Concetti Chiave
- Lo djambè, originario dell'Africa centro-occidentale, è realizzato in pelle di capra e presenta una forma a calice cavo.
- Si possono produrre tre suoni principali con lo djambè: TUM (suono scuro), TA (suono chiaro) e TI (suono più alto), ognuno con caratteristiche sonore uniche.
- La musica, nella sua forma primordiale, è strettamente legata all'udito e si basa sull'imitazione, senza l'uso di spartiti.
- In Africa esistono diversi stili musicali e dialetti, con strumenti tipici variabili tra le regioni, come il tamburo parlante nel Nord Africa e il tamburo basso nel Centro Africa.
- La musica sud-africana è caratterizzata da ritmi che seguono il movimento dei ballerini, con popolazioni come gli Zulù e i Boscimani che ne rappresentano le culture principali.
Lo djambè è uno strumento che arriva dall’Africa centro-occidentale, è fatto di pelle di capra e ha la forma di un calice cavo.
Per suonarlo bisogna sedersi in punta alla sedia, posizionare lo djambè leggermente inclinato all’interno delle gambe e poi incrociarle.
Suoni e tecniche dello djambè
Con lo djambè si possono produrre due suoni principali:
-il suono TUM, che si ottiene battendo al dentro dello djambè, è il suono più scuro.
-il suono TA, che si ottiene battendo sul bordo dello djambè, è il suono più chiaro.
In più si può produrre un terzo suono, il TI, ancora più alto del suono TA, ma che in genere viene utilizzato di meno.
Gli Djambè sono uno diverso dall’altro, non possiamo trovarne due uguali, come il battito delle mani: mani diverse producono suono diversi, di conseguenza anche tamburi diversi producono suoni diversi
L'importanza dell'udito nella musica
Quando si suona lo djambè non c’è bisogno di utilizzare spartiti, si ripete ciò che suona il maestro affidandosi all’udito, infatti tutto nasce dall’imitazione dei suoni; per l’appunto quando iniziamo a parlare, cerchiamo di imitare le parole che sentiamo.
L’udito è il primo senso sviluppato alla nascita; ci lega strettamente ai suoni consapevolmente o inconsapevolmente, noi sfruttiamo moltissimo l’udito, a volte più della vista ma senza rendercene conto, come per esempio quando attraversiamo la strada.
Quando parliamo emettiamo suoni, come un flauto; la voce è il nostro primo strumento, lo strumento dell’umanità
Origini della musica prestrumentale
Il tempo, quando si suona lo djambè, è diviso in quattro tempi
tutte le arti si riferiscono ad una dimensione spaziale, la musica è l’unica arte che si riferisce ad una dimensione temporale
la musica prestrumentale è la musica che nasce prima degli strumenti, come per esempio la musica suonata dall’homo sapiens con le mani, la voce e i piedi, fino a quando le popolazioni celtiche creano i primi strumenti (circa 6000 anni fa), usati soprattutto dai sacerdoti durante riti per far rinascere il Sole
le prime forme musicali compaiono quando l’homo sapiens finalmente si stanzia, soddisfatti i bisogni primari, pensa di costruire degli strumenti musicali
In Africa si parlano 1800 dialetti diversi, di conseguenza anche gli stili musicali sono differenti.
Influenze musicali in Africa
Dalla seconda metà del XIX secolo in Africa arrivano i coloni che portano altre tipologie di strumenti musicali e conquistano l’Africa, si iniziano a costruire nuovi strumenti, come il primo tamburo, un vaso senza fondo, si toglie la rete dai setacci e si mette la pelle di animale, nascono i diversi tipi di tamburi a cornice: quelli con i fili a contatto con la pelle, con palline, il tamburello, con pelle sintetica e molti altri.
Il tamburo non è rotondo a caso, infatti questa forma ricorda la ciclicità naturale, il tamburo ha anche una “pancia” che simboleggia la fertilità
La musica del nord-africa
Strumenti musicali del Nord-Africa
Gli strumenti principali nati e usati in Nord-Africa sono:
Tarija: strumento suonato dalle donne quando si incontrano da sole
Shekere: strumento formato da una zucca cava con sopra delle perline
Maracas: formate da frutti di Baobab secchi son semi all’interno
Balafon: strumento antenato dello xilofono, formato da piastre sopra zucche cave
Tamburo parlante: tamburo a forma di clessidra con pelle su ambedue i lati, si suona sotto l’ascella
Zucca piena d’acqua, con una zucca più piccola che galleggia dentro quella più grande: veniva utilizzata per dare il ritmo a chi lavorava con il mortaio
Collane con conchiglie: utilizzate da ballerine per accompagnare le danze
Le campane erano attribuite alla figura femminile, il tamburo a quella maschile, insieme si completano.
BUGARABU’: tamburo con pelle di vitello, molto diffuso in Senegal
La musica centro-africana
Musica e strumenti centro-africani
La musica centro-africana è l’unica non influenzata né dagli arabi né dagli europei, perché non c’erano vie di comunicazione.
I principali strumenti sono:
Tamburo basso: si distingue dallo djambè per le frequenze più basse, ha una forma cilindrica e, ivece che la pelle di capra di capra tipica dello djambè, è costituito da pelle di vitello e fa parte di una famiglia di tamburi; i Dou Dou, dove un musicista suona la campana e gli altri gestiscono i tamburi
In Africa inoltre viene inventato il primo strumento cordofono: l’arco musicale, strumento di grandi dimensioni, più di una zucca, che viene riconosciuto in Brasile e utilizzato per accompagnare la Capoeira
KAMALE N’GONI: strumento formato da una zucca (cassa di risonanza), da 12 corde, da un tronco e da delle campanelle
KORA: strumento molto simile al Kamale N’goni, solo con 21 corde al posto di 12.
La musica sud-africana
Caratteristiche della musica sud-africana
La musica del sud Africa è caratterizzata da linee ritmiche che seguono il movimento dei ballerini; le popolazioni più importanti sono gli Zulù e i Boscimani.
In Madagascar invece nasce la valia, strumento con corde intorno ad un bastone riciclate da ruote di biciclette (perché, come ci è stato spiegato, in Africa non si butta niente, ma tutto si riutilizza)
Domande da interrogazione
- Quali sono i suoni principali prodotti dallo djambè?
- Qual è il ruolo dell'udito nella musica suonata con lo djambè?
- Come si è evoluta la musica prestrumentale?
- Quali strumenti musicali sono tipici del Nord-Africa?
- Quali sono le caratteristiche della musica centro-africana?
Lo djambè produce due suoni principali: il suono TUM, più scuro, ottenuto battendo all'interno, e il suono TA, più chiaro, ottenuto battendo sul bordo. Esiste anche un terzo suono, il TI, che è più alto del TA ma meno utilizzato.
Nella musica dello djambè non si usano spartiti; si impara attraverso l'imitazione dei suoni del maestro, sfruttando l'udito, che è il primo senso sviluppato alla nascita e fondamentale per la comunicazione musicale.
La musica prestrumentale è quella che nasce prima degli strumenti, praticata dall'homo sapiens con mani, voce e piedi. Le prime forme musicali si sviluppano quando l'homo sapiens si stabilisce e inizia a costruire strumenti musicali circa 6000 anni fa.
Tra gli strumenti principali del Nord-Africa ci sono la Tarija, lo Shekere, le Maracas, il Balafon e il Tamburo parlante, ognuno con caratteristiche uniche e usi specifici nelle tradizioni musicali locali.
La musica centro-africana è unica poiché non è influenzata da arabi o europei. Gli strumenti principali includono il tamburo basso, l'arco musicale, il Kamale N’Goni e la Kora, ognuno con un'importanza culturale e musicale specifica.