Concetti Chiave
- Il mostro di Frankenstein, privo di un nome, simboleggia l'abbandono e il rifiuto, poiché la società lo giudica solo per il suo aspetto.
- Inizialmente, il mostro è una creatura sensibile e affettuosa, in cerca di connessione umana, ma viene profondamente segnato dall'abbandono del suo creatore.
- La sua solitudine lo porta a desiderare una compagna, ma il rifiuto di Victor di creare un'altra creatura lo spinge verso la disperazione e la vendetta.
- Il mostro, trasformato dalla sofferenza e dal rifiuto, compie atti violenti contro i familiari di Victor, rendendo la vita del suo creatore un inferno.
- La storia culmina in una drammatica resa dei conti tra creatore e creatura, evidenziando il tema della solitudine e della perdita di umanità.
Il mostro senza nome
Nel romanzo Frankenstein il mostro non ha un nome: è stata la fantasia popolare ad attribuirgli quello del suo creatore, lo sfortunato e appassionato Victor Frankenstein. Mostro, però, non vuol dire cattivo.
Qual è la solitudine del mostro?
il povero "mostro" è, all'inizio, una creatura di buoni e delicati sentimenti, che offre moltissimo per il crudele abbandono del suo creatore. Solo e disperato, egli si rifugia nel granaio di una casa colonica, dove osservando la famiglia, e in particolare i bambini, prende lentamente coscienza di sè. Impara a leggere, senza essere visto aiuta a sbrigare piccole incombenze, comincia a riconoscere e a dare un nome alle sensazioni e alle emozioni che prova. Per lui ogni cosa è nuova, imprevista: il sorgere dell'alba lo commuove, la bellezza della natura lo esalta, le affettuosità che vede scambiarsi tra i suoi ignari ospiti lo turbano nel profondo.
La disperazione e la vendetta
Quando, dopo molti mesi, trova il coraggio di mostrarsi, le reazioni orripilate della famiglia lo gettano nella disperazione. Fugge, deciso a ritrovare il suo creatore. Non vuole più essere solo, desidera una compagna che sia come lui, mostruosa e deforme, con la quale vivere in pace e in solitudine, senza che nessun uomo più le debba vedere.
ma lo scienziato rifiuta, sconvolto all'idea di ripetere per la seconda volte l'esperimento.
La resa dei conti
allora il mostro diventa cattivo: uccide i famigliari del suo creatore e l'amata Elizabeth, lo perseguita, lo minaccia, rende la sua vita un inferno di tormenti. Infine, creatore e creatura giungono alla resa dei conti sui ghiacci dell'Artide. Lo scienziato, raccolto miracolosamente da una nave di esploratori, trova le ultime forze per raccontare al capitano la sua triste storia e muore. Sul suo cadavere, il mostro eleva un ultimo lamento, prima di sparire per sempre:"Un tempo sperai inutilmente di incontrare esseri che, perdonando la mia forma esterna, mi avrebbero amato per le ottime qualità che ero in grado di svelare. Mi alimentavo di pensieri elevati di onore e devozione. Ma ora il crimine mi ha degradato al di sotto del più spregevole animale. Quando scorro la serie spaventosa dei miei peccati, non posso credere di essere la stessa creatura i cui pensieri una volta erano rivolti al bene. Ma è così: l'angelo caduto è divenuto un demone malvagio. ma anche il nemico di Dio aveva amici e associati nella sua desolazione: io sono solo".
Domande da interrogazione
- Perché il mostro di Frankenstein non ha un nome?
- Qual è la vera natura del mostro all'inizio del romanzo?
- Cosa desidera il mostro dopo aver subito il rifiuto di Victor?
- Qual è il destino finale del mostro e del suo creatore?
Il mostro non ha un nome perché è stata la fantasia popolare a attribuirgli quello del suo creatore, Victor Frankenstein, ma "mostro" non implica necessariamente cattiveria.
All'inizio, il mostro è una creatura di buoni e delicati sentimenti, che prova solitudine e disperazione a causa dell'abbandono del suo creatore.
Dopo il rifiuto di Victor, il mostro desidera una compagna simile a lui, con la quale vivere in pace e in solitudine, lontano dagli sguardi degli uomini.
Alla fine, il mostro e Victor giungono a una resa dei conti, culminando nella morte di Victor e nel lamento del mostro, che riflette sulla sua degradazione e solitudine.