Concetti Chiave

  • Nel VI secolo a.C., la civiltà ionica fiorisce a Mileto, caratterizzata da democrazia e influenze orientali, dando vita a una nuova cultura intellettuale.
  • I filosofi ionici esplorano la physis, cercando un'arché unica che spiega la realtà oltre le apparenze, con concetti come monoismo, ilozismo e panteismo.
  • Talete di Mileto, fondatore della scuola ionica, è noto per i suoi contributi alla politica, astronomia e matematica, e sostiene che l'acqua è il principio della vita.
  • Anassimandro, contemporaneo di Talete, introduce l'apeiron come arché, una sostanza infinita da cui derivano tutte le cose, e descrive il ciclo di vita e morte degli esseri.
  • Anassimene, discepolo di Anassimandro, identifica l'aria come principio di tutte le cose, evidenziando i processi di rarefazione e condensazione come meccanismi di trasformazione nel mondo.

Indice

  1. La nascita della civiltà ionica
  2. Il pensiero dei filosofi ionici
  3. Talete di Mileto: il sapiente
  4. Anassimandro e l'apeiron
  5. Anassimene e il principio dell'aria

La nascita della civiltà ionica

Nel VI secolo a.C. Nella Ionia si sviluppa una fiorente civiltà che ha uno dei suoi centri più importanti a Mileto. Qui, l'affermarsi di forme politiche democratiche, l’allargarsi degli orizzonti della mentalità, i contatti con le civiltà orientali, sono tutti i fattori che contribuiscono all'elaborazione di una nuova cultura e di nuove figure di intellettuali, che riuniscono in sé i tratti di filosofi, scienziati e tecnici.

Il pensiero dei filosofi ionici

Il pensiero dei primi filosofi si incentra sul problema della natura, o physis. Gli ionici credono che al di là dell'apparenza molteplice e mutabile delle cose nel mondo, sia rintracciabile una realtà unica ed eterna, di cui Ciò che esiste è una manifestazione passeggera. Questo è l'arché, ossia "principio", che è sia la materia originale da cui tutte le cose derivano, sia la forza che le ha generate e che le anima, sia la legge che spiega la loro nascita e la loro morte.

Sulla base di questi presupposti si comprendono:

  • il monoismo, secondo il quale dietro il divenire del mondo Esiste un unico principio
  • l'ilozismo, che ritiene che la materia primordiale si è dotata di una forza intrinseca che la Fa muovere
  • il panteismo, che Identifica il principio eterno del mondo con la divinità.
  • Talete di Mileto: il sapiente

    il fondatore della scuola ionica è Talete di Mileto, chi vive verso la fine del VII secolo a.C. Fu un uomo politico (spinse i greci della Ionia a unirsi in uno stato federativo), un astronomo (previsto un eclissi solare), un matematico (formulò vari teoremi geometrici) e un fisico (scoprì le proprietà del magnete).

    Aveva la fama di essere un sapiente continuamente assolto nella riflessione: Questa immagine è testimoniata dall’aneddoto di Platone, secondo il quale Talete, Osservando il cielo, cadde in un pozzo. Un altro aneddoto di Aristotele, secondo il quale Talete riuscì a prevedere un abbondante raccolto di olive e prese in affitto tutti i frantoi della zona, per poi subaffittarli a un pr ezzo più alto, lo dipinge, invece, come un abile uomo d'affari e mira a dimostrare che la scienza non è inutile, sebbene spesso gli scienziati non se ne servono per arricchirsi.

    Talete non ha lasciato scritti filosofici e la conoscenza della sua dottrina si deve ad Aristotele.

    Talete afferma che l'acqua è il principio della vita e del mondo. Questa credenza è in realtà antichissima: già nei poemi omerici, si Narra di come l'unione dei due titani oceano e Teti abbia dato vita a tutti i corpi d'acqua. Sostiene la generazione dall'umido, osservando che il nutrimento di ogni cosa è umido, ovvero ciò da cui tutto si genera e ha principio, persino il caldo. Afferma Dunque che l'acqua, essendo nelle cose umide, è il principio della loro natura.

    Talete sosteneva anche che la terra stesse sopra l'acqua: in questo senso l'acqua è sostanza, ovvero "ciò che sta sotto" e "sostiene".

    Talete afferma che "tutto è pieno di dei", esprimendo una visione panteistica e ilozistica delle cose.

    Anassimandro e l'apeiron

    Contemporaneo di Talete, Anassimandro, anche egli un uomo politico e astronomo è il primo autore greco di cui ci sono pervenuti gli scritti filosofici.

    Anassimandro è il primo a dare alla sostanza primordiale il nome di archè, principio, che egli Individua non in un particolare elemento fisico, ma nell'apeiron, qualcosa di infinito e indeterminato, dal quale tutte le cose traggono origine e nel quale torneranno a dissolversi quando si conclude il ciclo che una legge necessaria è stabilito per esse. Questo va concepito non come una miscela dei vari elementi corporei con le proprie qualità determinate, ma come una materia in forme, all'interno della quale gli elementi non sono ancora distinti e perciò, oltre che infinita, è anche indefinita.

    Il processo attraverso il quale le cose derivano dalla sostanza primordiale è quello della separazione: la sostanza infinita È animata da un eterno movimento, in virtù del quale i contrari si separano in essa e da essa, dando gradualmente origine a tutte le cose. Attraverso questo processo, si generano infiniti mondi, che si succedono l'uno all'altro in un ciclo eterno: ogni mondo e ogni cosa che lo abita ritornerà nella materia indistinta Da cui proviene. Ciò accade secondo una legge Cosmica che impone un limite alla vita del mondo, ovvero la punizione per un'ingiustizia commessa (adikia). Questa ingiustizia, che tutti gli esseri devono espiare, è legata alla loro stessa nascita, che costituisce una rottura dell'Unità che è propria dell'infinito: con la separazione si determina la condizione propria degli esseri finiti, diversi e contrari tra loro, quindi destinati a scontare con la loro morte la loro stessa nascita e ritornare all'unità.

    Il filosofo descriveva la forma della terra come un cilindro che si Libra Nel mezzo del mondo senza essere sostenuto da nulla. In più, crede che gli uomini non siano esseri originari, nate insieme con la natura, poiché non sanno nutrirsi da sé, ma sostiene che essi abbiano tratto origine dai pesci e che, una volta divenuti capaci di proteggersi Da soli, furono gettati fuori l'acqua e divennero essere terrestri.

    Anassimene e il principio dell'aria

    anassimene di Mileto, discepolo di Anassimandro, riconosce come principio una materia determinata, l'aria, a cui attribuisce i caratteri del principio di Anassimandro: l'infinità e il movimento incessante, Vedendola come la forza che anima il mondo. Il mondo è come un animale gigantesco che respira. Dall'aria nascono tutte le cose ed è il principio del movimento e di ogni mutamento.

    Dall’aria nascono e si trasformano le cose secondo il doppio il processo della rarefazione e della condensazione: rare facendosi, l'aria diventa fuoco; condensandosi, diventa il vento, poi nuvola e, condensandosi ancora, acqua, terra e infine pietra.

    Anassimene mette il nascere il divenire ciclico del mondo, e quindi il suo dissolversi periodico Nel principio originario e il suo periodico rigenerarsi da esso.

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    Domande da interrogazione

    1. Quali sono i principali contributi della civiltà ionica nel VI secolo a.C.?
    2. La civiltà ionica, con centri come Mileto, ha visto l'emergere di forme politiche democratiche, un ampliamento della mentalità e contatti con civiltà orientali, contribuendo così a una nuova cultura e a figure intellettuali che univano filosofia, scienza e tecnica.

    3. Qual è il concetto di arché secondo i filosofi ionici?
    4. L'arché è il principio unico e eterno che sottende la realtà, manifestandosi nel mondo attraverso la materia e la legge che ne regola la nascita e la morte, come spiegato dai filosofi ionici.

    5. Chi è Talete di Mileto e quali sono le sue principali affermazioni?
    6. Talete è il fondatore della scuola ionica, noto per le sue idee politiche, astronomiche e matematiche. Sosteneva che l'acqua fosse il principio della vita e del mondo, affermando che "tutto è pieno di dei", esprimendo una visione panteistica.

    7. Cosa distingue Anassimandro nel pensiero filosofico greco?
    8. Anassimandro è il primo autore greco di cui ci sono pervenuti scritti filosofici e introduce il concetto di apeiron come sostanza primordiale infinita e indeterminata, da cui derivano tutte le cose attraverso un processo di separazione.

    9. Qual è la visione di Anassimene riguardo al principio dell'aria?
    10. Anassimene, discepolo di Anassimandro, identifica l'aria come principio fondamentale, descrivendola come una forza animatrice del mondo, da cui nascono tutte le cose attraverso i processi di rarefazione e condensazione.

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