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Concetti Chiave

  • Fin dal 1820, i liberali italiani riconobbero l'importanza del legame tra ideali nazionali e iniziative educative, portando alla diffusione delle scuole infantili.
  • Ferrante Aporti, sacerdote di Mantova, fondò nel 1828 la prima scuola infantile a Cremona, promuovendo un'educazione morale, religiosa e intellettuale per i bambini.
  • Il metodo educativo di Aporti si caratterizzava per un insegnamento linguistico e aritmetico attraverso metodi intuitivi, affiancato da attività ludiche e religiose.
  • Il successo del metodo apportiano portò alla creazione di piccole scuole rurali in tutta Italia, integrando asili e prime classi elementari.
  • Entro il 1880, il movimento degli asili infantili si era espanso notevolmente, con oltre 2000 istituzioni in Italia, sostenuto da comitati che ne curarono i miglioramenti metodici.

L'inizio delle scuole infantili

Fin dal 1820, i liberali italiani avevano individuato lo stretto legame che esisteva fra ideali nazionali ed iniziative educative. In questa ottica scuole di mutuo insegnamento si erano diffuse soprattutto in Lombardia e in Toscana. Ma il movimento educativo più vasto e di maggior successo fu quello a favore degli asili infantili, chiamate allora “scuole infantili”. Colui che inizio ed indirizzo tale attività fu Ferrante Aporti, un sacerdote originario di Mantova vissuto nella metà del XIX secolo. Essendo direttore delle scuole elementari di Cremona, nel 1828, aprì la prima scuola infantile a pagamento a cui ne fecero seguito altre gratuite. Il punto di partenza era l’esperienza dell’inglese Wilderspin, ma Aporti preferì tacere tale origine protestante della sua istituzione e si sforzo di farla rientrare nella tradizione educativa caritatevole della chiesa cattolica. Nonostante questo, egli incontrò diverse opposizioni fra cui quella del governo pontificio dove il Conte Monaldo Leopardi, padre di Giacomo leopardi, scrsse un libello intitolato “Le illusioni della pubblica carità”. Nel 1844, Aporti fu chiamato a Torino dove ricoprì la cattedra di metodica ed in seguito fu nominato sopraintende degli asili e senatore. Il suo pensiero è esposto nella sua pubblicazione “Elementi della pedagogia”.

Il metodo educativo di Aporti

Gli asili di Aporti non erano delle semplici sale di asilo o sale di custodia per i bambini le cui madri non potevano occuparsene a sufficienza. Erano dei veri e propri istituti educativi dove venivano impartite l’educazione morale e religiosa e un’educazione intellettuale. Quest’ultima occupava ben 4 ore delle nove di permanenza giornaliera a scuola dei bambini. Si trattava di insegnamenti linguistici, impartiti con il metodo intuitivo o dimostrativo, cioè mostrando oggetti e figure collegandovi lezioni di nomenclatura. Anche gli esercizi di aritmetica erano elementari erano proposti e facilitati con ausili intuitivi. Si giungeva ai primi elementi di lettura e di scrittura. La rimanente parte del tempo-scuola era occupata esercizi ginnici, giochi, canti e preghiere.

Diffusione e successo del metodo

Il metodo aportiano fu spesso applicato in modo da farne una piccola scuola elementare piuttosto che un’istituzione prescolastica. Per questa ragione, la società degli asili infantili, fondata nel 1834 in Toscana dal Capponi e dal Tommaseo, su iniziativa del Lambruschini, si orientò in seguito verso la fondazione di piccole scuole rurali che accorpavano l’asilo alle prime classi elementari.

L’iniziativa di Aporti ebbe successo anche nel Piemonte, a Genova, nel Trentino, a Parma e nel Napoletano. A Milano un apposito comitato promosso da Giuseppe Sacchi ne curò i miglioramenti metodici e soprattutto mettendo in guardia contro tutte le cristallizzazioni dei vari metodi, sia aportiano che froebeliano. Il movimento continuò anche dopo l’unità a tal punto che, nel 1880, in Italia si contavano oltre 2000 asili infantili.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo di Ferrante Aporti nella creazione delle scuole infantili in Italia?
  2. Ferrante Aporti, sacerdote di Mantova, ha avviato il movimento degli asili infantili in Italia, aprendo nel 1828 la prima scuola infantile a pagamento a Cremona, seguita da altre gratuite, ispirandosi all'esperienza di Wilderspin ma adattandola alla tradizione educativa cattolica.

  3. Quali erano le caratteristiche principali del metodo educativo di Aporti?
  4. Gli asili di Aporti non erano semplici luoghi di custodia, ma istituti educativi che offrivano un'educazione morale, religiosa e intellettuale, con 4 ore dedicate a insegnamenti linguistici e aritmetici, accompagnati da esercizi ginnici, giochi, canti e preghiere.

  5. Come si è diffuso il metodo aportiano in Italia?
  6. Il metodo di Aporti si è diffuso in diverse regioni italiane, come Piemonte, Genova, Trentino e Napoli, e ha portato alla creazione di piccole scuole rurali che combinavano asilo e prime classi elementari, contribuendo a un notevole aumento del numero di asili infantili in Italia.

  7. Qual è stato l'impatto del movimento degli asili infantili in Italia entro il 1880?
  8. Entro il 1880, il movimento degli asili infantili aveva avuto un grande successo in Italia, con oltre 2000 asili infantili attivi, dimostrando l'importanza e l'efficacia dell'educazione prescolastica nel paese.

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