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Concetti Chiave

  • La vita religiosa per Kierkegaard è l'esperienza di chi, pentito, cerca perdono da Dio, rappresentata emblematicamente dalla figura di Abramo.
  • Kierkegaard distingue tra paradossi e contraddizioni, affermando che la fede è paradossale ma non contraddittoria, richiedendo un salto di fede.
  • La rivelazione divina è caratterizzata da un'iniziativa imponderabile di Dio, che richiede una risposta dialogica da parte dell'uomo.
  • L'imperativo "Vattene dal tuo paese!" sottolinea l'urgenza della rivelazione, che implica una rottura con l'ordinario e una scelta decisiva.
  • La rivelazione divina, secondo Kierkegaard, è un processo di svelamento e velamento, contrapposta a concezioni gnostiche e panteistiche che cercano una conciliazione totale.

La vita religiosa secondo Kierkegaard

La vita religiosa non è, per Kierkegaard, semplicemente quella del consacrato che ha preso i voti, ma è la vita di colui che, una volta pentitosi, sente di dover chiedere perdono. Poiché nessun esistente finito è in grado di conferirgli il perdono di cui ha bisogno, egli sente di doversi riferire alla dimensione dell’eterno. La figura che incarna, al massimo grado, questo stadio esistenziale è Abramo, l’uomo provato da Dio per antonomasia e la cui fede riesce a superare il paradosso cui è sottoposta.

Qual è il paradosso della fede?

Tuttavia, quando si parla di paradossi non si parla di contraddizioni, perché se è vero che ogni contraddizione è un paradosso, non è altrettanto vero che un paradosso è contraddizione; perciò, riconoscere che la fede è paradossale non significa reputarla contraddittoria.

La rivelazione divina e la fede

«Dio disse ad Abramo»: con questo versetto si apre l’intero ciclo di Abramo; tale incipit risulta squarciante e repentino, perché non è anticipato da un’introduzione, da una premessa che lasci intendere una già consolidata relazione fra Dio ed Abramo, il fatto accade improvvisamente. Inoltre, il versetto sta ad indicare l’imponderabile iniziativa con cui Dio decide di rivelarsi al suo popolo: la fede è la risposta ad un’iniziativa del tutto imponderabile, è un inizio e non il punto di arrivo di un ragionamento (per cui è richiesto il salto della fede). Tra tutte le possibili forme di rivelazione Dio sceglie la parola: la rivelazione è, oltre che imponderabile, anche dialogica e perciò la risposta, la fede ad un Dio che ci interpella non può che essere dialogante (non è un crogiolarsi intimistico). La dialogicità e l’imponderabilità della rivelazione divina giustappongono tale concezione biblica a quella gnostica e a quella panteistica. «Vattene dal tuo paese!»: l’imperativo indica l’urgenza impressa dalla rivelazione alla storia del Singolo, in cui l’evento dell’incontro con Dio assume i connotati di un atto di decisione, che richiede una scelta decisiva, un salto, una rottura. La rivelazione richiede un allontanamento dall’ordinarietà, dalle consuetudini: contrariamente al comune sentire l’imponderabile entrata di Dio nella storia non segna una conciliazione, ma indica la necessità di effettuare una rottura, non una sintesi. «Vattene verso il paese che io t’indicherò»: la rivelazione non è mai pieno disvelamento, possesso totale di Dio e di quanto Dio intende rivelare, ma è sempre un velarsi, uno svelare qualcosa in un velare qualcos’altro, non è un evento definito, né un’apertura totale e come tale non può essere ricondotta a mero stadio del farsi dell’Assoluto (il sistema hegeliano è radicalmente incompatibile con cristianesimo). La fede è un cammino nella non evidenza e contemporaneamente uno sbilanciamento verso il futuro; perciò la rivelazione assume i connotati di un atto imponderabile, originale, centrifugo e sconvolgente.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la concezione di vita religiosa secondo Kierkegaard?
  2. Secondo Kierkegaard, la vita religiosa non è solo quella del consacrato, ma è anche quella di chi, pentito, cerca perdono da Dio, poiché solo l'eterno può conferire il perdono necessario (La vita religiosa secondo Kierkegaard).

  3. Come si distingue il paradosso dalla contraddizione nella fede?
  4. Kierkegaard chiarisce che un paradosso non è una contraddizione; riconoscere la paradossalità della fede non implica considerarla contraddittoria (Il paradosso della fede).

  5. Qual è l'importanza dell'iniziativa divina nella rivelazione secondo Kierkegaard?
  6. La rivelazione divina è un'iniziativa imponderabile di Dio, che richiede una risposta di fede da parte dell'uomo, evidenziando la natura dialogica e non intimistica della fede (La rivelazione divina e la fede).

  7. In che modo la rivelazione richiede una rottura con l'ordinarietà?
  8. La rivelazione divina, come esemplificato dall'imperativo "Vattene dal tuo paese!", richiede un allontanamento dalle consuetudini e una decisione radicale, non una sintesi con l'ordinario (La rivelazione divina e la fede).

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