Concetti Chiave
- L'elettrizzazione per strofinio è un fenomeno noto fin dall'antichità, in cui materiali come ambra e plastica attraggono oggetti leggeri dopo essere stati strofinati.
- Benjamin Franklin ha proposto la teoria secondo cui l'elettricità si divide in positiva e negativa, basandosi su un eccesso o una carenza di carica elettrica.
- L'elettrizzazione per contatto avviene quando un corpo carico tocca un altro corpo, causando la trasferimento di cariche elettriche e rilevabile tramite un elettroscopio.
- Con l'induzione elettrostatica, un corpo conduttore può essere elettrizzato senza contatto diretto, generando una separazione di cariche visibile tramite elettroscopi.
- Il corpo umano, essendo un buon conduttore, può scaricare un elettroscopio quando toccato, mentre l'uso di guanti isolanti impedisce questa dispersione.
Origini dell'elettricità
L'elettrizzazione per strofinio. Alcuni fenomeni elettrici erano già conosciuti dai Greci, il termine stesso elettricità deriva dal termine greco élektron che indica l'ambra, una resina fossile che se strofinata con la pelle di un animale è in grado di attrarre oggetti molto leggeri come frammenti di pelo, pagliuzze ecc...
Anche una bacchetta di plastica se strofinata con un panno di lana può attirare pezzetti di carta, oltre questa esistono diversi altri materiali che mostrano comportamenti simili dopo essere stati strofinati come il legno o la ceramica. Diremo che questi corpi sono stati elettrizzati. Se poi proviamo ad avvicinare due bacchette di plastica, o vetro, dopo averle strofinate noteremo che si respingono mentre una bacchetta di vetro e una di plastica elettrizzate si attirano. Per spiegare questi fenomeni vennero proposte diverse teorie ma quella maggiormente accettata dai fisici fu quella di Benjamin Franklin, secondo cui l'elettricità "vetrosa" era dovuta ad un eccesso di elettricità mentre quella "resinosa" ad una carenza di elettricità. Franklin denominò positiva l'elettricità vetrosa e negativa quella resinosa. Secondo Franklin, lo sfregamento di una bacchetta di vetro con un panno di seta caricava positivamente il vetro e negativamente la seta che cedeva quindi una parte della sua carica elettrica al vetro. il contrario invece succedeva strofinando una bacchetta di ambra con una pelle (la bacchetta perde carica elettrica e si carica negativamente e la pelle positivamente). Franklin stabilì quindi che:" I corpi elettrizzati hanno acquisito carica elettrica".
Elettrizzazione per contatto
È possibile elettrizzare un corpo anche ponendolo a contatto con un altro corpo elettricamente carico. Possiamo verificare se un corpo è elettrizzato attraverso uno strumento chiamato elettroscopio. Prendiamo per esempio una bacchetta di vetro sfregata con un panno di seta, perde elettroni e acquista quindi carica positiva, quando la bacchetta è portata a contatto con l’asticciola metallica dell’elettroscopio attrae elettroni dall’asticciola la quale si carica positivamente, mentre gli elettroni giunti sulla bacchetta neutralizzano almeno in parte la sua carica positiva. L’asticciola a sua volta attira elettroni dalle lamine dell’elettroscopio che si caricano entrambe positivamente e quindi si respingono facendo allontanare le foglioline tra loro. Maggiore è la carica presente maggiore è la divaricazione delle foglioline. Poiché il corpo umano è un buon conduttore, se tocchiamo con una mano un elettroscopio ci accorgiamo che le foglioline si abbassano segnalando che la carica elettrica si è dispersa. L’elettroscopio non si scarica invece se indossiamo guanti isolanti di gomma che non permettono il movimento degli elettroni. (sono sempre le cariche negative, e quindi gli elettroni, a spostarsi).
Induzione elettrostatica
È possibile elettrizzare un corpo conduttore anche in un terzo modo, che prende il nome di induzione elettrostatica. Poniamo due sbarre metalliche scariche a contatto tra loro, colleghiamone le estremità a due elettroscopi e avviciniamo una bacchetta di vetro elettrizzata a uno dei due elettroscopi. Osserviamo che le lamine dei due elettroscopi divergono, segnalando la presenza di carica elettrica. Separiamo a questo punto le due sbarre, mantenendo la bacchetta di vetro sempre vicino all’elettroscopio e notiamo che gli elettroscopi segnalano ancora la presenza di carica elettrica, anche dopo che la bacchetta è stata allontanata.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del termine "elettricità"?
- Come avviene l'elettrizzazione per strofinio?
- Qual è la teoria di Benjamin Franklin sull'elettricità?
- Come si può verificare se un corpo è elettrizzato?
- Cos'è l'induzione elettrostatica e come funziona?
Il termine "elettricità" deriva dal greco "élektron", che indica l'ambra, una resina fossile capace di attrarre oggetti leggeri quando strofinata.
L'elettrizzazione per strofinio si verifica quando materiali come ambra o plastica, strofinati con altri materiali, acquisiscono cariche elettriche, attirando o respingendo altri corpi elettrizzati.
Benjamin Franklin propose che l'elettricità "vetrosa" fosse dovuta a un eccesso di elettroni (positiva) e quella "resinosa" a una carenza (negativa), stabilendo che i corpi elettrizzati hanno acquisito carica elettrica.
Si può verificare l'elettrizzazione di un corpo utilizzando un elettroscopio, che mostra la divergenza delle foglioline quando un corpo carico viene avvicinato.
L'induzione elettrostatica è un metodo per elettrizzare un corpo conduttore senza contatto diretto, dove l'avvicinamento di un corpo carico provoca la separazione di cariche in un altro corpo, mantenendo la carica anche dopo la rimozione del corpo elettrizzato.