Concetti Chiave
- Agostino scrive "La città di Dio" per rispondere al clima di paura dei Cristiani dopo il sacco di Roma del 410, sostenendo che il Cristianesimo non porta alla debolezza dell'Impero.
- Espone la lotta tra due città: la città terrena, dominata dalla cupidigia, e la città di Dio, caratterizzata dalla carità e dai doveri sociali, senza una netta separazione tra le due.
- Dividi la storia in epoche significative, dall'era di Adamo fino alla fine del mondo, evidenziando il progresso spirituale in tre fasi: senza legge, sotto legge, e dominati dalla Grazia divina.
- Critica le virtù romane, considerandole apparenti senza Cristo, e attribuisce il declino di Roma non all'abbandono delle divinità pagane, ma a un disegno della Provvidenza.
- Agostino esprime una certa stima per Platone e Plotino, riconoscendo il loro contributo alla spiritualità, ma critica la loro incapacità di indicare la via verso la città di Dio attraverso l'incarnazione del Verbo.
Una delle opere fondamentali di Agostino à La città di Dio, composta fra il 413 e il 426. Nel 410 il sacco di Roma da parte dei Goti, comandati da Alarico conferma che la forza e la sicurezza dell’ Impero romano erano legate alla religione pagana, mentre il Cristianesimo portava alla debolezza e alla progressiva scomparsa dell’esistente. Per far fronte a tale sentimento di paura dei Cristiani di essere sommersi dai fatti, Agostino scrive La città di Dio.
La lotta tra due città
Egli afferma che nella vita, l’uomo è dominato da un’alternativa: vivere secondo i dettami della carne o vivere secondo i dettami dello spirito. E la stessa alternativa si ritrova lungo il corso della storia E’ come se esistesse una lotta fra due città: la città della carne e la città dello spirito, la città terrena e la città del demonio, la società dei cattivi e la città di Dio che corrisponde alla comunità dei giusti. Queste due città non si dividono mai in modo netto il loro campo di azione e nessun periodo storico è dominato esclusivamente dall’una o dall’altra. Questo avviene perché dipendono esclusivamente da ciò che ogni singolo uomo decide di essere. I cittadini della città terrena sono dominati dalla cupidigia, mentre quelli della città celeste praticano lo spirito di carità e rispettano serenamente i doveri imposti dalla società. Nessun segno esteriore distingue queste due città ed ogni individuo può capire a quale di esse appartiene soltanto se interroga se stesso anche perché l’intreccio fra le due città è inestricabile e di difficile comprensione.
Epoche storiche secondo Agostino
Sulla base del suo schema teologico, Agostino individua alcune epoche e periodi della storia:
1. da Adamo al diluvio universale
2. da Noè ad Abramo
3. da Abramo a Davide
4. da Davide alla cattività babilonese
5. dalla cattività babilonese alla nascita di Gesù Cristo
6. dalla nascita di Cristo alla fine del mondo
Secondo i gradi del progresso spirituale, Agostino divide la storia dell’umanità in tre periodi:
1. Il periodo in cui gli uomini vivono senza alcuna legge in cui non è presente la lotta contro i beni del mondo
2. Il periodo in cui gli uomini vivono sotto la legge, combattono contro i beni del mondo e da questa lotto escono vinti
3. Il periodo in cui gli uomini sono dominati dalla Grazia divina, combattono contro i beni del mondo e ne escono vittoriosi
Il declino di Roma e la Provvidenza
Romolo che richiama il fratricidio di Caino da cui è nata la città terrena. Egli considera Roma come la Babilonia dell’Occidente: alle sue origini troviamo il fratricidio di Romolo che rispecchia il fratricidio di Caino che sta alla base della città terrena. Le tanto decantate virtù romane in realtà sono soltanto apparenti perché non può esistere una virtù senza la presenza di Gesù Cristo. Di conseguenza, il concetto secondo cui il declino e le sventure che hanno interessato Roma nel Basso Impero non sono causate dall’abbandono del culto delle tradizionali divinità pagane, anche perché i mali fisici e morali a Roma sono sempre esistiti anche quando il Cristianesimo non esisteva ancora. La stessa costruzione dell’Impero non è stata voluta dai falsi dei pagani, bensì da un disegno della Provvidenza.
Agostino e la filosofia pagana
Nel libro VIII del De civitati Dei, Agostino prende in esame la filosofia pagana. Fra tutti i filosi pagani, egli nutre stima per Platone perché ha riconosciuto la spiritualità e l’unità di Dio, anche se, come tanti altri, ha ammesso il culto delle divinità pagane. Prova stima anche per Plotino anche se ne suoi confronti egli ha delle riserve perché non ha insegnato che il Verbo si è incarnato. Per Agostino, i filosofi antichi hanno senz’altro il merito di aver intravisto la città di Dio, ma purtroppo non hanno saputo indicare all’uomo la via per raggiungerla che è costituita dall’incarnazione del Verbo.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale de "La città di Dio" di Agostino?
- Come Agostino suddivide la storia dell'umanità?
- Qual è la visione di Agostino riguardo al declino di Roma?
- Qual è l'opinione di Agostino sulla filosofia pagana?
- Come si manifesta l'intreccio tra le due città secondo Agostino?
Il tema centrale è la lotta tra due città: la città della carne e la città dello spirito, che rappresentano rispettivamente la vita secondo i desideri terreni e quella secondo i principi divini.
Agostino divide la storia in sei epoche, da Adamo fino alla fine del mondo, e in tre periodi basati sul progresso spirituale: senza legge, sotto la legge, e dominati dalla Grazia divina.
Agostino considera il declino di Roma non come una conseguenza dell'abbandono del paganesimo, ma come parte di un disegno della Provvidenza, sottolineando che le virtù romane sono apparenti senza la presenza di Cristo.
Agostino stima Platone e Plotino per la loro visione della spiritualità e dell'unità di Dio, ma critica la loro incapacità di riconoscere l'importanza dell'incarnazione del Verbo per raggiungere la città di Dio.
L'intreccio tra la città terrena e la città di Dio è complesso e inestricabile, poiché ogni individuo deve interrogarsi per comprendere a quale città appartiene, dato che nessun segno esteriore le distingue.