Concetti Chiave
- Tutto il software è basato sul linguaggio macchina, che utilizza esclusivamente simboli 0 e 1 per la comunicazione tra computer e programmatori.
- Negli anni '50, la programmazione avveniva attraverso sequenze complesse di 0 e 1, rendendo il compito accessibile solo a specialisti del settore.
- I linguaggi di programmazione si sono evoluti nel tempo, diventando più simili al linguaggio naturale e accessibili anche a studenti con poche conoscenze di base.
- I linguaggi di programmazione si dividono in basso e alto livello; l'assembly è il linguaggio a più basso livello, richiedendo una conoscenza approfondita del calcolatore.
- Nonostante la maggiore semplicità dei linguaggi ad alto livello, l'assembly è ancora preferito per il suo controllo diretto sulle componenti del calcolatore e per la velocità dei programmi che consente di creare.
Tutto il software, come ad esempio i giochi, i programmi di scrittura, di grafica e di calcolo, deve essere ricondotto a una modalità di comunicazione basata esclusivamente sull'uso dei simboli 0 e 1 e su un numero limitato di termini, che viene chiamata linguaggio macchina.
Evoluzione dei linguaggi di programmazione
Negli anni '50, agli inizi della storia dell'informatica, i programmatori erano degli specialisti che dialogavano con il calcolatore solo mediante interminabili sequenze di 0 e 1. È facile capire che si trattava di un modo di comunicare talmente laborioso da essere riservato ai soli addetti al lavori. I rapidi progressi degli anni successivi hanno portato alla creazione di linguaggi evoluti di programmazione che, pur caratterizzati da una rigida grammatica, risultavano più vicini al modo di ragionare e di comunicare dell'uomo; attualmente i creatori di software non sono più costretti a cimentarsi con i difficile e complesso linguaggio macchina. L'elaborazione di un programma semplice richiede oggi poche conoscenze di base ed e alla portata di qualsiasi studente. Infatti, la traduzione delle istruzioni del programmatore in codice binario e compito di appositi programmi detti traduttori.
Linguaggi di programmazione: basso e alto livello
I linguaggi di programmazione, a seconda di quanto si avvicinano al linguaggio naturale che usiamo ogni giorno, si dividono in due categorie : linguaggi a basso e linguaggi ad alto livello. Quello a più basso livello che si usa attualmente è l'assembly, motto vicino at linguaggio macchina. Proprio per questa sua caratteristica l'approccio e piuttosto complesso e richiede una profonda conoscenza del calcolatore su cui si lavora. Tuttavia, nonostante i linguaggi ad alto livello siano più semplici, in qualche caso si preferisce ancora l'assembly, poiché permette un controllo totale e diretto su tutte le componenti del calcolatore e consente di ottenere programmi molto veloci.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra linguaggi di programmazione a basso e alto livello?
- Come è cambiata la programmazione dagli anni '50 ad oggi?
- Perché alcuni programmatori preferiscono ancora utilizzare linguaggi a basso livello come l'assembly?
I linguaggi di programmazione si dividono in basso e alto livello in base alla loro vicinanza al linguaggio naturale. I linguaggi a basso livello, come l'assembly, sono più complessi e richiedono una profonda conoscenza del calcolatore, mentre quelli ad alto livello sono più accessibili e simili al modo di comunicare degli esseri umani.
Negli anni '50, i programmatori utilizzavano sequenze di 0 e 1 per comunicare con i calcolatori, un metodo laborioso riservato a specialisti. Oggi, grazie all'evoluzione dei linguaggi di programmazione, anche chi ha poche conoscenze di base può scrivere programmi, poiché la traduzione in codice binario è gestita da programmi chiamati traduttori.
Nonostante i linguaggi ad alto livello siano più semplici, alcuni programmatori scelgono l'assembly per il controllo totale e diretto sulle componenti del calcolatore, il che consente di ottenere programmi molto veloci.