Concetti Chiave
- La coordinazione copulativa affermativa in latino utilizza coniugazioni come et, -que, atque, e ac per esprimere il concetto di "e".
- Et è la coniugazione più comune, usata per unire e distinguere due elementi in una frase.
- La coniugazione enclitica -que viene usata per saldare due termini o proposizioni, creando un'unità unica.
- Atque e ac indicano un'unione stretta tra due elementi, talvolta enfatizzando il secondo rispetto al primo.
- Etiam e quoque corrispondono all'italiano "anche", ma etiam ha un valore accrescitivo o intensivo, mentre quoque esprime parità.
-et è la coniugazione piu comune,che unisce e distingue:
Curio appellat hominem et ei voce maxima gratulatur.
Curione chiama l'uomo e a gran voce si congratula con lui.
-que enclitica si usa quando si saldano tra lorodue termini o proposizioni,quasi a formare un tutto unico:
Dies noctesque
Gioro e notte.
A te petoquaesoque.
Ti chiedo e supplico.
-atque e ac indicano unione stretta fra i due elementi,talora rimarcando il secondo rispetto al primo:
Animi parere atque imperare iuxta parati.
Animi ugualmente preparati a comandare e a ubbidire.
-etiam e quoque corrispondono all'italiano "anche",ma etiam ha valore accrescitivo o intensivo,quoque esprime parità fra i termini:
Dic etiam clarius.
Parla anche piu chiaramente.
Formosior illo dicor,sum quoque divitior.
Si dice che io sia piu bello di lui,e sono anche piu ricco.
Domande da interrogazione
- Qual è la funzione delle coniugazioni copulative nella coordinazione affermativa?
- Quando si utilizza la coniugazione enclitica -que?
- Qual è la differenza tra etiam e quoque?
Le coniugazioni copulative come et, -que, atque, ac, etiam e quoque servono a unire e distinguere termini o proposizioni, corrispondendo all'italiano "e" o "anche". Ogni coniugazione ha un uso specifico che sottolinea diversi aspetti della relazione tra i termini.
La coniugazione enclitica -que si usa per saldare tra loro due termini o proposizioni, creando un'unità unica, come in "Dies noctesque" (Giorno e notte).
Anche se entrambe corrispondono all'italiano "anche", etiam ha un valore accrescitivo o intensivo, mentre quoque esprime parità tra i termini, come in "Formosior illo dicor, sum quoque divitior" (Si dice che io sia più bello di lui, e sono anche più ricco).