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Concetti Chiave

  • Kant sostiene che la conoscenza è fenomenica e non ci permette di percepire le cose come sono in sé, ma solo come appaiono attraverso il nostro intelletto.
  • Le tre facoltà conoscitive secondo Kant sono la conoscenza sensibile, intellettiva e razionale, con un'enfasi sulla natura fenomenica della conoscenza sensibile.
  • La morale kantiana è a priori, autonoma e universale, basata sulla ragione e sul dovere, distinguendosi da una morale eteronoma.
  • Kant distingue tra imperativi ipotetici, che dipendono da un fine, e imperativi categorici, che impongono di agire per il dovere, con solo i secondi considerati morali.
  • La moralità di un'azione è determinata dalla massima che guida la volontà, che deve essere un principio universale per essere considerata morale.

La conoscenza fenomenica di Kant

Il percorso sulla conoscenza che Kant sviluppa nella critica della ragion pura lo porta ad affermare che la nostra conoscenza è sempre fenomenica perché essa non ci porta mai a vedere le cose come sono in sé ma solo come noi le percepiamo. Dato che la conoscenza è creata da giudizi e i giudizi sono sempre costituiti da un attributo e da un predicato (il predicato non deriva dall’esperienza ma dal nostro intelletto) la realtà ha la forma che il nostro intelletto le attribuisce.

Le facoltà conoscitive

Kant distingue tre diverse facoltà conoscitive: la conoscenza sensibile; conoscenza intellettiva e conoscenza razionale. Nell’estetica trascendentale Kant parla della conoscenza sensibile ed essa è una forma di conoscenza fenomenica in quanto essa ci appare non com’è ma come il nostro intelletto la fa apparire e mai noumenica (com’è realmente).

Le domande fondamentali di Kant

Che cosa so? Cosa devo fare? Cosa posso sperare? Alla prima domanda cerca di rispondere nella critica della ragion pura; alla seconda nella critica alla ragion pura e alla terza nella terza critica.

La morale a priori

La morale kantiana è una morale a priori. Kant afferma che la morale può esistere solo se dipende dalla ragione: la morale deve essere autonoma e non può esistere una morale eteronoma (una legge che dipende da altro). La morale deve essere autonoma, razionale ed universale e si fonda sul dovere. L’etica deve rispondere alla domanda “cosa devo fare?”

L'origine della morale

Può avvenire che un individuo agisca secondo una propria morale che considera buona. Ma, dice Kant, in natura non esiste ciò che è morale o immorale, buono o cattivo, giusto o sbagliato. La morale è qualcosa che l’uomo aggiunge alla natura ed è un prodotto della ragione, è la ragione che dà forma alla realtà. Ma perché l’uomo crea una morale mentre gli animali no? Grazie alla ragione, che permette all’uomo di riflettere e di creare un concetto di giusto e di sbagliato. L’uomo è l’unico animale in grado di agire anche senza necessità naturale: un leone, ad esempio, non si chiede se sia morale o meno uccidere una preda, mentre l’uomo può agire senza che ce ne sia la necessità ed è per questo che si chiede cos’è giusto e cos’è sbagliato.

Imperativi e massime

Stabilita l’utilità e l’origine della morale, Kant cerca di stabilire dei principi universali che quindi riguardano tutti. Le regole che riguardano solo qualcuno in particolare si chiamano per Kant “massime”, i principi universali sono chiamati da Kant “imperativi”. Gli imperativi sono divisi in due gruppi: gli imperativi ipotetici, che comandano qualcosa in vista di qualcos’altro (se studiate sarete promossi); gli imperativi categorici, che stabiliscono di compiere qualcosa perché deve essere compiuta (devi studiare). Quando è possibile dire che gli imperativi sono morali? E quale tra i due tipi di imperativi è morale? Quello categorico, secondo Kant, perché ordina di agire per il dovere di agire. Se sappiamo che ci comportiamo moralmente quando agiamo per il dovere di farlo, come facciamo a sapere cosa fare?

Se la massima che guida la mia volontà è un principio universale essa è morale. Ad esempio uccidere è morale?

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Domande da interrogazione

  1. Perché la conoscenza secondo Kant è definita fenomenica?
  2. La conoscenza è fenomenica perché non ci permette di vedere le cose come sono in sé, ma solo come noi le percepiamo, con la realtà che assume la forma che il nostro intelletto le attribuisce.

  3. Quali sono le tre facoltà conoscitive distinte da Kant?
  4. Kant distingue tra conoscenza sensibile, conoscenza intellettiva e conoscenza razionale, evidenziando che la conoscenza sensibile è fenomenica e non noumenica.

  5. Qual è la natura della morale secondo Kant?
  6. La morale kantiana è a priori, autonoma e razionale, fondata sul dovere, e non può dipendere da leggi eteronome.

  7. Come si differenziano imperativi e massime nella filosofia di Kant?
  8. Le massime sono regole personali, mentre gli imperativi sono principi universali; gli imperativi categorici sono considerati morali poiché ordinano di agire per il dovere.

  9. Perché l'uomo è in grado di creare una morale mentre gli animali non lo sono?
  10. L'uomo, grazie alla ragione, può riflettere e creare concetti di giusto e sbagliato, agendo anche senza necessità naturale, mentre gli animali non si pongono tali interrogativi.

Domande e risposte

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