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Concetti Chiave

  • Giordano Bruno è un filosofo rinascimentale che difende l'eliocentrismo e critica la visione teologica tradizionale, sostenendo la verità cosmologica di Copernico.
  • Bruno concepisce l'universo come infinito e animato, senza un centro, superando la centralità della Terra e promuovendo una visione non gerarchica.
  • Nelle sue opere, l'operosità intellettuale e manuale è considerata una virtù fondamentale, che distingue l'uomo e lo rende capace di meriti attraverso il lavoro.
  • Critica la religione cristiana per la sua tendenza alla rassegnazione, mentre la vede come uno strumento utile per l'educazione e la civilizzazione del popolo.
  • Bruno distingue tra il sapiente, che mantiene un equilibrio razionale, e il furioso, che si lascia guidare dalle passioni nella ricerca della verità.

Giordano Bruno e l'eliocentrismo

Giordano Bruno è uno tra i più grandi filosofi del Rinascimento italiano.

Nell'opera del filosofo nolano i temi principali sono:

- la difesa della teoria eliocentrica copernicana dai tentativi di sminuirne la sua verità cosmologica

- la dottrina dell'infinità dell'universo concepito come animato.

- la difesa delle prerogative delle monarchie sovrane contro le pretese teocratiche della Chiesa.

Bruno compose sei dialoghi in italiano. I primi tre trattano la tematica metafico-cosmologica e sono: la * Nella Cena delle ceneri Bruno critica le tesi del teologo luterano Osiander il quale conferiva alla teoria copernicana un valore di pura ipotesi matematica che non rispecchiasse la vera struttura dell'universo. Bruno difese invece la verità fisica e cosmologica dell'eliocentrismo, cercando di mantenersi entro il campo filosofico e non toccando dunque il tema teologico.

L'infinità dell'universo

Tuttavia Bruno, più che sostituire la centralità dell'universo dalla Terra al Sole, cercava di eliminare proprio il concetto di centralità. Infatti egli concepiva l'universo come infinito, privo di distinzioni gerarchiche e, dunque, privo anche di un centro.

Fondamenti ontologici della cosmologia

* Nel De la causa, principio et uno, Bruno, offre la fondazione ontologica della sua cosmologia. Statua di Giordano Bruno, simbolo del Rinascimento e della sua lotta per la libertà di pensiero e l'eliocentrismo.Egli vuole affrontare la questione di quale sia la causa o il principio dell'universo, sempre parlando in termini filosofici e non toccando l'argomento della causa prima, cioè Dio.

Per quanto riguarda la causa seconda, per Bruno essa è Dio, nel senso di natura della natura. Egli inizialmente individua due principi che stanno alla base dell'universo: l'anima del mondo, cioè la forma, e la materia universale. L'anima del mondo essendo ricettacolo di tutte le forme, dà vita a tutti corpi di cui è costituito l'universo.

L'universo appare a bruno come un infinito essere animato. L'anima del mondo, o forma universale, e la materia universale sono le uniche due sostanze, mentre tutte le cose presenti nel mondo sono loro accidenti. Successivamente questo dualismo viene superato con un' unica sostanza di cui gli altri elementi sono accidenti. Questa sostanza è la materia, la natura della natura, la materia-vita infinita.

Nei dialoghi morali, Bruno tratta dell'uomo e del suo agire.

L'uomo e la sua operosità

*Spaccio de la Bestia trionfante: L'uomo si distingue dagli altri enti, perché coopera e partecipa nella produzione, in quanto dotato di organi speciali, l'intelligenza e la mano.

L'operosità intellettuale e manuale è ciò che rende umana la natura dell'uomo, e gli permette di farsi egli stesso dio, producendo. L'operosità è dunque una virtù umana per eccellenza alla quale vendono contrapposti l'ozio e la rassegnazioni, mali che devono essere scacciati dal mondo. L'uomo si distingue e ottiene meriti solo attraverso la sua operosità. Chi invece non si è adoperato verrà punito dopo la morte, venendo rinchiuso come in un carcere, in un corpo animale.

Così il divenire della realtà viene a configurarsi come giustizia , come disegno provvidenziale che colloca ciascuno nel posto che si è meritato.

Critica alla religione e alla storia

Bruno critica aspramente il luteranesimo che assegna alle opere un ruolo marginale per il conseguimento della salvezza. Bruno considera la religione per la sua utilità politica, come capace di educare il popolo, civilizzandolo. In questa prospettiva la religione cattolica diventa un male minore rispetto alla religione protestante. Ma comunque la religione cristiana è vista negativamente perché non sollecita gli uomini alle nobili imprese, ma li abitua alla rassegnazione e all'ascolto passivo. Viene valorizzato l'orecchio, piuttosto che la mano e l'intelletto.

La storia per Bruno è sottoposta alla contrarietà, ovvero al gioco dei contrari. Bruno ritiene che col passare del tempo certi aspetti si ripetono ciclicamente, come la fioritura e la decadenza di un popolo.

Eroici furori e ricerca della verità

*Gli Eroici furori: il discorso tratta del viaggio da percorrere per pervenire alla conquista della verità. Tale itinerario può essere fatto solo dai migliori. Bruno distingue diversi atteggiamenti di accostarsi alla verità: il sapiente e il furioso.

Il sapiente è cosciente del fatto che le vicissitudini della vita sono effimere e contrarie, dunque si pone in un atteggiamento di indifferenza e di ponderato equilibrio.

Il furioso invece si lascia trasportare dalle passioni e si lascia coinvolgere, non dando spazio alla ragione.

Il furore può essere di diversi tipi. Il furore bestiale che tramuta l'uomo in una bestia.

Il furore eroico, una sorta di impeto divino, che spinge l'anima ad una avventura estrema, per amore per la verità, sino a giungere alla visione della verità, dell'Uno, dell'unità infinita dell'universo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la posizione di Giordano Bruno riguardo all'eliocentrismo?
  2. Giordano Bruno difende la verità fisica e cosmologica della teoria eliocentrica di Copernico, opponendosi a chi la considerava solo un'ipotesi matematica, come nel caso del teologo Osiander (testo).

  3. Come concepiva Bruno l'universo?
  4. Bruno vedeva l'universo come infinito e privo di centralità, eliminando ogni distinzione gerarchica e concependo un cosmo animato (testo).

  5. Quali sono i fondamenti ontologici della cosmologia di Bruno?
  6. Nel "De la causa, principio et uno", Bruno esplora la causa dell'universo, identificando l'anima del mondo e la materia universale come le due sostanze fondamentali, superando poi questo dualismo con una sostanza unica (testo).

  7. Qual è il ruolo dell'operosità secondo Bruno?
  8. Bruno sostiene che l'operosità intellettuale e manuale distingue l'uomo dagli altri esseri, rendendolo capace di produrre e di meritare, mentre l'ozio è visto come un male da combattere (testo).

  9. Come critica Bruno la religione e la storia?
  10. Bruno critica il luteranesimo per il suo approccio passivo alla salvezza e considera la religione come strumento politico, mentre vede la storia come un ciclo di fioritura e decadenza, sottoposta al gioco dei contrari (testo).

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