Concetti Chiave
- Cartesio è considerato il padre della filosofia moderna grazie alla sua sistematizzazione del soggetto, che ha influenzato profondamente anche il campo estetico.
- La nozione di "idea" in Cartesio si trasforma in un concetto psicologico, distaccandosi da qualsiasi rilevanza ontologica e legandosi al pensiero individuale.
- Il processo di soggettivizzazione, che caratterizza la modernità, trova radici anche nelle "Confessioni" di Sant'Agostino, introducendo l'Io come coscienza individuale.
- Cartesio sostiene che la conoscenza sensibile è ingannevole e, a differenza delle filosofie precedenti, svaluta radicalmente le qualità sensibili come meramente soggettive.
- Il pensiero moderno segna un salto epistemologico, rifiutando le qualità sensibili come parte della definizione scientifica della realtà, a differenza della tradizione aristotelica.
Cartesio e il soggetto moderno?
Cartesio, il padre della filosofia moderna, è l’inventore del soggetto, nel senso che è un geniale sistematore teorico del soggetto moderno (in una teorizzazione ancora insuperata); egli non inventa il soggetto, piuttosto compie una sistematizzazione teorica, un processo di soggettivazione che è stato fortemente significativo anche dal punto di vista estetico. Quella che Kant chiama genericamente rappresentazione deriva da Cartesio e ne riproduce la stessa ambiguità; Cartesio non usa la parola Vorstellung ma “idea ”, un termine persino più generico di “rappresentazione”, che in quanto dato mentale ha un’accezione psicologica, molto più distante dal platonismo rispetto al concetto kantiano di rappresentazione.
La nozione di idea
La nozione di idea è proprio quell’innovazione lessicale in cui si traduce la svolta estetica moderna: la nozione di idea diventa una nozione psicologica, in quanto perde qualsiasi rilevanza ontologica (non è più una res), ma anche in quanto sussiste solo perché io la penso.
Il processo di soggettivizzazione
Affermando che una delle linee portanti della modernità è quella che oggi definiamo come “la migrazione del mondo nel soggetto” non si può che partire dal testo che fonda il soggettivismo moderno, cioè le Meditazioni metafisiche; tuttavia il processo di soggettivizzazione, che rappresenta l’intero orizzonte della modernità, non nasce tutto in Cartesio, ma ha dei precedenti. Ad esempio, prima delle Confessioni di Sant’Agostino (→la “modernità” di Agostino, non è solo un modo di dire), che sono un’autobiografia spirituale della sua vita fino alla confessione, non esiste niente di simile: con le Confessioni fa irruzione, per la prima volta, quello che è il “moderno”, ovvero l’Io in quanto coscienza individuale esposta alle vicende della vita (nasce un genere letterario: dimensione narrativa in cui l’Io racconta se stesso). Questo Io, che si può chiamare coscienza ed ha un ruolo fondamentale nella filosofia di Sant’Agostino, ha già le caratteristiche dell’Io moderno, cartesiano e qualcosa di spirituale.
Conoscenza sensibile e modernità
Il tema centrale delle Meditazioni è il problema della conoscenza sensibile e della sua validità: possiamo guidarci dai sensi? La risposta è no: i sensi ingannano. Anche le filosofie antica e medievale assegnano alla conoscenza sensibile un valore soggettivo (i sensi ingannano→allucinazioni, illusioni ottiche), ma la svalutazione della sensibilità come fonte di conoscenza nel mondo classico e medievale è soltanto relativa: la teoria aristotelica della conoscenza (→tutto il Medioevo cammina sulla strada aperta da Aristotele, almeno per quanto riguarda la teoria della conoscenza) non esclude affatto le qualità sensibili, percettive dalla definizione della sostanza (che va definita: definizione logica→sostanza e accidenti: la sostanza è ciò che “sorregge” i suoi accidenti). Egli distingue le affermazioni probabili, non necessariamente vere (“i cigni sono bianchi”, ciò non toglie che si possono incontrare cigni neri), da quelle, che sono sempre vere (in quanto contenute, come accidenti, all’interno della definizione di sostanza) e che possono contenere anche elementi qualitativi: la svalutazione della sensibilità, in sede conoscitiva, sia nel mondo classico che in quello medievale è relativa, tanto è vero che una qualità sensibile (come il colore) può entrare a far parte di una definizione logicamente necessaria ed oggettiva. Essa diventa radicale e definitiva nel pensiero moderno: c’è un salto epistemologico, tale per cui nasce il pensiero moderno, che attua una svalutazione a priori e quindi assoluta delle qualità sensibili, che in quanto soggettive sono idee, fatti mentali e non possono per questo entrare nella definizione scientifica della cosa.
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo di Cartesio alla filosofia moderna?
- Come si evolve la nozione di "idea" nel pensiero moderno?
- Qual è il significato del processo di soggettivizzazione nella modernità?
- Qual è la posizione di Cartesio sulla conoscenza sensibile?
- In che modo la filosofia moderna svaluta la sensibilità come fonte di conoscenza?
Cartesio è considerato il padre della filosofia moderna per la sua sistematizzazione teorica del soggetto, che ha avuto un impatto significativo anche in ambito estetico, come evidenziato nel testo.
La nozione di "idea" diventa psicologica e perde rilevanza ontologica, esistendo solo in quanto pensata dall'individuo, segnando una svolta estetica moderna.
Il processo di soggettivizzazione, che inizia con Cartesio, rappresenta la migrazione del mondo nel soggetto, con radici già presenti nelle Confessioni di Sant’Agostino, dove emerge l'Io come coscienza individuale.
Cartesio sostiene che i sensi ingannano e quindi la conoscenza sensibile non è valida, segnando un salto epistemologico rispetto alle teorie classiche e medievali che consideravano le qualità sensibili in modo relativo.
La filosofia moderna attua una svalutazione a priori delle qualità sensibili, considerandole idee e fatti mentali, escludendole dalla definizione scientifica delle cose, come descritto nel testo.