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Concetti Chiave

  • Giordano Bruno, nato nel 1548 a Nola, lasciò l'ordine Domenicano a causa dei suoi dubbi religiosi e visse in diverse città europee prima di essere arrestato dall'Inquisizione.
  • Arrestato nel 1592 a Venezia, fu condannato a morte per aver rifiutato di rinnegare le sue idee, venendo arso vivo nel 1600 a Roma.
  • Bruno sviluppò un pensiero magico-ermetico, proponendo un ritorno all'ermetismo egiziano come soluzione alle diversità religiose e intolleranze.
  • La sua filosofia monistica afferma che Dio è presente in ogni cosa e che l'universo è un organismo infinito, con un principio unico che unisce materia e forma.
  • Bruno sostiene una morale attivistica, valorizzando il lavoro e l'ingegno umano come mezzi per dominare la materia e raggiungere l'unità con la natura.

La vita di Giordano Bruno

Nato a Nola nel 1548, entrò nei Domenicani ma, in seguito al suo spirito insofferente ed ai suoi dubbi sulla religione cristiana, lasciò il convento e si rifugiò all’estero (1576).

L'arresto e la condanna

Fu a Ginevra, Tolosa e Parigi. Insegnò ad Oxford e Marburgo e, nel 1592, si recò a Venezia su invito del nobile Giovanni Mocenigo, che voleva apprendere le arti magiche. Denunciato dallo stesso Mocenigo, Bruno fu arrestato dall’Inquisizione veneziana, a cui si sottomise. Quando però venne trasferito all’Inquisizione di Roma, si rifiutò di rinnegare le proprie idee e quindi fu arso vivo sul rogo nel febbraio del 1600 a Campo dei Fiori (Roma).

Le opere principali di Bruno

Le sue opere principali sono: De umbris idearum, la Cena de le Ceneri, De la causa, principio e uno, De l’infinito, universo e mondi, Spaccio della bestia trionfante, Degli eroici furori.

Il pensiero magico-ermetico

La chiave interpretativa del pensiero di Bruno è il filone magico - ermetico, già sviluppato in chiave cristiana da Marsilio Ficino. Bruno ritiene possibile servirsi della filosofia (in particolare di quella neoplatonico-rinascimentale) per elaborare un messaggio salvifico di tipo gnostico, considerando la natura come tutta viva ed animata; ciò spiega anche la sua passione per la mnemotecnica, che ha la pretesa di impadronirsi del sapere con artifici mnemonici e di fare progredire la scienza con una tecnica inventiva rapida e miracolosa. Soprattutto l’Egitto e la religione egiziana sono viste dal Bruno come “immagini dal cielo”, come “religione buona e vera” distrutta dal cristianesimo. Egli pensava che un ritorno all’ermetismo magico egiziano avrebbe costituito un’alternativa all’intolleranza religiosa ed una soluzione alle diversità confessionali (dimenticando però che proprio la magia era avversata sia dai Cattolici che dai Protestanti), permettendo infine di fondare un’etica a carattere utilitaristico con intenti sociali. La religione positiva, come sistema di credenze, gli appare assurda e ripugnante, adatta solo ai popoli ignoranti e rozzi, che vuol far credere che è vile e scellerato ciò che alla ragione pare eccellente.

La filosofia monistica di Bruno

La filosofia di Bruno è tutta ispirata ad una religiosità profonda: per Bruno tutto è Dio e Dio è tutto, egli fu “ebbro” di Dio; tuttavia la sua religiosità è di tipo monistico ed immanentistico (cfr. schema).

La visione dell'universo di Bruno

Al di sopra di tutta la realtà (quindi come Dio) Bruno ammette una “causa” od un “principio” supremo che chiama “mens super omnia”, da cui tutto deriva, ma che ci rimane inconoscibile (non è altro che una rivisitazione dell’”Uno” plotiniano). Questo principio, immanente al cosmo, si esprime, si mostra, come “mens insita omnibus”, ossia Anima del cosmo, che opera tramite l’Intelletto universale, cioè l’insieme di tutte le idee o forme che plasmano dal di dentro quel grande ricettacolo universale che è la materia, specificandola negli infiniti esseri del mondo.

In quanto spirito animatore delle cose, Dio è causa e principio dell’essere: causa in quanto Energia produttrice del cosmo, principio perché elemento costitutivo delle cose. Infatti l’universo è un immenso ed infinito organismo dotato di un’unica forma ed un’unica materia: l’unica forma è appunto Dio come anima del mondo datrice di forme (=principio attivo), l’unica materia è la massa corporea del mondo, il substrato informe, che l’intelletto divino anima e plasma (=principio passivo).

La materia e la forma

Si noti tuttavia: 1) come la materia per Bruno non sia pura potenza od assoluta passività, in quanto essa non riceve passivamente le forme dall’esterno, ma avendole già in sè, per opera dell’Intelletto “le manda e caccia dal suo seno”; 2) come la materia non sia qualcosa di separato dalla forma (quindi da Dio), ma costituisca un tutt’uno globale con essa, in quanto materia e forma, anima e corpo non sono due sostanze, ma due aspetti (che solo astrattamente possono essere distinti) di quell’unica sostanza universale ed infinita che è la Natura, che Bruno concepisce come Dio, come l’Uno-Tutto.

L'anima umana e la natura

L’anima umana va in cerca della natura per ricongiungersi con essa. Il grado più alto della speculazione filosofica, quindi, è la visione magica dell’unità della natura e della sua vitalità inesauribile. Per Bruno il filosofo è il “furioso”, l’assetato di infinito, che andando al di là di ogni limite, con uno sforzo “eroico” ed appassionato, raggiunge una sorta di sovrumana immedesimazione con il processo cosmico per cui luniverso si dispiega nelle cose e le cose si risolvono nell’universo.

La morale attivistica di Bruno

Bruno tuttavia, sdegnando ogni morale ascetica e misticheggiante, si dichiara a favore di una morale attivistica, che esalta i valori della fatica, dell’ingegnosità e del lavoro umano, in quanto assoggettano la materia all’intelligenza.

Solo pochi però riescono, attraversando i vari gradi d’amore, a congiungersi con la natura.

Mente sopra le cose - inconoscibile - oggetto di fede

Dio

Anima del mondo

Mente nelle cose = conoscibile Universo

Materia

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il percorso di vita di Giordano Bruno e come ha influenzato il suo pensiero?
  2. Giordano Bruno, nato a Nola nel 1548, lasciò l'ordine dei Domenicani a causa dei suoi dubbi religiosi e si rifugiò all'estero. La sua vita di insegnamento e le sue idee innovative lo portarono all'arresto e alla condanna da parte dell'Inquisizione, culminando nel suo rogo nel 1600 a Roma.

  3. Quali sono le opere principali di Giordano Bruno?
  4. Le opere principali di Bruno includono "De umbris idearum", "La Cena de le Ceneri", "De la causa, principio e uno", "De l’infinito, universo e mondi", "Spaccio della bestia trionfante" e "Degli eroici furori", che riflettono il suo pensiero magico-ermetico e la sua visione filosofica.

  5. Come si caratterizza il pensiero magico-ermetico di Bruno?
  6. Il pensiero di Bruno è influenzato dal filone magico-ermetico, che considera la natura come viva e animata. Egli propone un ritorno all'ermetismo egiziano come alternativa all'intolleranza religiosa, cercando di fondare un'etica utilitaristica e sociale.

  7. Qual è la visione dell'universo secondo Giordano Bruno?
  8. Bruno concepisce l'universo come un immenso organismo in cui Dio è sia causa che principio dell'essere. La sua filosofia monistica afferma che materia e forma sono inseparabili, costituendo un'unica sostanza universale che è la Natura, identificata con Dio.

  9. Qual è la morale attivistica proposta da Bruno?
  10. Bruno rifiuta la morale ascetica e sostiene una morale attivistica che valorizza il lavoro, l'ingegnosità e la fatica umana, ritenendo che solo pochi riescano a congiungersi con la natura attraverso un amore intenso e un impegno eroico.

Domande e risposte

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