Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • L'United Nations Population Division è l'agenzia dell'Onu dedicata alla demografia, ma non può fornire un conteggio preciso della popolazione mondiale a causa di censimenti non simultanei.
  • Nei paesi meno sviluppati, i tassi di crescita demografica superano il 2-3% annuo, mentre i paesi sviluppati tendono verso la crescita zero o declino.
  • La mortalità nei paesi poveri sta diminuendo grazie a migliori condizioni sanitarie, ma la natalità rimane alta a causa della dipendenza dall'agricoltura.
  • Le proiezioni delle Nazioni Unite indicano un calo della fertilità e un aumento della speranza di vita, con una crescita demografica che rallenterà dopo il 2100.
  • L'evoluzione storica della popolazione mondiale ha visto fasi di crescita e declino, con un boom demografico avviato dalla rivoluzione industriale e dai progressi in medicina e igiene.

L'agenzia dell'Onu e la demografia globale

L’Agenzia dell’Onu che si occupa di demografia si chiama United Nations population Division. Non è possibile individuare il numero di persone preciso presenti sulla Terra, perché non è possibile eseguire alla stessa data in tutti i paesi del mondo un vero e proprio censimento. Senza contare che il tasso di crescita naturale è attualmente pari al 1,14% anno. L'attuale tasso di crescita rappresenta la media dei valori che si registrano nelle diverse aree del pianeta. In particolare, possiamo notare l'esistenza di tre situazioni relativamente omogenee: 1) i paesi meno sviluppati registrano una forte crescita demografica, con tassi superiori al 2 o addirittura al 3% anno, tali da portare al doppio della loro popolazione nell'arco di pochi decenni; 2) i paesi a sviluppo intermedio che registrano un rallentamento della crescita, con tassi inferiori al 2 o anche all'un per cento anno; 3) i paesi maggiormente sviluppati sono prossimi alla crescita zero e talvolta subiscono un declino della popolazione. Queste tre situazioni corrispondono alle fasi del modello della transizione demografica, che analizza la dinamica della popolazione nel tempo, legandoli alle fasi evolutive dell'economia.

Tendenze demografiche nei paesi sviluppati e in via di sviluppo

La popolazione cresce quando il tasso di natalità supera il tasso di mortalità, mentre è stabile quando natalità e mortalità si equivalgono. Ebbene, nei paesi poveri la mortalità, pur superiore a quella dei paesi ricchi, è in calo rispetto al passato, grazie al miglioramento delle condizioni igieniche e alla crescente diffusione della medicina moderna. Infatti quasi ovunque si praticano le vaccinazioni obbligatorie. Per quanto riguarda la natalità, le differenze sono maggiori. Nei paesi meno sviluppati la popolazione vive soprattutto di agricoltura, attività che nelle sue forme tradizionali richiede molta forza lavoro. Ciò induce a procreare un numero elevato di figli. Nei paesi sviluppati, invece, la maggior parte della popolazione vive in città e si dedica alle attività industriali e terziarie. La crescita demografica e anche legata al tasso di fecondità. Perché una popolazione rimanga stabile è necessario che il suo valore sia pari al tasso di sostituzione. La crescita demografica distinte anche del tasso di mortalità infantile, un indicatore significativo delle condizioni igieniche e sanitarie di una popolazione virgola nonché della disposizione di cibo di una popolazione. Non a caso i paesi sviluppati presentano valori sempre inferiori a 10 su 1000, mentre in alcuni Stati dell’Africa si supera spesso il 100 su 1000. Altrettanto significativo il confronto sulla speranza di vita. Questo indicatore varia in ragione del sesso e soprattutto delle condizioni di vita.

Proiezioni future e sfide demografiche

Le Nazioni Unite stimano che nel corso di questo secolo la fertilità continuerà a calare e che la speranza di vita tenderà a salire in ogni paese. La popolazione continuerà dunque ad aumentare, sia pure a un ritmo più blando. Dopo il 2100 la popolazione umana si avvierà a una stabilizzazione, anche se rimarrà comunque insoluto il problema dello squilibrio tra popolazione e risorse. Nel 2050 infatti più di 8 miliardi di persone vivranno nei Paesi a basso sviluppo economico.

Evoluzione storica della popolazione mondiale

Nel Neolitico, quando nacque l'agricoltura e l'allevamento, si ebbe una prima fase di crescita che avrebbe portato gli abitanti della Terra al valore di circa 200 milioni. All'inizio del Medioevo si verifica un calo demografico, probabilmente come conseguenza della migrazione di alcuni popoli asiatici verso occidente. A partire dal XI secolo la popolazione mondiale registra una nuova crescita, interrotta però da collassi demografici, dovuti a guerre, carestie ed epidemie. Agli inizi dell’età moderna, presa avvio una definitiva crescita della popolazione mondiale. Il ritmo d’incremento si impenna nella seconda metà del Settecento, con l’avvento della rivoluzione industriale. Due fattori provocarono un forte calo della mortalità: l’aumento delle risorse naturali, reso possibile dalle nuove tecnologie e i progressi della medicina e delle pratiche igieniche. Iniziato in Europa e poi esteso al resto del mondo, questo fenomeno accelerò fino a trasformarsi in un boom demografico.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dell'agenzia dell'Onu nella demografia globale?
  2. L'agenzia dell'Onu che si occupa di demografia è la United Nations Population Division, che analizza le dinamiche della popolazione nel tempo e le relazioni con le fasi evolutive dell'economia.

  3. Come si differenziano i tassi di crescita demografica nei vari paesi?
  4. I paesi meno sviluppati registrano tassi di crescita superiori al 2-3% annuo, mentre i paesi a sviluppo intermedio hanno tassi inferiori al 2%, e i paesi sviluppati sono prossimi alla crescita zero o subiscono un declino.

  5. Quali fattori influenzano la natalità e la mortalità nei paesi sviluppati e in via di sviluppo?
  6. Nei paesi poveri, la mortalità è in calo grazie a migliori condizioni igieniche e alla medicina moderna, mentre la natalità è alta a causa dell'agricoltura. Nei paesi sviluppati, la natalità è bassa e la mortalità infantile è significativamente inferiore.

  7. Quali sono le proiezioni demografiche delle Nazioni Unite per il futuro?
  8. Le Nazioni Unite prevedono un calo della fertilità e un aumento della speranza di vita, con una popolazione in crescita fino al 2100, ma con problemi di squilibrio tra popolazione e risorse, specialmente nei paesi a basso sviluppo economico.

  9. Come si è evoluta storicamente la popolazione mondiale?
  10. La popolazione mondiale ha visto una crescita iniziale nel Neolitico, seguita da un calo nel Medioevo, una nuova crescita dall'XI secolo, e un boom demografico nella seconda metà del Settecento grazie alla rivoluzione industriale e ai progressi in medicina e igiene.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community