Concetti Chiave

  • Le forme corrette di "tutt'al più" sono "tutt'al più" e "tuttalpiù", mentre "tutt'alpiù" è considerata scorretta.
  • La forma "tutt'al più" è la più comune e frequentemente utilizzata nella lingua italiana.
  • Il doppio apostrofo è poco diffuso nella lingua scritta contemporanea, anche se esistono esempi storici.
  • Nella lingua parlata si tende a usare elisioni, mentre nella scrittura prevalgono forme complete.
  • Alcuni esempi di forme con elisioni includono "d'un'amica" e "l'altr'anno", ma sono utilizzati raramente.

Forme corrette di "tutt'al più"

Come si scrive tuttalpiù? Tutto unito oppure tutt'al più? O ancora tutt'alpiù? Qual è la forma corretta?

  • Come si scrive: tutt'al più, tuttalpiù o tutt'alpiù?
  • Doppio apostrofo
  • Altri esempi

Dubbi sugli apostrofi

Quale di queste forme è corretta, e in quali casi? Vediamoli in dettaglio.

Uno dei dubbi in cui si incorre, soprattutto mentre si scrive è se sia consentito utilizzare due apostrofi consecutivi e in particolare sorgono dubbi quando ci troviamo di fronte alla forma:

  1. TUTT'AL PIÙ;
  2. TUTTALPIÙ;
  3. TUTT'ALPIÙ.

Diciamo subito che le prime due forme sono corrette. La terza risulta invece scorretta.

La forma più utilizzata è senz'altro la prima. La seconda è invece più rara, ma comunque corretta.

La terza forma è da evitare. Il motivo è molto semplice. Non esiste in italiano la parola alpiù. Per non sbagliare basta sempre ricordare che ogni parola che segue un apostrofo deve essere, indipendente se perde una vocale all'inizio o meno, una parola di senso compiuto.

  1. TUTT'AL PIÙ è la scrittura corretta e più usata;
  2. TUTTALPIÙ è una forma corretta, anche se più rara;

  1. TUTT'ALPIÙ vi consigliamo di non scriverlo mai.

Uso dei doppi apostrofi

Espressioni in cui compaiono doppi apostrofi sono nella lingua contemporanea poco diffusi.  Ci riferiamo alla lingua scritti, in cui sono quasi scomparsi. Ne esistono esempi nei secoli scorsi, ad esempio nella prosa di Manzoni, dove spesso troviamo:

  • d'un'amica;
  • dell'altr'anno;
  • d'un'ora.

Esempi storici e moderni

Si tratta di forme corrette, ma usate pochissimo. Nella lingua parlata, le espressioni che utilizziamo presentano spesso elisioni, ma la forma scritta che si è andata affermandosi negli ultimi decenni tende a preferire le forme complete.

Sono tantissimi esempi simili:

  • I buonisti dell'ultim'ora
  • 'st'ultima volta
  • l'altr'anno
  • un'altr'ora
  • un'altr'onda
  • Un esempio della Marchesa Colombi (pseudonimo di Maria Antonietta Torriani), tratto dal romanzo "Un matrimonio in provincia": «Inoltre si occuperà un poco di voi, che ora siete grandi, ed avete bisogno d'un'assistenza, che la zia non saprebbe prestarvi...»
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Domande da interrogazione

  1. Qual è la forma corretta per scrivere "tutt'al più"?
  2. La forma corretta e più utilizzata è "tutt'al più", mentre "tutt'alpiù" è rara ma comunque accettabile. La forma "tutt'alpiù" è da evitare poiché non esiste in italiano la parola "alpiù" (testo).

  3. È consentito utilizzare due apostrofi consecutivi nella scrittura?
  4. Sì, le forme "tutt'al più" e "tutt'alpiù" sono corrette, mentre "tutt'alpiù" è scorretta. È importante ricordare che ogni parola che segue un apostrofo deve essere di senso compiuto (testo).

  5. Come si sono evolute le espressioni con doppi apostrofi nella lingua italiana?
  6. Le espressioni con doppi apostrofi sono poco diffuse nella lingua contemporanea, ma esistono esempi storici. Oggi si preferiscono forme complete nella scrittura, mentre nella lingua parlata si usano spesso elisioni (testo).

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