Concetti Chiave
- La desertificazione in Italia è aumentata drasticamente negli ultimi venti anni, con previsioni che indicano un futuro simile al Sahara per il 36% del territorio.
- L'erosione delle coste italiane, aggravata dall'innalzamento del livello del Mediterraneo, minaccia circa 4500 km² di territorio entro il 2100.
- Il cambiamento climatico provoca lo spostamento degli ecosistemi verso nord, influenzando negativamente l'agricoltura e il turismo in Italia.
- Le frane e le alluvioni catastrofiche stanno diventando eventi sempre più frequenti, causando danni ingenti e perdite umane.
- L'aumento della temperatura del mare sta favorendo la biodiversità marina, ma sta anche portando alla ricomparsa di malattie come la malaria in Italia.
Che cos'è la desertificazione in Italia?
Il deserto ha attraversato il Mediterraneo: la desertificazione dell’Italia è triplicata negli ultimi venti anni,e si prevede che le piogge estive diminuiranno fino a 40mm. Di conseguenza il 36% del territorio italiano potrebbe assumere l’aspetto che oggi attribuiamo al Sahara.
Queste zone si concentrano nel sud e nelle isole.
L’aumento globale della temperatura terrestre contribuisce a questa situazione: l’aumento di un solo grado causa lo spostamento degli ecosistemi di 150km verso nord,con ricadute evidenti sulla produzione agricola e sul turismo,quindi sulla ricchezza nazionale.
Negli ultimi 5 anni si sono contati 3 gravi episodi di siccità,ma dal 1960 sono stati solo 6.
Erosione delle coste italiane
Un problema apparentemente opposto è all’origine di un altro rischio:l’erosione delle coste. Troppa acqua, in questo caso. A causa dello scioglimento dei ghiacci dell’Artico,il livello del Mediterraneo si innalza.
Si prevede una crescita di 25-30 cm entro il 2050, il che significa 1mm l’anno.
Nel 2100 le coste più basse,come le spiagge da Venezia a Trieste,fino a Rimini ,potrebbero essere ingoiate dal mare.
L’area complessiva a rischio inondazione marina è di circa 4500 km2. Questa situazione avrebbe poi evidenti conseguenze sulla disponibilità di acqua dolce,aggravando cosi la desertificazione e mettendo in grave difficoltà l’agricoltura e l’approvvigionamento di acqua potabile delle regioni colpite.
I litorali italiani sono lunghi 7 569 km;la percentuale di erosione è del 42,5%.
L’erosione delle spiagge è un fatto nuovo:nel passato avveniva un accrescimento generalizzato.
Erano soprattutto insediamenti trasportati dai fiumi,anche a causa dei massicci disboscamenti, ad arricchire le spiagge.
L’inversione è avvenuta a partire dalla metà del 800,con il contributo degli insediamenti abitativi sulle coste.
Per limitare il ritiro delle coste,una prima legge venne emanata nel 1907:prevedeva la costruzione di barriere in mare. Oggi si usano nuove tecniche che hanno minori effetti sull’ambiente,come le barriere sommerse o il “rinascimento” ,ovvero l’utilizzo di sabbia prelevata da luoghi ove essa è abbondante.
Quest’ultimo sistema è Lecce e Brindisi: per salvare la spiaggia si San Cataldo, il comune di Lecce ha individuato un giacimento di sabbia al largo di Punta Penne a Brindisi,che si è opposta.
La controversia non ha ancora visto la fine.
Conseguenze ambientali e biologiche
L’intero territorio della penisola sembra sempre più minacciato. Sotto l’aspetto idrogeologico, ci dovremo aspettare un aumento delle frane.
Una quantità modesta è causa di: alluvioni catastrofiche,con danni ingenti a case e spesso vittime umane,stanno diventando assai frequenti nel nostro paese.
Anche l’ambiente biologico risente,per lo più in negativo,di questi cambiamenti. L’aumento della temperatura del mare ha favorito la biodiversità marina.
Ogni sei mesi un nuovo animale fa la sua comparsa oltre le Colonne d’Ercole. Questo aspetto ha un risvolto drammatico,perché anche le malattie aumentano.
La malaria,che nel 1970 aveva lasciato l’Europa e L’Italia, sta ricomparendo e si teme,non solo a causa di persone contagiate in paesi ove la malattia non è debellata.
Domande da interrogazione
- Qual è l'andamento della desertificazione in Italia negli ultimi venti anni?
- Quali sono le conseguenze dell'erosione delle coste italiane?
- Come influisce il cambiamento climatico sulla biodiversità marina in Italia?
- Quali misure sono state adottate per contrastare l'erosione delle coste italiane?
La desertificazione in Italia è triplicata negli ultimi venti anni, con previsioni che indicano una diminuzione delle piogge estive fino a 40mm, portando il 36% del territorio a somigliare al Sahara.
L'erosione delle coste, aggravata dall'innalzamento del livello del Mediterraneo, potrebbe portare all'inondazione di circa 4500 km² di territorio, compromettendo la disponibilità di acqua dolce e aggravando la desertificazione.
L'aumento della temperatura del mare ha portato a un incremento della biodiversità marina, con nuove specie che appaiono frequentemente, ma questo ha anche conseguenze negative, come la ricomparsa di malattie come la malaria.
Per limitare l'erosione, sono state adottate tecniche moderne come le barriere sommerse e il "rinascimento" delle spiagge, che prevede l'uso di sabbia prelevata da aree abbondanti, come nel caso del comune di Lecce.