Concetti Chiave
- Schopenhauer apprende da Platone e Kant che il mondo percepito dai sensi è un'illusione priva di verità e autonomia, simile agli uomini nella caverna platonica.
- La scoperta principale di Schopenhauer è che il mondo non ha una sola dimensione, ma è costituito da una rappresentazione fenomenica e da una volontà profonda che unifica l'essere.
- Il mondo, sebbene appaia come una molteplicità di individui e un continuo divenire, nasconde un'essenza unica e permanente che va oltre le apparenze.
- Schopenhauer propone che l'essenza del mondo è definita dalla volontà, una realtà che sfida le semplici relazioni tra soggetto e oggetto.
- Il concetto di un mondo con due facce implica che né la rappresentazione né la volontà possano esistere separatamente da un'unica realtà fondamentale.
Indice
Lezioni apprese da Platone e Kant
Quello che Schopenhauer apprende da Platone e da Kant e che, a torto o a ragione, ritiene si possa ritrovare anche nella più antica sapienza indiana, è anzitutto il fatto che il mondo che ci si manifesta attraverso i sensi è un fantasma privo, se non di consistenza, di autonomia e verità: un’illusione analoga a quella di cui restano vittime gli uomini incatenati nel fondo della caverna platonica. Apprende che il mondo è una (mia) rappresentazione e che, come gli insegna in particolare Kant, sono io stesso a produrne quella forma fenomenica che è, peraltro, l’unica di cui possa avere, in senso proprio, conoscenza.
Il mondo come volontà e rappresentazione
Il mondo come volontà e rappresentazione annuncia però sin dal titolo che la realtà non è solo o anzitutto questo, giacché il mondo — questa la scoperta principale di Schopenhauer — non ha una sola dimensione. Il fatto che il mondo che ci circonda non abbia «un vero essere», ma sia piuttosto «un incessante divenire» (Mondo, Appendice), il fatto cioè che esso, in quanto è rappresentazione, sia costituito dalla relazione originaria di soggetto e oggetto e abbia perciò una consistenza meramente fenomenica, e senza dubbio una verità valida «per qualsiasi essere vivente e pensante» (Mondo, § 1); e tuttavia il lettore viene subito avvertito del carattere unilaterale di questa verità, che è frutto «di un’astrazione arbitraria» (ibid.), e della necessità di integrarla comprendendo che il mondo ha almeno due verità: Quella che afferma che il mondo è una mia rappresentazione potrà anche risultare, delle due, la più immediatamente certa e autonoma, oltre che meno bisognosa di dimostrazione (quanto meno dopo il tratto di storia del pensiero che va da Descartes a Kant); Ma ce n’è una seconda che, pur non possedendo quegli stessi caratteri e avendo perciò bisogno, per essere scoperta e compresa, di una ricerca più approfondita e di un più alto e complesso livello di astrazione, racchiude, nel bene e nel male, il segreto più profondo dell’essere dell’uomo e del mondo: uomo e mondo non sono affatto, nell’intimo del loro essere, rappresentazione, relazione tra un soggetto che conosce e un oggetto che viene conosciuto, divenire regolato da leggi, molteplicità, bensì un che di radicalmente diverso che li unifica nell’essenza e per indicare il quale col minimo possibile d’imprecisione Schopenhauer propone la parola Wille: Volontà.
Un unico mondo con due facce
È un unico mondo, quello di cui ci parla l’unico pensiero di Schopenhauer. Un mondo che, se anche si presenta, sul piano fenomenico, come costituito da individui diversi che coesistono l’uno accanto all’altro (molteplicità) e si manifestano l’uno dopo l’altro (divenire), ha in effetti un’unica essenza permanente, la scoperta della quale smaschera come mera apparenza tanto quella molteplicità quanto quel divenire: ciò che si manifesta in tutti gli individui è «un essere solo e il medesimo, presente e identico in tutti e veramente esistente» (FM, p. 277) […].
Quest’unico mondo ha tuttavia — stiamo dicendo — almeno due facce: «E nella sua intera essenza in tutto e per tutto volontà e, a un tempo, in tutto e per tutto rappresentazione» (Mondo, § 29). In tutto e per tutto: il che significa che una realtà che non sia né rappresentazione né volontà «è il sogno di una non-cosa» (ibid., § 1).
Domande da interrogazione
- Qual è la visione di Schopenhauer riguardo alla realtà percepita dai sensi?
- Qual è la scoperta principale di Schopenhauer sul mondo?
- Come si differenziano le due verità del mondo secondo Schopenhauer?
- In che modo Schopenhauer descrive l'unità del mondo?
- Qual è il significato delle due facce del mondo secondo Schopenhauer?
Schopenhauer, influenzato da Platone e Kant, sostiene che il mondo percepito attraverso i sensi è un'illusione priva di consistenza e verità, simile agli uomini incatenati nella caverna platonica.
La scoperta principale di Schopenhauer è che il mondo non ha una sola dimensione, ma è un incessante divenire, costituito dalla relazione tra soggetto e oggetto, e possiede almeno due verità.
La prima verità afferma che il mondo è una rappresentazione personale, mentre la seconda, più complessa, rivela che uomo e mondo sono uniti da un'essenza profonda, identificata da Schopenhauer come Volontà.
Schopenhauer descrive il mondo come un'unica essenza permanente, dove la molteplicità e il divenire sono mere apparenze, rivelando un "essere solo e il medesimo" presente in tutti gli individui.
Schopenhauer afferma che il mondo ha due facce: è sia volontà che rappresentazione, e qualsiasi realtà che non rientri in queste categorie è considerata un'illusione, un "sogno di una non-cosa".