Concetti Chiave
- Cartesio cerca una verità indubitabile al di fuori della matematica, avviando un dubbio metodico che culmina nel famoso "cogito ergo sum".
- Per dimostrare l'esistenza delle cose, Cartesio sostiene che è necessario dimostrare prima l'esistenza di Dio, partendo dall'idea innata di Dio stesso.
- L'idea avventizia, percepita come reale, deve avere una causa divina, poiché Dio è considerato la somma bontà che non inganna.
- Il dualismo cartesiano distingue tra res cogitans (pensiero libero) e res extensa (corpo soggetto a necessità), riflettendosi nell'interazione tra anima e corpo.
- La ghiandola pineale è vista come il punto di connessione tra la res cogitans e la res extensa, facilitando il passaggio delle idee dal corpo alla mente.
Qual è il dubbio di Cartesio?
Cartesio vuole trovare una verità che sia assolutamente indubitabile, ma che non appartenga alla matematica. Perciò inizia a dubitare dei sensi, poi della ragione e successivamente della matematica (il dubbio diventa iperbolico) – egli sostiene che ci potrebbe essere un genietto malefico che inganna e fa sembrare evidente. Ma considerando che mi inganna io devo esserci, quindi sul fatto che ci sono non posso sbagliare. Ma questa evidenza è che ci sono come pensiero, non fisicamente (cogito ergo sum); il pensiero è presente a se stesso. Il dubbio è metodico, letteralmente significa “la strada per cui”, quindi vorrebbe arrivare ad una certezza assoluta, non come gli scettici che dubitano tutto. Per recuperare la certezza si deve partire da ciò che abbiamo, ovvero la coscienza, con dentro i suoi contenuti, ovvero le idee (cogito, cogitata). Ciò che manca è qualunque realtà fuori dalla coscienza, quindi per avere la certezza devo dimostrare che esiste la realtà fuori dalla coscienza partendo dalle idee, che sono di tre tipi: innate, avventizie (fortissima convinzione che viene da fuori) e fattizie (quelle che facciamo noi).
La dimostrazione dell'esistenza di Dio
La prima cosa che dimostra è l’esistenza di Dio, perché per dimostrare che esistono le cose ha bisogno di sapere che c’è Dio. Lo dimostra partendo dall’idea di Dio, che è innata. Prendendo poi l’idea avventizia, e deve essere certo che è avventizia, perché essendoci l’effetto deve esserci anche la causa. Ma è sicuro che proviene da Dio, che è la somma bontà, che non farebbe vivere la creature in uno stato di perenne allucinazione, quindi quando penso che l’idea è avventizia ne sono certo, perciò essendoci l’effetto c’è anche la causa. La causa è esterna se l’idea è avventizia. Così dimostra che c’è anche il mondo dei corpi (res extensa). L’essere corpo corrisponde all’avere estensione nello spazio, che è l’unica caratteristica di cui siamo certi. Dopo la rivoluzione la nuova scienza considera solo gli aspetti quantitativi, non più qualitativi.
Dualismo e res cogitans
La res cogitans è libera, la res extensa è sottoposta alla necessità, hanno quindi caratteristiche opposte. Per questo c’è il dualismo, che esiste nell’uomo (“angioletto + automa”). Nel corpo ci sono gli spiriti animati che trasportano le idee nel cervello (ghiandola pineale), in cui c’è l’anima ovvero la res cogitans, che incontra la res extensa.
Domande da interrogazione
- Qual è l'obiettivo principale del dubbio cartesiano?
- Come dimostra Cartesio l'esistenza di Dio?
- Qual è la differenza tra res cogitans e res extensa?
- Qual è il ruolo della ghiandola pineale nel pensiero cartesiano?
Cartesio cerca una verità assolutamente indubitabile al di fuori della matematica, iniziando a dubitare dei sensi, della ragione e della matematica stessa, per arrivare infine alla certezza del pensiero (cogito ergo sum).
Cartesio dimostra l'esistenza di Dio partendo dall'idea innata di Dio e dall'idea avventizia, affermando che l'effetto (l'idea avventizia) implica una causa (Dio), che non può ingannare le creature.
La res cogitans è libera e legata al pensiero, mentre la res extensa è soggetta alla necessità e rappresenta il corpo, evidenziando il dualismo presente nell'essere umano.
La ghiandola pineale è vista come il punto di incontro tra la res cogitans (anima) e la res extensa (corpo), dove gli spiriti animati trasportano le idee nel cervello.