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Concetti Chiave

  • L'analitica trascendentale è la parte della "Critica della Ragion Pura" che analizza l'attività dell'intelletto e i suoi elementi fondamentali.
  • Kant enfatizza l'interdipendenza tra sensibilità e intelletto, affermando che entrambi sono essenziali per la conoscenza.
  • I concetti possono essere empirici, derivanti dall'esperienza, oppure puri, a priori e costitutivi dell'intelletto, rappresentati dalle categorie.
  • Le categorie kantiane hanno un valore esclusivamente gnoseologico-trascendentale, a differenza delle categorie aristoteliche che hanno anche un valore ontologico.
  • Kant sviluppa una "tavola delle categorie" in modo sistematico, associando il numero delle categorie alle modalità di giudizio.

L’analitica trascendentale fa parte della logica e rappresenta la seconda parte della “Critica della Ragion Pura “. Rappresenta la parte della critica che risolve l’attività dell’intelletto nei suoi elementi di base e nel loro uso legittimo.

Interdipendenza di sensibilità e intelletto

Kant sostiene che la sensibilità e l’intelletto siano entrambi indispensabili alla conoscenza. Essi sono interdipendenti poiché senza la sensibilità, nessun oggetto ci sarebbe dato e senza intelletto nessun oggetto sarebbe pensato. I pensieri senza contenuto (intuizioni empiriche) sono vuoti, le intuizioni senza concetti (strutture proprie dell’intelletto) sono cieche.

•le intuizioni dell’intelletto sono affezioni, cioè qualcosa di passivo, semplicemente di recettivo.

•i concetti sono funzioni ossia operazioni attive, che consistono nell’unificare e ordinare diverse rappresentazioni empiriche sotto una rappresentazione comune.

Concetti empirici e puri

i concetti possono essere empirici se ordinano materiale empirico oppure PURI se prescindono dall’esperienza (a priori) e sono costitutivi dell’intelletto. I concetti puri si identificano con le CATEGORIE (strutture logiche), cioè con quei concetti basilari della mente che rappresentano le supreme funzioni unificatrici dell’intelletto (uso aristotelico del termine, attaccamento alla tradizione).

Categorie kantiane e aristoteliche

Le categorie (funzioni che attivano l’intelletto) hanno lo stesso valore di quelle Aristoteliche? No, perché mentre in Aristotele avevano sia un valore ontologico sia gnoseologico “Leges entis et mentis”. Per Kant, hanno una portata solamente gnoseologico-trascendentale “Leges mentis” .

Dopo aver discusso sulla nozione di “categoria” procede, quindi, ad elaborare la “tavola delle categorie”. Differentemente da Aristotele, però, che non si era avvalso di una certa sistematicità, Kant procede alla redazione con metodo: poiché pensare è giudicare (sogg. + pred.) ci saranno tante categorie (pred. primi), quante sono le modalità di giudizio (i modi con cui si unisce il sogg. al pred.)

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dell'analitica trascendentale nella "Critica della Ragion Pura"?
  2. L'analitica trascendentale è la seconda parte della "Critica della Ragion Pura" e si occupa di risolvere l'attività dell'intelletto nei suoi elementi di base e nel loro uso legittimo.

  3. In che modo Kant descrive l'interdipendenza tra sensibilità e intelletto?
  4. Kant afferma che sensibilità e intelletto sono interdipendenti: senza sensibilità non ci sarebbero oggetti da conoscere, mentre senza intelletto non sarebbe possibile pensare gli oggetti. I pensieri senza contenuto sono vuoti, e le intuizioni senza concetti sono cieche.

  5. Qual è la differenza tra categorie kantiane e aristoteliche?
  6. Le categorie kantiane hanno solo una portata gnoseologico-trascendentale, mentre quelle aristoteliche possiedono sia un valore ontologico che gnoseologico. Kant elabora una "tavola delle categorie" con metodo, basandosi sulle modalità di giudizio, a differenza di Aristotele che non seguiva una sistematicità.

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