Concetti Chiave
- Alessandro d'Avenia, scrittore e insegnante, ha esordito con opere significative come “Bianca come il latte, rossa come il sangue” e “Cose che nessuno sa”.
- Il libro “Ciò che inferno non è” racconta la vita di Don Pino Puglisi attraverso esperienze quotidiane, evidenziando il bene anziché la mafia.
- I temi principali includono il coraggio, la scelta tra giusto e facile, la paura e l'amore, tutti intrecciati in modo armonioso.
- La narrazione si svolge a Palermo, principalmente nel quartiere Brancaccio, che influenza profondamente i personaggi, in particolare i bambini.
- Il libro propone una nuova visione degli eroi, evidenziando che possono essere persone comuni con la capacità di vedere la realtà con occhi aperti.
Biografia e opere di Alessandro d'Avenia
Alessandro d'Avenia nasce a Palermo nel 1977, e oggi è uno scrittore e sceneggiatore oltre che insegnante di lettere al liceo. Scrittore poliedrico, esordisce con “Bianca come il latte, rossa come il sangue” (2010) e “Cose che nessuno sa” (2011); rilevante anche il libro intitolato “Ciò che inferno non è”, vincitore del Premio Mondello 2015.
Nello stesso si ripercorre la vita di Don Pino Puglisi, di cui lo stesso d'Avenia fu anche studente, ma non come nelle classiche autobiografie, quanto riportando giorni di vita quotidiana: saranno infatti questi a far parlare il personaggio di Don Pino, senza bisogno di eccessive forzature.
Temi e stile del libro
È molto bello vedere che questa storia, nonostante sia profondamente coinvolta dalla mafia, non si concentri sul diffamarla, quanto sul sottolineare il bene. In accordo con lo stile dell'autore, i temi sono molteplici: si va dal coraggio alla scelta tra “ciò che è giusto e ciò che è facile”, passando per la paura e il sentimento dell'amore; tuttavia, questi temi sono sapientemente legati, e quindi non vanno a prevaricare l'uno sull'altro.
Conclusione e ambientazione
Il libro si conclude, apparentemente, con la morte del sacerdote che viene ucciso da alcuni mafiosi; è importante usare l'avverbio “apparentemente”, perché in realtà con la scomparsa dello stesso ne inizia in maniera astratta un' altra opera, che vedrà come protagonista una nuova realtà, formata da personaggi che portano i segni di ciò che è accaduto.
Le vicende si svolgono principalmente nel quartiere Brancaccio, a Palermo, interessando tutte le parti della città: si va dai quartieri più poveri al centro Padre Nostro, fino alle piazze e alle strade.
Protagonisti e sviluppo dei personaggi
Proprio in queste ultimi emergono i protagonisti, i bambini che sono nati a contatto con l'inferno, spesso orfani dei genitori e naufraghi di realtà difficili da accettare.
È proprio quello che accade inizialmente a Federico, altro personaggio rilevante del racconto, che ha 17 anni e studia al liceo classico: quando viene a contatto con tale realtà, è come se gli venisse tirato un pugno in faccia (e questo è proprio ciò che accade nel libro).
Si può anche assistere a una sua progressiva maturazione, in quanto “ritorna da una vacanza lunghissima” per riuscire ad aprire finalmente gli occhi. Ed è anche merito di Lucia, di 1 anno più giovane, di cui lo stesso Federico si troverà innamorato.
Linguaggio e riflessioni personali
Il linguaggio utilizzato è relativamente semplice, ma non per questo banale; uno schema che si può spesso ritrovare è quello in cui si parte da elementi semplici per arrivare a conclusioni, anch'esse semplici, ma ricche di significato e di spunti per riflessioni personali.
Come detto in precedenza, da quanti sono i temi affrontati sarebbe impossibile riferire di tutti, perciò preferisco prendere in considerazione quelli che mi hanno colpito maggiormente.
Importanza degli altri e eroi
Sicuramente non posso non citare quello che riguarda l'importanza degli altri, che unendo le loro forze possono arrivare davvero lontano, basta solo far si rompere il ghiaccio, che è troppo spesso intriso di paura; un altro su cui vale la pena soffermarsi riguarda gli eroi, persone che crediamo troppe volte esseri straordinari, così soprannaturali che sarebbe quasi impossibile incontrare. Ma questo libro ci insegna l'esatto contrario: gli eroi sono persone come noi, senza caratteristiche di particolare rilevanza, ma con un privilegio non da tutti, che hanno saputo acquisire con il tempo: avere gli occhi aperti, perché troppo spesso tendiamo a ignorare la realtà, sebbene si manifesti chiaramente.
Mi sento di consigliare davvero a tutti quest'opera, perché è semplicemente “diversa” dalle altre.
Un altro parametro molto importante riguarda l'autore, che non snatura il suo stile nemmeno in questo libro, parola/giudizio da lettore di altre sue opere: è sempre bello ammirare che i suoi lavori sono ricchi di una straordinaria passione, e non vengono svolti semplicemente per guadagnarsi da vivere.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del libro "Ciò che inferno non è"?
- Come si sviluppano i personaggi principali nel racconto?
- Qual è lo stile di scrittura di Alessandro d'Avenia?
- Qual è il messaggio riguardo agli eroi nel libro?
- Perché si consiglia la lettura di quest'opera?
Il libro si concentra sulla vita di Don Pino Puglisi, evidenziando il bene e il coraggio in un contesto segnato dalla mafia, senza cadere nella diffamazione, ma piuttosto sottolineando valori come la scelta tra ciò che è giusto e ciò che è facile.
I protagonisti, come Federico e Lucia, emergono da una realtà difficile, mostrando una progressiva maturazione e una presa di coscienza della loro situazione, con Federico che, dopo una lunga assenza, riesce ad aprire gli occhi grazie anche all'amore per Lucia.
Il linguaggio di d'Avenia è semplice ma ricco di significato, utilizzando uno schema che parte da elementi basilari per giungere a conclusioni profonde, stimolando riflessioni personali nei lettori.
Il libro insegna che gli eroi non sono figure straordinarie, ma persone comuni che, avendo gli occhi aperti, riescono a riconoscere e affrontare la realtà, dimostrando che anche le azioni quotidiane possono essere eroiche.
"Ciò che inferno non è" è consigliato per la sua unicità e la passione con cui è scritto, offrendo una prospettiva diversa sulla vita e sull'importanza della comunità, rendendolo un'opera significativa e coinvolgente.