Concetti Chiave
- Schopenhauer sostiene che il mondo esiste solo come rappresentazione, evidenziando l'interdipendenza tra soggetto e oggetto nella percezione della realtà.
- Critica sia l'idealismo che il realismo, affermando che entrambi non riconoscono l'unione indissolubile tra soggetto e oggetto nella conoscenza.
- Il soggetto filtra la realtà attraverso forme a priori come spazio, tempo e la categoria di causa, permettendo di individuare e ordinare gli oggetti.
- Schopenhauer considera la conoscenza fenomenica illusoria e non essenziale, paragonandola a un velo che nasconde l'essenza della realtà.
- La volontà è vista come la chiave per comprendere l'essenza delle cose, rappresentando una forza primigenia che trascende le determinazioni causali.
La rappresentazione del mondo secondo Schopenhauer
Schopenhauer quando affermò che il mondo è una sua rappresentazione, intendeva dire, come riteneva Kant, che non è possibile conoscere le cose in se stesse, ma soltanto come si presentano al soggetto. Ciò implica che il mondo non esiste se non nel rapporto tra soggetto e oggetto, in altri termini ciò implica che il soggetto e l’oggetto non possano sussistere indipendentemente l’uno dall’altro.
Critica all'idealismo e al realismo
A partire da questi presupposti criticò sia l’idealismo che il realismo, dal momento che il realismo riduce il soggetto all’oggetto e l’idealismo risolve l’oggetto nel soggetto, come sua produzione interna. Secondo Schopenhauer infatti la conoscenza è infatti data dall’unione di entrambi, concepiti come componenti indissolubili e paritetiche della rappresentazione. Per questo il filosofo afferma che tutte le cose sono fenomeni, nel senso che sono date dalla relazione tra soggetto e oggetto.
Il ruolo del soggetto nella conoscenza
Rimanendo fedele a Kant Schopenhauer ritiene che il soggetto filtri la realtà con delle forme a priori: lo spazio e il tempo per la sensibilità e la categoria di causa per l’intelletto. Quindi, il materiale percettivo presenta precisi rapporti temporali e spaziali. In questo modo è possibile individuare le cose, nel senso che attraverso queste “cordinate” è possibile anche distinguere le cose le une dalle altre.
L'ordine degli oggetti e la causalità
A questo punto gli oggetti individuati dalla sensibilità ricevono un ordine a livello dell’intelletto grazie alla caterogia di causa la quale si presenta in 4 modi differenti a seconda dei vari ambiti che sono la fisica, che si occupa del rapporto di causa ed effetto tra gli oggetti naturali; la logica, che si occupa dei rapporti fra i giudizi, tra le premesse e le conseguenze; la matematica, che si occupa dei rapporti tra gli enti matematici; morale, che stabilisce una connesione causale tra le azioni che si compiono e i motivi per cui sono compiute. I primi 3 ambiti riguardo la rappresentazione, invece il quarto è svincolato, è come se fosse in sé.
La conoscenza fenomenica e l'illusione
A differenza di Kant però, Schopenhauer ritiene che tale conoscenza fenomenica non sia necessaria, universale e feconda dal momento che non permette di comprendere come la realtà è in sé. È quindi illusoria, per questo aveva parlato di rappresentazione. Paragona infatti la conoscenza fenomenica a una figura della filosofia orientale, la maya che stende un velo sulla realtà, non permettendo di coglierne l’essenza. La conoscenza è perciò simile a quella dei miraggi e dei sogni perché vediamo le cose in una determinata maniera, ma non sono effettivamente così.
La volontà come chiave dell'essenza
Per conoscere l’essenza delle cose è necessario allora un qualcosa che squarci tale velo: la chiave la trovò nel corpo dell’uomo che ha una duplice valenza: da un lato è un oggetto tra gli oggetti, che rientra nel mondo fenomenico, dall’altro però vi è anche una conoscenza interna, vi è una forza primigenia che sfugge a ogni determinazione causale: la volontà. È un principio metafisico che pervade la realtà e che spinge a muoversi, a volere.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della frase "il mondo è una sua rappresentazione" secondo Schopenhauer?
- Come critica Schopenhauer l'idealismo e il realismo?
- Qual è il ruolo del soggetto nella conoscenza secondo Schopenhauer?
- In che modo Schopenhauer distingue i vari ambiti della causalità?
- Qual è la chiave per comprendere l'essenza delle cose secondo Schopenhauer?
Schopenhauer, seguendo Kant, sostiene che il mondo esiste solo nel rapporto tra soggetto e oggetto, e non può essere conosciuto in sé stesso, ma solo come si presenta al soggetto.
Schopenhauer critica l'idealismo per ridurre l'oggetto al soggetto e il realismo per ridurre il soggetto all'oggetto, affermando che la conoscenza deriva dall'unione indissolubile di entrambi.
Il soggetto filtra la realtà attraverso forme a priori come spazio e tempo, permettendo di individuare e distinguere le cose attraverso rapporti temporali e spaziali.
Schopenhauer identifica quattro ambiti della causalità: fisica, logica, matematica e morale, ognuno con il proprio modo di ordinare gli oggetti e le relazioni, con l'ultimo svincolato dalla rappresentazione.
La chiave è la volontà, una forza primigenia che pervade la realtà e permette di oltrepassare l'illusione della conoscenza fenomenica, rivelando l'essenza delle cose.