il pittore ha voluto riprodurre le attività di caccia e di pesca nonché l’amore per il mare che avevano occupato, allietandola la vita del defunto.
Dettagli artistici e simbolici
Sulla barca, decorata a prua con l’occhio portafortuna che pertanto serve per allontanare o ad annullare l’influsso magico negativo, un giovane nudo sta pescando, mentre altri due stanno gesticolando animosamente. Nell’insieme la produzione ha un carattere popolare che si rivela nel disegno incisivo e un po’ rozzo, evidente soprattutto nella presenza di linee di contorno marcate. In alto, sullo sfondo privo di profondità, volteggiano degli uccelli. Il mare, dal colore verde te.
Rappresentazione del mare e simbolismo
La grande ondulazione che interessa tutta la superficie dell’acqua è una maniera piuttosto convenzionale di rappresentare il mare negli artisti arcaici, che del mare avvertono l’aspetto dominante del movimento tendente al violaceo, si stacca nettamente dall’uniformità un po’ dorata del cielo. Da notare che la stessa convenzionalità è presente anche nella raffigurazione della barca che è rappresentata totalmente sopra le onde; questo dettaglio permette di mettere in evidenza tutta la sagoma dell’imbarcazione e per indicare la trasparenza dell’acqua. Il ragazzo pescatore getta le funi degli ami in un mare in penombra. Purtroppo, sulla superficie del dipinto esistono delle abrasioni che, tuttavia, non impediscono all’osservatore di notare la vivacità dei colori.
Elementi naturali e significato
Oltre alla barca e agli uccelli, l’artista dipinge anche dei delfini piroettanti sul pelo dell’acqua, dei cespugli che sporgono da uno scoglio da cui un giovanetto si accinge a tuffarsi nell’acqua e che con una fionda cerca di cacciare gli uccelli. Secondo l’iconografia etrusca, il tuffo dei delfini rappresenterebbe il trapasso e la vita dell’uomo nell’aldilà. L’affresco rappresenta l’espressione più alto dell’arte tombale etrusca, a causa della simpatia che l’autore prova per elemento naturale e pere la corrispondenza fra uomo e natura.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico della scoperta dell'affresco della tomba della caccia e della pesca?
- Quali sono le caratteristiche principali dell'affresco?
- Come viene rappresentato il mare nell'affresco e quale significato ha?
- Quali elementi naturali sono presenti nell'affresco e quale significato hanno?
L'affresco è stato rinvenuto a Tarquinia, databile fra il 520 e il 510 a.C., in un periodo in cui Roma era ancora governata dai re. La tomba è stata scoperta nel 1873, a circa 10 metri di profondità.
L'affresco è un raro esempio di arte etrusca arcaica in cui la natura è l'elemento dominante, rappresentando attività di caccia e pesca, simbolo dell'amore per il mare del defunto.
Il mare è rappresentato con una grande ondulazione convenzionale, evidenziando il movimento e il contrasto con il cielo dorato. Questa rappresentazione sottolinea l'importanza del mare nella vita e nella cultura etrusca.
Oltre alla barca e agli uccelli, ci sono delfini e un giovanetto che si tuffa, simboli di trapasso e vita nell'aldilà secondo l'iconografia etrusca, evidenziando la connessione tra uomo e natura.