Concetti Chiave
- Le voci onomatopeiche degli animali imitano i suoni che producono, come "bau bau" per i cani e "miao" per i gatti.
- Il verso della cicala è definito come "frinire", emesso tramite vibrazioni e non con la bocca, e riguarda solo i maschi.
- Vari animali come il topo e il merlo hanno versi caratteristici, come "squittire" e "fischiare", che riflettono la loro comunicazione.
- Il termine "grugnire" è comune tra alcuni mammiferi, ma il cinghiale può anche "ringhiare" e "rugliare", mostrando comportamenti minacciosi.
- Due termini peculiari sono "zigare", per i suoni acuti del coniglio, e "ustolare", riferito al lamento di cani e gatti per cibo.
La stragrande maggioranza dei versi degli animali sono voci onomatopeiche, cioè suoni che, pronunciandoli, imitano il suono o il rumore dell’oggetto o del fatto o dell’azione che si vuol designare. Per esempio, sono voci onomatopeiche bau bau, abbaiare, abbaiata perché tutte, quando le pronunciamo, evocano acusticamente il tipico verso del cane.
Indice
Esempi di voci onomatopeiche
Lo stesso possiamo dire di miao, miagolare e miagolio che suggeriscono il verso del gatto, di chicchirichì che imita il canto del gallo, ma anche di tic tac, ticchettare e ticchettio che evocano il caratteristico rumore di piccoli colpetti secchi e ripetuti; o ancora di bun che riproduce il rumore di un’esplosione, o di zac che suggerisce il rumore di un taglio rapido e secco.
Le voci onomatopeiche che riguardano gli animali sono spesso fonte di perplessità per la loro stranezza o per la rarità d’uso.
Il canto della cicala
Tutti sappiamo che la cicala canta, ma se vogliamo essere precisi, essa stride e frinisce. Sappiamo che “stridere” significa emettere un suono acuto e aspro, a volte fastidioso spiacevole. Una porta che gira sui cardini arrugginiti stride e stridono anche i freni della macchina; un pezzo di ferro rovente, se immerso nell’acqua stride e sfrigola, ma anche la cicala stride, come del resto anche molti altri animali: la cavalletta, il grillo, la cornacchia, ecc. Tuttavia il verbo più adatto per indicare il verso della cicala è “frinire” che non è emesso con la bocca, bensì per vibrazione delle membrane sonore situate nella cavità del ventre dell’animale, stimolate da appositi muscoli. Solo i maschi sono forniti di tali membrane per cui è solo la cicala maschio che frinisce. Da ricordare che G. Pascoli nella poesia L’assiuolo, paragona il rumore emesso dalle cicale a quello dei sistri che gli antichi Egiziani suonavano per far resuscitare i morti.
Versi di altri animali
Anche il topo può stridere, ma soprattutto squittisce e zirla. Lo squittio è l’emissione di suoni brevi, acuti e stridenti, tipico anche del coniglio, della volpe e di numerosi uccelli.
Lo zirlare è sempre un suono breve e acuto che caratterizza anche i pulcini, il merlo e il tordo. Questi tre animali hanno altre peculiarità: i pulcini pigolano, il merlo fischi (come il tordo)a e chioccola. Chioccolare significa emettere dei fischi brevi e leggeri, come fanno anche il pettirosso e il fringuello. Invece il verbo “pigolare” si associa solo ai pulcini o ad altri uccellini da nido. Il colombo e la tortora gemono e soprattutto tubano. “Gemere” significa emettere dei lamenti sommessi e “tubare” si collega all’emissione si suoni sommessi e lamentosi. In pratica i due verbi si identificano, ma esiste una differenza: il verbo “tubare” viene adoperato anche per gli innamorati quando si scambiano delle affettuosità o si sussurrano parole dolci e tenere che ci fanno pensare a dei piccoli gemiti
Più noti sono i versi del corvo, della cornacchia, della gru e della gazza che gracidano. Le oche e le anatre, come altri animali da cortile schiamazzano che significa emettere grida rauche e stridule.
Versi di uccelli e mammiferi
Questi tre mammiferi hanno in comune il verbo “grugnire” (adoperato anche in senso figurato per dire emettere delle parole incomprensibili, brontolare).Probabilmente questo è derivato da “grugno”, il muso del maiale. Ma il cinghiale non si accontenta di grugnire perché può ringhiare (= digrignare i denti in modo minaccioso come fanno i cani) e rugliare, cioè emettere un brontolio cupo e minaccioso.
Poi dovremmo aggiungere il ronzare delle api, il belare della pecora, il barrire dell’elefante, il muggire del bue, ma non si finirebbe più.
Particolarità poco note
Due particolarità poco note: zigare e ustolare.
“zigare” significa emettere suoni acuti e striduli ed è caratteristico del coniglio che, però, squittisce.
“ustolare” e detto del cane e del gatto quando con la voce e con gli occhi richiedono del cibo in modo lamentoso. Deriva dal latino ustŭlare, un diminutivo di urere (= ardere) Il termine è rarissimo è sostituito da miagolare, guaire che più o meno, esprimono la stessa cosa.
Domande da interrogazione
- Qual è la caratteristica principale delle voci onomatopeiche degli animali?
- Come si distingue il verso della cicala da quello di altri animali?
- Quali sono i versi caratteristici di alcuni uccelli e mammiferi?
- Cosa significa "tubare" e come si differenzia da "gemere"?
- Quali sono alcune voci onomatopeiche meno conosciute e il loro significato?
Le voci onomatopeiche degli animali imitano i suoni o i rumori che rappresentano, come nel caso di "bau bau" per il cane, evocando acusticamente il verso dell'animale (testo).
La cicala emette un suono chiamato "frinire", prodotto da vibrazioni delle membrane sonore nel ventre, mentre altri animali possono "stridere" o emettere suoni diversi (testo).
Uccelli come il merlo e il tordo "fischiano", mentre mammiferi come il cinghiale "grugniscono" e possono anche "ringhiare" e "rugliare" (testo).
"Tubare" si riferisce a suoni sommessi e lamentosi, simili a "gemere", ma è usato anche per descrivere affettuosità tra innamorati (testo).
"Zigare" indica suoni acuti e striduli del coniglio, mentre "ustolare" descrive il modo lamentoso con cui cani e gatti richiedono cibo (testo).