Concetti Chiave
- L'economia tunisina è diversificata e comprende agricoltura, industria, pesca e turismo, con forti legami con l'Unione Europea.
- Il fosfato è una delle principali risorse minerarie, rendendo la Tunisia il quinto produttore mondiale, ma il paese importa gran parte del suo fabbisogno energetico.
- Il settore agricolo impiega il 20% della forza lavoro, ma contribuisce solo per il 10% al PIL, con una crescente dipendenza dalle importazioni alimentari.
- L'industria è limitata e dominata da piccole e medie imprese, con un contributo del 29% al PIL, mentre il tessile e l'industria elettrica e meccanica sono le principali esportazioni.
- Il turismo rappresenta il 9% del PIL e si rivolge principalmente a clienti europei, sfruttando il litorale e i siti archeologici del paese.
Economia diversificata della Tunisia
L’economia tunisina si basa su elementi molto diversificati: agricoltura, ricchezza del sottosuolo, pesca, alcune industrie e soprattutto turismo. Mantiene legami privilegiati con l’Unione Europea
Il fosfato, una delle principali risorse minerarie del Paese, viene estratto nella regione di Gafsa. Il minerale è sottoposto a lavorazione in loco o trasportato a Gabès e La Skhirra, dove viene lavorato ed esportato via mare. Con una produzione annua di 8 milioni di tonnellate, la Tunisia è al quinto posto nel mondo. Tuttavia, la quota di questo minerale nelle esportazioni rimane inferiore a quella del petrolio; l'oro nero proviene da giacimenti situati nell'estremo sud e, per la produzione offshore, dal Golfo della Sirte. Il suo sfruttamento ha comportato la costruzione di raffinerie e complessi petrolchimici. La Tunisia deve tuttavia importare i quattro quinti del proprio consumo, per mancanza di una sufficiente capacità di raffinazione. Il sottosuolo tunisino è anche ben dotato di gas naturale, ferro, piombo, zinco e mercurio. Anche la fluorite, lavorata a Gabès, è destinata all'esportazione. La Tunisia cede anche il passo al gasdotto che trasporta il gas algerino in Italia.
Agricoltura e sfide alimentari
Il settore agricolo impiega circa il 20% della forza lavoro ma contribuisce solo per il 10% al prodotto interno lordo. L'agricoltura è concentrata al nord e sulla costa, le regioni più piovose. Si contrappongono un settore moderno, in parte irriguo (frumento, barbabietola da zucchero, foraggi, agrumi, primizie, allevamento di bovini), e un settore tradizionale (cereali, vite, olivi, alberi da frutto, allevamento ovicaprino). Si noti che la Tunisia è il quinto produttore mondiale di olive. Il Sud è la zona dell'allevamento ovino nomade, a parte le oasi, che forniscono datteri. Tuttavia, la Tunisia non soddisfa più il suo fabbisogno alimentare e deve ricorrere alle importazioni.
Industria e produzione limitata
Imprigionata dalla ristrettezza del mercato nazionale, l'industria tunisina ha finora beneficiato solo di un'espansione limitata. La pesca e l'industria, fatta eccezione per l'estrazione di fosfati e petrolio, e i tessili, svolgono un ruolo secondario. Le grandi aziende sono rare; se escludiamo le raffinerie di Bizerte e Gabès, gli stabilimenti di lavorazione del fosfato, i cementifici, le acciaierie di Menzel-Bourguiba, gli zuccherifici: prevalgono le medie e piccole unità produttive. Le industrie si trovano per più della metà nella regione di Tunisi. Domina il tessile, seguono le costruzioni elettriche, il petrolio e suoi derivati, l'edilizia, la meccanica (assemblaggi automobilistici), le industrie della pelle. I giacimenti di fosfato rendono il paese il quinto produttore mondiale. L'aumento del prezzo di un barile consente ai giacimenti di petrolio di diventare redditizi. I settori minerario e industriale forniscono il 29% del prodotto interno lordo.
Turismo e attrazioni tunisine
Le attività turistiche, la seconda fonte di valuta estera dopo il petrolio, occupano un posto importante nell'economia. Esse sfruttano soprattutto le possibilità offerte da un litorale soleggiato e ricco di siti archeologici o paesi pittoreschi e beneficia di ottime infrastrutture alberghiere. Si rivolge ad una clientela europea, principalmente francese, tedesca e scandinava. Il turismo è diviso in cinque aree principali:
• la costa nord-occidentale, con Tabarka,
• il litorale di Cartagine e Sidi-Bou-Saïd, a pochi chilometri da Tunisi;
• il Golfo di Hammamet, con Nabil;
• le stazioni del Sahel, in particolare Sousse e Monastir;
• il Sud, con Djerba e le fusioni sahariane
Sviluppato a partire dagli anni '60, ha continuato a progredire. Il reddito annuo costituisce il 9% del prodotto nazionale lordo.
Commercio internazionale e UE
Le attività sono ampiamente aperte agli scambi internazionali, in particolare con l'Unione Europea, che rappresenta due terzi degli scambi e due terzi degli investimenti. Ultimamente le esportazioni verso l'Unione sono quadruplicate. Il settore dell'industria elettrica e meccanica è oggi la principale voce di esportazione. La Francia resta il principale partner della Tunisia, primo cliente, davanti all'Italia e primo fornitore. La Tunisia ha aderito all'area di libero scambio per i prodotti industriali con l'Unione Europea il 1°gennaio 2008, che ha portato allo smantellamento delle sue tariffe doganali con l'Unione Europea su questi prodotti.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali settori che compongono l'economia tunisina?
- Qual è la posizione della Tunisia nella produzione di fosfato e petrolio?
- Come si presenta il settore agricolo in Tunisia?
- Qual è il ruolo del turismo nell'economia tunisina?
- Quali sono i principali partner commerciali della Tunisia?
L'economia tunisina è diversificata e si basa su agricoltura, risorse minerarie, pesca, industrie e turismo, con legami privilegiati con l'Unione Europea.
La Tunisia è il quinto produttore mondiale di fosfato, con una produzione annua di 8 milioni di tonnellate, mentre il petrolio proviene da giacimenti nel sud e dal Golfo della Sirte, ma il Paese deve importare gran parte del suo consumo.
Il settore agricolo impiega circa il 20% della forza lavoro ma contribuisce solo per il 10% al PIL, con una produzione significativa di olive, ma il Paese non soddisfa più il proprio fabbisogno alimentare e deve ricorrere alle importazioni.
Il turismo è la seconda fonte di valuta estera dopo il petrolio, rappresentando il 9% del prodotto nazionale lordo, e si concentra su un litorale soleggiato e siti archeologici, attirando principalmente turisti europei.
La Tunisia ha forti legami commerciali con l'Unione Europea, che rappresenta due terzi degli scambi e degli investimenti, con la Francia come principale partner commerciale, seguita dall'Italia.