Proposta di soluzione per la seconda prova di maturità 2016
Traccia: Scienze umane (antropologia, pedagogia, psicologia e sociologia)
A cura di Santina Musolino
La funzione e il ruolo dei sistemi scolastici in Italia e in Europa dovrebbe essere, soprattutto nell’attuale contesto socio-culturale, quella di fornire ai giovani studenti non soltanto le conoscenze generali, ma anche gli strumenti critici e concettuali necessari per tradurre le conoscenze in capacità concrete di stare nel mondo, di rapportarsi con gli altri e con la realtà circostante. Diviene quindi fondamentale porre al centro del sistema di istruzione e del percorso formativo di ogni studente il concetto di competenza che si è imposto nel dibattito pedagogico già negli anni ’70 con il rapporto Faure dell’UNESCO, dove si affermava che l’educazione si basa non su un contenuto da assimilare ma su un processo di crescita che insegna a esprimersi, a comunicare, a interrogare il mondo, a diventare sempre più se stessi.
La competenza, quindi, si è configurata sempre di più come un saper agire in una determinata situazione, in un determinato contesto, allo scopo di conseguire una certa performance. Nell’attuale contesto socio-culturale ci si è resi conto del fatto che ciò che davvero conta per il singolo individuo e per la popolazione non sono tanto gli anni di frequenza scolastica o i titoli raggiunti ma piuttosto quello che si è potuto veramente imparare e la capacità di mettere a frutto ciò che si è appreso in termini di saper fare.
Il nuovo costrutto della competenza, inoltre, impone alla scuola di ripensare il proprio modo di procedere, suggerendo di utilizzare gli apprendimenti acquisiti nell’ambito delle singole discipline all’interno di un più globale processo di crescita individuale. I singoli contenuti di apprendimento rimangono i mattoni con cui si costruisce la competenza personale: non ci si può accontentare di accumulare conoscenze, ma occorre trovare il modo di stabilire relazioni tra esse e con il mondo al fine di elaborare soluzioni ai problemi che la vita reale pone quotidianamente. Progettare l’attività didattica in funzione delle competenze e della loro certificazione significa immaginare una didattica delle competenze e richiede una professionalità docente rinnovata e attenta alle domande, anche e soprattutto implicite, che possono venire dagli alunni.
In quest’ottica, valorizzare il concetto di competenza significherà porre lo studente al centro del suo percorso di crescita e questa rinnovata attenzione alla centralità dello studente ci porta a considerare quanto suggerito da John Dewey e da Jerome Bruner.
In particolare, Bruner era convinto che il bambino potesse e dovesse diventare partecipe del processo pedagogico come consapevole protagonista. Per Bruner, bisognava pensare ad una teoria dell’istruzione in grado di indicare le esperienze più efficaci per promuovere l’apprendimento e specificare inoltre come va strutturato un complesso di conoscenze affinché sia effettivamente compreso dal discente. Le discipline venivano concepite da Bruner come un insieme organizzato e coerente di conoscenze e non come semplice insieme di nozioni. È a questo punto della sua riflessione che propone il concetto di curriculum a spirale. Essendo possibile evidenziare le operazioni mentali funzionali alla crescita intellettuale (categorizzazione, concettualizzazione, messa in atto di strategie per la soluzione di problemi, ricerca di significato) ed essendo ogni corpus disciplinare caratterizzato da una struttura profonda (proposizioni generative e principi organizzativi) è sul piano di tali strutture logiche e psicologiche che deve avvenire l’incontro tra discente e scienza, e non sui contenuti specifici delle discipline. Il movimento a spirale che parte da un approccio intuitivo alla conoscenza per proseguire con ciclici approfondimenti e successivi ritorni e iterazioni, permette di comprendere le idee di base connesse alle varie discipline e permette di insegnare qualsiasi problematica a chiunque in ogni età, purché si adegui il materiale da insegnare alla modalità di rappresentazione della realtà di chi apprende.
Il concetto di competenza, come abbiamo accennato precedentemente, implica anche la necessità di pensare a un percorso di apprendimento e di formazione attraverso il quale il giovane studente abbia la possibilità di acquisire la capacità di saper stare nel mondo. Quest’ultimo concetto rievoca quanto proposto da Dewey nel volume Democrazia ed educazione, nel quale lo studioso riflette sulla funzione democratica dell’educazione e sulla valorizzazione della scienza come metodo specifico di un’educazione democratica. La scuola, secondo Dewey, non deve solo adeguarsi alle trasformazioni intervenute nell’ambito sociale ma deve promuovere nella società un incremento progressivo di democrazia, cioè di capacità di partecipare da protagonisti alla vita sociale da parte degli individui e di inserirsi in essa con una mentalità capace di dialogare con gli altri e di collaborare a fini comuni liberamente scelti. Alla scuola viene quindi affidato il ruolo di trasformare anche politicamente il volto della società, di renderlo sempre meno repressivo e autoritario e di svilupparne invece i momenti di partecipazione e collaborazione. Educare alla democrazia dovrebbe dunque significare portare i giovani a condividere valori, modi di essere, modalità di comportamento, insieme individuali e sociali. E questo obiettivo lo si persegue sviluppando la valenza educativa di tutte le materie di studio, sia umanistiche che scientifiche, e soprattutto facendo esperienze, già a scuola, di un modo di vivere democratico. Perciò può essere utile ripartire dai testi di Dewey, dove la democrazia appare non solo una forma di governo, ma un modo di vivere, un modo di essere individuale e sociale, che richiede condivisione di valori, solidarietà, interesse allo scambio di esperienze, impegno a superare sterili egoismi e individualismi.
Soluzione Seconda prova maturità 2016 Scienze umane
Ormai il tanto atteso giorno della Seconda prova di Maturità 2016 di Maturità 2016 è arrivato. Le notti insonni a cercare di capire come superare la seconda prova o a cercare di indovinare le possibili domande sono finite. Sei solo tu e quei quesiti... ma puoi stare tranquillo che non dovrai affrontare tutto questo da solo perché i nostri tutor stanno già lavorando alle risposte di questa prova per la Maturità 2016 e tra poco tempo potrai tirare un sospiro di sollievo. Intanto le tracce di Maturità del 2016, come per la prima prova, sono su argomenti che hai svolto durante l'anno, quindi rilassati e non ti far prendere dal panico. Hai 6 ore per concentrarti e dare il meglio di te (come anche per la prima prova di Maturità del 2016) per dimostrare ai professori che ti meriti quel voto, che le tue fatiche in questi cinque anni sono servite a qualcosa, che nonostante tutto sei arrivato fino a qua con le tue forze e, perché no, per far ricredere quei professori che hanno pensato che non ce l'avresti fatta. Ma la cosa più importante è dimostrare a te stesso che ne sei capace e non hai sprecato cinque anni.
Fidati dei nostri tutor, sono i migliori e leggi qua le soluzioni delle tracce di Maturità del 2016 che ti permetteranno di rendere il massimo anche a questa prova del liceo delle Scienze umane vertente sul classico tema di Scienze umane:
I tutor di Skuola.net sono al lavoro per risolvere questa traccia in modo che gli studenti che terminano la prova possano consultarla. Perciò pubblicheremo la soluzione solo dopo il tempo minimo di consegna dei compiti d'esame (11:30).
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Temi maturità 2016: la help line
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