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Concetti Chiave

  • La sovraesposizione sensoriale nelle città moderne porta gli individui a sviluppare un atteggiamento blasé, mostrando indifferenza agli stimoli esterni forti.
  • La cultura oggettiva, rappresentata dalla complessità delle interazioni e dalla divisione del lavoro, rischia di schiacciare l'individualità degli abitanti delle metropoli.
  • Simmel distingue tra "spirito oggettivo", che rappresenta la cultura esterna, e "spirito soggettivo", che riguarda l'individualità, spesso in ritardo rispetto alla crescita culturale.
  • La "tragedia della cultura" descrive come la creatività individuale sia soffocata dalla cultura oggettiva, divenuta rigida e autonoma, bloccando l'espressione personale.
  • La cultura oggettiva può offrire basi culturali per la crescita personale, ma allo stesso tempo ostacola la forza creativa dell'individuo, irrigidendo le possibilità espressive.

Sovraesposizione sensoriale urbana

Nel libro La metropoli e la vita dello spirito (1903), Simmel afferma che gli abitanti delle città moderne sono sovraesposti dal punto di vista sensoriale: in città si verifica una continua stimolazione provocata per esempio dal susseguirsi di notizie e di emozioni; gli individui ricevono e “subiscono” questa sovraesposizione e, per difendersi, assumono quello che Simmel definisce “l’atteggiamento blasé’, cioè mostrano indifferenza e scetticismo e reagiscono in modo attenuato a un forte stimolo esterno. È un esito della loro ricerca più o meno consapevole di modi per impedire che la loro individualità venga schiacciata da questa forza sovrastante e oggettiva della vita urbana moderna.

Cultura oggettiva e individualità

La città è una massa che si impone, un prodotto esterno di interazioni del passato, nella forma di processi di sociazione entro la complessa divisione del lavoro della modernità. E un esempio del peso, della densità, della sofisticazione del mondo esterno, che Simmel chiama cultura oggettiva o materiale. Più aumenta la cultura oggettiva, più l’individuo corre il rischio di vedere schiacciata la propria vita individuale, cancellando ogni disperato tentativo di farcela. Secondo Simmel:

[...] la vita di villaggio [...] riposa di più sui rapporti profondamente sentiti ed emotivi, mentre nella metropoli i rapporti sono regolati dal denaro, il quale riguarda ciò che è comune a tutti [...] richiede il valore di scambio, riduce ogni caratteristica qualitativa e individuale a un problema quantitativo. Proprio dinanzi a questi stimoli, tuttavia, l’individuo percepisce la propria personalità come insufficientemente sviluppata. Simmel riprende a tale proposito la distinzione tra “spirito oggettivo” e “spirito soggettivo”: «la ragione più profonda [...] per cui la metropoli conduce al bisogno di un’esistenza personale più individuale [...] sembra risieda in questo: che lo sviluppo della cultura moderna è caratterizzato dalla preponderanza di ciò che si potrebbe chiamare “spirito oggettivo” sullo “spirito soggettivo”. Cioè nel linguaggio come nel diritto, nella tecnica di produzione come nell’arte, nella scienza come negli oggetti dell’ambiente, è incorporata una parte dello spirito. L’individuo nel suo sviluppo intellettuale, segue questa crescita molto imperfettamente, rimanendo indietro a una distanza sempre maggiore».

Tragedia della cultura

Per Simmel le idee dei singoli individui hanno una componente di creatività e di innovazione, non sono un mero riflesso dei condizionamenti sociali. Tuttavia la società può impedire alle idee di manifestarsi, può soffocarle o sovrastarle. Vale a dire, la cultura oggettiva cresce e diventa sovrastante, troppa per poter essere controllata nella sua totalità, il che significa che ciascun individuo può avere accesso solo a frammenti di questa cultura. Questa è la “tragedia della cultura”: la creatività individuale cerca di esprimersi ma si trova davanti se stessa (o espressioni precedenti di creatività ormai oggettivate) in forma solida, per così dire, che di conseguenza blocca e irrigidisce la creatività individuale. La cultura oggettiva, dunque, nel momento in cui assume una propria esistenza rigida e autonoma, se da un lato può anche offrire le basi culturali per i tentativi soggettivi di crescita, dall'altro si pone contro la forza creativa e vitale dell’individuo. È come se la dinamicità creatrice dell’anima morisse nel suo prodotto.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto di "sovraesposizione sensoriale" secondo Simmel?
  2. Simmel descrive la sovraesposizione sensoriale come una continua stimolazione che gli abitanti delle città moderne subiscono, portandoli ad adottare un atteggiamento blasé per difendere la loro individualità da questa forza opprimente.

  3. Come influisce la cultura oggettiva sulla vita individuale nelle metropoli?
  4. La cultura oggettiva, rappresentata da interazioni e processi sociali, tende a schiacciare l'individualità, riducendo le caratteristiche qualitative a questioni quantitative, come evidenziato da Simmel.

  5. Qual è la differenza tra "spirito oggettivo" e "spirito soggettivo"?
  6. Simmel distingue tra spirito oggettivo, che rappresenta la cultura e le norme esterne, e spirito soggettivo, che riflette lo sviluppo personale dell'individuo, evidenziando come il primo prevalga sul secondo nelle metropoli.

  7. Cosa intende Simmel con la "tragedia della cultura"?
  8. La "tragedia della cultura" si riferisce al conflitto tra la creatività individuale e la cultura oggettiva, dove quest'ultima, diventando rigida e autonoma, soffoca l'espressione creativa degli individui.

  9. In che modo la vita di villaggio differisce dalla vita metropolitana secondo Simmel?
  10. Simmel osserva che la vita di villaggio è caratterizzata da rapporti emotivi profondi, mentre nella metropoli i rapporti sono dominati dal denaro, il che porta a una maggiore alienazione e a una percezione di insufficienza dell'individualità.

Domande e risposte

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