Concetti Chiave
- I deserti coprono circa 25 milioni di chilometri quadrati e sono definiti da una piovosità annuale inferiore a 250 millimetri.
- Contrariamente alla percezione comune, solo il 20-30% dei deserti è costituito da sabbia; questi ecosistemi ospitano vegetazione e fauna, oltre a oasi.
- Le piante desertiche hanno sviluppato adattamenti come spine e foglie ridotte per conservare l'acqua e possono avere radici profonde o fusti che immagazzinano acqua.
- Gli animali dei deserti, specialmente quelli caldi, si rifugiano durante le ore più calde e sono attivi al mattino e alla sera per cercare cibo e acqua.
- Le praterie naturali, con precipitazioni tra 250 e 750 mm, sono dominate da erbe e ospitano grandi mammiferi; sono minacciate dall'agricoltura e dal pascolo eccessivo.
I deserti occupano circa 25 milioni di chilometri quadrati della superficie terrestre. Sono gli ecosistemi propri delle regioni in cui la quantità delle piogge annuali è inferiore a 250 millimetri. Essi si sono formati in seguito alla disgregazione di catene montuose ad opera dei venti asciutti.
Quali sono le caratteristiche dei deserti?
La parola deserto significa luogo abbandonato, disabitato, e comunemente si crede che i deserti siano distese di sabbia senz'acqua, senza vita, desolate come la superficie polverosa della Luna. Questo concetto non è esatto perchè le dune di sabbia ricoprono soltanto il 20-30 per cento dei deserti. Nella maggior parte delle regioni desertiche crescono piante, vivono animali e cade qualche pioggia; in tali regioni, inoltre, possono trovarsi oasi, cioè località rese fertili dalla presenza dell'acqua. I deserti differiscono notevolmente fra loro per il clima e per la conformazione; per esempio, i deserti caldi, come il Sahara e quelli dell'Australia centrale, ben diversi dai deserti freddi, come il Gobi. Questi ecosistemi, tuttavia presentano tutti una caratteristica comune, l'aridità, fattore che condiziona la vita delle piante e degli animali.
Adattamenti delle piante
La vegetazione, a differenza di quella che si sviluppa nelle regioni dove abbondano le piogge, è rada e dispersa su un territorio molto vasto. Le piante dei deserti sono perfettamente adattate al difficile ambiente in cui vivono: di solito posseggono spine o altri mezzi di difesa, le loro foglie sono piccolissime per ridurre al minimo la traspirazione e la perdita d'acqua. Le piante grasse sono fornite di mezzi adatti per utilizzare le scarse piogge che cadono: alcuni cacti, per esempio, hanno l'apparato radicale assai sviluppato e capace di assorbire tutta l'acqua che precipita; altre piante grasse hanno il fusto che può rigonfiare a forma di bottiglia ed immaginare una quantità d'acqua sufficiente per sopravvivere molti mesi.
Adattamenti degli animali
Anche gli animali dei deserti sono perfettamente adatti all'ambiente. Nei deserti caldi, poichè in superficie si raggiungono temperature di circa 65°, la maggior parte degli animali durante le ore calde stanno ritirati a dormire in tane fresche e umide, scavate sottoterra. Soltanto gli insetti e i rettili conducono vita prevalentemente diurna, pur evitando l'esposizione continua ai raggi infuocati del Sole. Gli uccelli ricercano il cibo nelle prime ore del mattino o verso sera; mentre trascorrono le ore più calde all'ombra di qualche cespuglio o di qualche roccia. I mammiferi, invece, per nutrirsi approfittano della notte e, nella spietata catena alimentare, quasi sempre gli animali più piccoli sono vittime di quelli più grossi: i roditori sono la preda dei carnivori. Così, procurandosi il cibo, i mammiferi provvedono anche l'acqua di cui hanno bisogno: gli erbivori si dissetano mangiando vegetali, i carnivori si dissetano con il sangue e la carne delle prede vive.
Interazione umana con i deserti
I deserti sono ecosistemi che ancor oggi respingono gli assalti dell'uomo intesi a sottrarre parte dei loro territori. Dei deserti, infatti, l'uomo ha occupato le oasi, ha perforato la superficie per scavare pozzi petroliferi e miniere; ma è riuscito a conquistaresoltanto modeste porzioni alle colture agricole. Toccherà alle future generazioni trasformare con l'irrigazione i deserti in fertili pianure.
Le praterie naturali
Le praterie naturali sono tipiche delle regioni in cui la quantità delle piogge annuali è compresa tra 250 e 750 millimetri, regioni cioè con regime di precipitazioni intermedio tra quello dei deserti e quello delle foreste. Sono ecosistemi che occupano vaste estensioni nell'interno dei continenti principali; basti dire che circa un terzo degli Stati Uniti è prateria.
Flora e fauna delle praterie
In questi ambienti il regno vegetale è rappresentato soprattutto da erbe basse e alte di ogni specie; e poichè le piante erbacee hanno vita breve, decomponendosi rapidamente arricchiscono il suolo di sostanze organiche, ossia di humus. Il regno animale, invece, è rappresentato specialmente da mammiferi di grandi dimensioni come le antilopi e gli altri ruminanti selvatici. Attualmente non poche praterie, arate e messe a coltura dell'uomo, o sottoposte al pascolo eccessivo dei bovini, corrono il pericolo di essere ridotte a zone semi desertiche. L'ecologia però insegna che anche nello sfruttamento delle praterie l'uomo deve collaborare con la natura e rispettare gli ecosistemi.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione corretta di deserto?
- Come si adattano le piante a vivere nei deserti?
- Quali strategie adottano gli animali per sopravvivere nel deserto?
- In che modo l'uomo interagisce con i deserti?
- Quali sono le caratteristiche delle praterie naturali?
Il termine "deserto" si riferisce a un luogo abbandonato e disabitato, ma non è corretto considerarlo solo come distese di sabbia; infatti, solo il 20-30% dei deserti è coperto da sabbia, mentre in molte aree crescono piante e vivono animali (testo).
Le piante desertiche sono adattate all'aridità, possedendo spine e foglie piccole per ridurre la traspirazione. Alcune piante grasse hanno radici sviluppate per assorbire l'acqua e fusti che possono immagazzinarla (testo).
Gli animali dei deserti, come i mammiferi, tendono a riposare durante le ore più calde e sono attivi di notte. Gli erbivori si dissetano mangiando vegetali, mentre i carnivori ottengono acqua dalle loro prede (testo).
L'uomo ha occupato principalmente le oasi e ha estratto risorse come petrolio e minerali, ma ha conquistato solo piccole aree per l'agricoltura. Le future generazioni potrebbero trasformare i deserti in terre fertili tramite l'irrigazione (testo).
Le praterie naturali si trovano in regioni con precipitazioni annuali tra 250 e 750 millimetri e sono dominate da erbe. Tuttavia, molte praterie sono minacciate dall'agricoltura e dal pascolo eccessivo, richiedendo un equilibrio tra sfruttamento e rispetto per l'ecosistema (testo).