Concetti Chiave
- Il déjà vu è la sensazione di aver già vissuto un'esperienza, ma senza la capacità di ricordare chiaramente il contesto passato.
- Le teorie psicologiche e neurologiche sul déjà vu includono ipotesi che vanno da disfunzioni del sistema nervoso a processi di memoria alterati.
- Recenti studi suggeriscono una correlazione tra déjà vu e disturbi mentali, come schizofrenia e ansia, oltre all'epilessia del lobo temporale.
- Esistono fenomeni correlati al déjà vu, come il déjà raconté, che coinvolgono esperienze di comunicazione e memoria.
- Alcune spiegazioni pseudoscientifiche del déjà vu lo collegano a fenomeni di precognizione o memorie di vite passate, ampliando le interpretazioni del fenomeno.
Qual è la sensazione del déjà vu?
Il déjà vu è quella particolare sensazione di aver già vissuto, una volta, esattamente la stessa esperienza, di essersi già trovati nella stessa situazione, senza che abbia successo quello sforzo di ricordare chiaramente quel passato che pure sentiamo così vivamente. Molti psicologi hanno rivolto il loro interesse a questo enigma e la soluzione è stata da loro ricercata attraverso i più svariati itinerari speculativi. In nessuno dei tentativi di spiegazione viene preso in considerazione altro che le manifestazioni che accompagnano il fenomeno e le circostanze che lo favoriscono.
Teorie psicologiche e neurologiche
Ad oggi abbiamo diverse opinioni sulla natura dei déjà vu. Eccone alcune.
“ [...] Gli psicologi, in genere, continuano a trascurare quei processi psichici che, sulla base delle mie osservazioni, sono gli unici che possano corrispondere alla spiegazione del déjà vu: vale a dire le fantasie inconsce.
Ritengo che non sia corretto definire illusoria la sensazione di qualcosa di già vissuto una volta, anche se non è possibile ricordarsi consciamente di questo qualcosa, perché non è mai stato cosciente. La sensazione del déjà vu corrisponde, in breve, al ricordo di una fantasia inconscia. Esistono fantasie inconsce (o sogni a occhi aperti), così come esistono quelle analoghe creazioni consce che tutti conoscono in base alla propria esperienza.
[...] Ci sono altri fenomeni analoghi al déjà vu. Uno di questi è il déjà raconté, ovvero la sensazione di aver già comunicato qualcosa di particolarmente interessante. Questo si verifica spesso durante il trattamento psicoanalitico. Il paziente sostiene, con tutti i segni della sicurezza soggettiva, di aver già da tempo raccontato un determinato ricordo. Il medico è, però, certo del contrario e riesce solitamente a convincere il paziente dell’errore.
La spiegazione di questo interessante atto mancato è senz’altro che il paziente ha avuto l’impulso e il proposito di fare quella comunicazione trascurando, però, di eseguirla, e che ora considera il ricordo del proponimento come sostituto dell’altro, cioè quello della sua esecuzione.”
Il professor Brown dà diverse teorie a riguardo.
1. Teorie neurologiche. Si tratterebbe di un'epilessia breve e circoscritta che causa una disfunzione del sistema nervoso. Il medico austriaco Josef Spatt ha collocato la sede nella corteccia paraippocampale, associata con la capacità di giudicare la familiarità.
2. Teoria del processamento duale. Pierre Gloor spiegherebbe il déjà vu come una momentanea e rara (o, per i suoi studi su pazienti cronici, patologica) disattivazione del sistema di recupero della memoria – distinto e indipendente da un altro sistema amnestico di sensazione di familiarità, che rimane attivo e causa il fenomeno (“sto già vivendolo, so che l'ho già visto, ma non riesco a recuperarlo”).
3. Teoria attenzionale. Un'interruzione della continuità dell'attenzione causerebbe un riprocessamento dell'informazione. L'interruzione ne avrebbe fatto dimenticare la presenza, l'individuo non ne è, dunque, consapevole; la percezione – o meglio la sensazione della percezione – invece permarrebbe attraverso un altro canale non cosciente. Da qui la sensazione di familiarità (“l'ho già visto un attimo prima”).
4. Teorie amnestiche. All'interno del campo di attenzione ci sarebbe un elemento appartenente a un ricordo realmente memorizzato (e probabilmente avvenuto); questo elemento, però, a causa di un errore di memoria per cui non si riesce a richiamare anche il contesto complessivo, sarebbe sufficiente a richiamare la sensazione di familiarità (“c'è qualcosa in questa situazione che mi ricorda … no, ho già visto proprio tutta questa situazione”).
Teorie recenti e correlazioni cliniche
Un'ultima recente teoria è quella proposta da Susumu Tonegawa (premio Nobel in medicina) per cui la causa del déjà vu risiederebbe in una temporanea incapacità della memoria episodica. Il riscontro oggettivo è ipotizzabile in un particolare gruppo di neuroni denominato “place cells” che si attiverebbero per riconoscere un luogo come già noto.
E' stata ritrovata una correlazione clinica tra déjà vu e disturbi mentali come la schizofrenia e l'ansietà (in particolare in situazioni di attacchi di panico contraddistinte da intensità e breve durata, 2-8 minuti); tuttavia, la più forte associazione patologica del déjà vu è con l'epilessia del lobo temporale.
La possibilità di una correlazione ha condotto alcuni ricercatori ad ipotizzare che il déjà vu è forse un'anomalia legata ad una temporanea e scorretta diffusione degli impulsi neurali all'encefalo.
Poiché la maggior parte delle persone soffre di qualche lieve, cioè non patologico, episodio epilettico (ad esempio un'improvvisa “scossa”, tecnicamente uno spasmo ipnagogico, che si prova talvolta prima di addormentarsi), si pensa che una simile (lieve) aberrazione capiti occasionalmente durante il fenomeno del déjà vu, con il risultato di un “ricordo” erroneo.
Ipotesi pseudofisiche e fenomeni correlati
In questo contesto, sono state sollevate alcune ipotesi pseudofisiche. Il déjà vu sarebbe associato a presunti fenomeni di precognizione, chiaroveggenza o percezioni extrasensoriali, ed è stato frequentemente citato in tale ambito come una presunta “evidenza” delle abilità “psichiche” della popolazione generale. Altre spiegazioni non-scientifiche attribuiscono questa esperienza a profezie, visioni (ad esempio ricevute in sogno) o addirittura memorie di vite passate.
• Déjà vécu: il senso di aver già vissuto un'esperienza.
• Jamais vu: esplicitamente il non ricordare di aver visto qualcosa prima. La persona sa che è successo prima ma l'esperienza non le è familiare.
• Presque vu: il ricordarsi quasi, ma non del tutto, qualcosa. E' la sensazione del “ce l'ho sulla punta della lingua”.
• Déjà visité: la strana conoscenza di un posto nuovo. Qualcuno potrebbe avere l'impressione di conoscere la strada da percorrere in una nuova città o in un nuovo ambiente, sapendo contemporaneamente che questo non dovrebbe essere possibile. Oltre ai sogni, per spiegare questo fenomeno si sono evocate ipotesi pseudoscientifiche, quali la reincarnazione ed anche il viaggio fuori dal corpo.
• Déjà senti: il sentire qualcosa come se lo avessi già sentito. Al contrario del déjà vu e del déjà vecu, che implicano la precognizione, questo si riferisce in modo specifico ad una sensazione mentale. Alcune persone sofferenti di epilessia del lobo temporale potrebbero fare un'esperienza del genere.
• Déjà eprouvé: “già provato a fare”.
• L'esprit de l'escalier: il ricordare qualcosa quando è troppo tardi, ad esempio una risposta intelligente ad un commento critico.
• Una spiegazione per il déjà vu: ancora? In Scienza e paranormale, n° 74, anno XVI, luglio-agosto 2007, rivista ufficiale del CICAP (sito web);
• Déjà vu (ricerca su Wikipedia, sito web);
• Psicopatologia della vita quotidiana di Sigmund Freud (cartaceo).
Domande da interrogazione
- Cos'è il déjà vu e come viene descritto nel testo?
- Quali sono le principali teorie psicologiche e neurologiche sul déjà vu?
- Qual è la correlazione clinica tra déjà vu e disturbi mentali?
- Quali sono le ipotesi pseudofisiche associate al déjà vu?
- Quali sono i fenomeni correlati al déjà vu menzionati nel testo?
Il déjà vu è la sensazione di aver già vissuto un'esperienza, senza riuscire a ricordare chiaramente quel passato. È un fenomeno che ha suscitato l'interesse di molti psicologi, che hanno cercato di spiegarlo attraverso varie teorie.
Le teorie includono l'epilessia breve, la disattivazione temporanea del sistema di recupero della memoria, interruzioni dell'attenzione e errori di memoria. Queste spiegazioni cercano di chiarire come si possa provare la sensazione di familiarità senza un ricordo consapevole.
È stata trovata una correlazione tra déjà vu e disturbi come la schizofrenia e l'ansietà, specialmente durante attacchi di panico. Tuttavia, la connessione più forte è con l'epilessia del lobo temporale, suggerendo che il déjà vu possa essere un'anomalia neurologica.
Alcune ipotesi pseudofisiche collegano il déjà vu a fenomeni di precognizione, chiaroveggenza o memorie di vite passate, suggerendo che possa essere una prova di abilità psichiche o esperienze trascendenti.
I fenomeni correlati includono il déjà vécu (senso di aver già vissuto un'esperienza), jamais vu (non riconoscere qualcosa di già visto), e déjà visité (sensazione di conoscere un luogo nuovo), tra gli altri, ognuno con caratteristiche specifiche.