Concetti Chiave
- Lo Sri Lanka, ex Ceylon, è un'isola dell'Asia meridionale con una superficie di 66.000 km² e una popolazione di circa 21,3 milioni di abitanti.
- Il clima tropicale e monsonico favorisce l'agricoltura, con riso, tè e gomma come principali colture, ma la vita economica è stata influenzata da conflitti etnici tra singalesi e tamil.
- La diversità culturale è evidente, con una popolazione principalmente buddista singalese e una minoranza tamil induista, oltre a influenze cristiane dovute al colonialismo.
- La distribuzione della popolazione è irregolare, con alta densità a Colombo e Jaffna, mentre il resto dell'isola ha meno di 100 abitanti per km².
- Nonostante il potenziale economico e la fiducia degli investitori, lo Sri Lanka affronta sfide come l'aumento del debito estero e la fragilità politica che ostacolano la crescita.
Lo Sri Lanka – un tempo chiamato Ceylon - è uno stato insulare dell'Asia meridionale; si trova nell'Oceano Indiano, a sud-est dell'India, da cui è separato dal Golfo di Mannar e dallo Stretto di Palk. Fa parte del Commonwealth.
• Superficie: 66.000 km2
• Numero di abitanti: circa 21.300.000
• Capitali: Colombo (commerciale) e Sri Jayawardenepura Kotte (amministrativa e legislativa)
• Lingue: singalese e tamil
• Valuta: Rupia dello Sri Lanka
• Tipo di Stato: repubblica
Clima e vegetazione
Formata da altipiani e colline che circondano una catena montuosa centrale, l'isola ha un clima tropicale caldo, dove la quantità delle precipitazioni varia con l'esposizione al monsone (l'ovest è più umido). L'agricoltura, risorsa quasi esclusiva, unisce colture alimentari (riso) e colture da reddito (gomma e soprattutto tè). Tuttavia la vita sociale ed economica è stata sconvolta dalla lotta tra la maggioranza singalese, buddista, e la minoranza tamil, di religione induista, che ha causato anche un calo del turismo.
L'isola dello Sri Lanka è, geologicamente, un frammento del Deccan, da cui è stata separata nel Miocene da una lenta e progressiva invasione del mare su territorî precedentemente emersi. Il rilievo è costituito da più livelli di zone erose in epoche diverse, tra cui gli altipiani ondulati del nord e il massiccio singalese in il Sud. Sulla costa si estendono pianure alluvionali e lagunari, di piccola ampiezza.
Lo Sri Lanka ha un clima equatoriale, con limitate variazioni termiche. Ma la sua posizione nella zona dei monsoni porta a contrasti stagionali. La zona umida, a sud, riceve generalmente più di 2,50 m di precipitazioni, distribuite durante tutto l'anno, ma soprattutto in estate; la vegetazione naturale è una foresta equatoriale sempreverde. La zona arida, al centro e al nord, riceve meno piogge, perché il flusso umido del monsone del sud-ovest viene ostacolato dal massiccio cingalese e dalla penisola del Deccan; la stagione delle piogge è quella dei cicloni autunnali, e la stagione asciutta dura dai 4 agli 8 mesi; la vegetazione comprende foreste di latifoglie, savane boscose e cespugli con piante che non richiedono umidità. Il massiccio singalese ha una gamma di climi temperati e riceve piogge molto abbondanti.
Diversità culturale e religiosa
L'insularità e la posizione geografica dello Sri Lanka – su antichissime rotte commerciali marittime – spiegano ampiamente la diversità e la complessità del Paese. Pur facendo parte del mondo indiano, lo Sri Lanka ha mantenuto una grande apertura al mondo. Conserva anche l'unica traccia dell'importanza del buddismo nel subcontinente (a parte le popolazioni himalayane tibeto-birmane): i singalesi, popolo indo-ariano forse del Bengala, che osservano questa religione, costituiscono in effetti i tre quarti della popolazione. Il resto dello Sri Lanka è composto da tamil: questa popolazione dravidica, in maggioranza di religione indù, si è stabilita da molto tempo nel nord del Paese; d'altra parte, nell'est risiedono i musulmani, che si definiscono anche tamil). Le influenze coloniali (portoghesi, olandesi e britanniche) introdussero il cristianesimo. A partire dal XIX secolo, gli inglesi attirarono una nuova immigrazione tamil dall'India per lavorare nelle piantagioni di tè.
Distribuzione della popolazione
La distribuzione della popolazione è molto disparata: ci sono 800 abitanti per km2 nella regione di Colombo e Jaffna, mentre il resto dell'isola conta meno di 100 abitanti per km2. Colombo riunisce quasi tutta l'industria e i servizi. Lo sviluppo demografico dello Sri Lanka è notevolmente diverso da quello del resto dell'Asia meridionale: l'ambiziosa politica sociale attuata dall'indipendenza ha costituito un freno alla crescita demografica. La qualità della rete sanitaria e il buon livello di istruzione (solo il 10% di analfabeti) hanno incoraggiato gli srilankesi a ridurre la propria fertilità.
Politica e economia
La politica dello Sri Lanka, fin dall'indipendenza, ha posto fine al sistema coloniale che privilegiava le piantagioni destinate all'esportazione e all'importazione di generi alimentari. La priorità data alla risicoltura ha consentito, grazie all'impiego sistematico di nuove varietà e ad un'ambiziosa politica idraulica, di raggiungere l'autosufficienza risicola del 90%. La nazionalizzazione delle piantagioni di tè (di cui lo Sri Lanka è il terzo produttore mondiale), delle noci di cocco e degli alberi della gomma è stata mal gestita: le rese sono notevolmente inferiori a quelle dei concorrenti. La quota di questi prodotti nelle esportazioni è diminuita a vantaggio del settore industriale. Questo, che ora rappresenta un quarto del prodotto interno lordo, è dominato dal settore tessile e dall'abbigliamento.
Infrastrutture e commercio
Le infrastrutture legate al trasporto consentono un notevole commercio interno, essendo le reti stradali e ferroviarie piuttosto fitte. Tuttavia lo Sri Lanka è rimasto indietro nello sviluppo delle apparecchiature elettriche.
L'energia idroelettrica, a seconda delle condizioni meteorologiche, contribuisce per un terzo all'energia totale utilizzata. L'aumento del turismo è stato rallentato da disordini politici, ma fornisce ancora il 4% degli afflussi di valuta estera.
Invece, sono le rimesse di capitali da parte degli emigranti (tamil in fuga dalla guerra e popolazioni povere in partenza per i paesi del Golfo Persico) a costituire una fonte non trascurabile di valuta estera, intorno al 20%.
Lo Sri Lanka è stato in grado di attirare la fiducia degli investitori stranieri; alcuni vedono in questo paese un potenziale di sviluppo degno degli altri paesi in crescita del sud-est asiatico. Tuttavia, il debito estero è in aumento; la fragilità politica ostacola la crescita economica e il Paese è ancora troppo dipendente dalle variazioni dei prezzi mondiali.
Domande da interrogazione
- Qual è la posizione geografica dello Sri Lanka e quali sono le sue capitali?
- Quali sono le principali risorse agricole dello Sri Lanka?
- Come influisce il clima sullo Sri Lanka?
- Qual è la composizione etnica e religiosa della popolazione dello Sri Lanka?
- Quali sono le sfide economiche che affronta lo Sri Lanka?
Lo Sri Lanka, un'isola dell'Asia meridionale, si trova nell'Oceano Indiano, a sud-est dell'India. Le sue capitali sono Colombo, che è commerciale, e Sri Jayawardenepura Kotte, che è amministrativa e legislativa.
L'agricoltura è la risorsa principale dello Sri Lanka, con colture alimentari come il riso e colture da reddito come la gomma e il tè, quest'ultimo di particolare importanza economica.
Lo Sri Lanka ha un clima tropicale caldo con variazioni dovute ai monsoni. La zona umida a sud riceve abbondanti precipitazioni, mentre la zona arida al centro e al nord ha una vegetazione diversa e meno piogge.
La popolazione dello Sri Lanka è composta principalmente da singalesi buddisti (circa tre quarti) e da tamil induisti, con una presenza significativa di musulmani, riflettendo una grande diversità culturale e religiosa.
Lo Sri Lanka affronta sfide economiche come l'aumento del debito estero, la fragilità politica e la dipendenza dalle variazioni dei prezzi mondiali, nonostante abbia attratto investimenti stranieri e sviluppato un settore industriale in crescita.