Concetti Chiave
- Lo gnosticismo, movimento filosofico e religioso, si diffuse tra il II e il IV secolo d.C. nel mondo greco-romano, con una rapida sistematizzazione a partire dal 120 d.C.
- Il termine "gnosticismo" deriva dalla parola greca "gnósis", che significa "conoscenza", e si basa su una forma di conoscenza esoterica per la salvezza.
- Alla base dello gnosticismo c'è una concezione dualistica e negativa del mondo materiale, visto come un sepolcro per l'umanità e fonte di angoscia esistenziale.
- Il Salvatore-rivelatore risveglia la scintilla divina nell'individuo attraverso la gnosi, ma la salvezza è considerata un privilegio di pochi eletti, gli pneumatikoi.
- La spiegazione del male si basa su una frattura nell'unità originaria del plèrôma, con l'intervento di un demiurgo ribelle che ordina la materia, sovvertendo le rivelazioni dell'Antico Testamento.
Origini e diffusione dello gnosticismo
Lo gnosticismo è stato un movimento filosofico, religioso ed esoterico molto articolato e complesso, presente nel mondo greco-romano, la cui massima diffusione si ebbe tra il II e il IV secolo d.C. Lo gnosticismo inizia la sua sistematizzazione verso il 120 d.C. e nel giro di 60 anni divenne un fenomeno su larga scala: ad Alessandria troviamo: Carpocrate, Basilide (125) e Valentino (130); in Egitto sorge la Pistis Sofia (ca. 130); in Samaria Simon Mago (epoca neotestamentaria); in Siria i Barbelioniti (120) e gli Ofiti (150); a Edessa Bardesane (200); ad Antiochia (110) Saturnilo; in Asia Minore Marco (200), i Nicolaiti (100) e Teodoto (190); a Roma Cerdone (140), Valentino (160) e Eraclione (170); a Lione Tolomeo (160). Per circa 50 anni la Chiesa non si accorse di questo fenomeno. Nella Roma di papa Vittore c’era una moltitudine di sette gnostiche di cui neppure i vescovi ne avevano perfetta coscienza; fu Ireneo a suonare l’allarme. Dopo Marcione e il manicheismo lo gnosticismo in occidente svanì. Alcune dottrine continuarono tra i mandei e sono state trovate tracce gnostico-manichee perfino in Cina. Il termine gnosticismo deriva dalla parola greca gnósis (γνῶσις), cioè "conoscenza". Anche se parrebbe collocarsi principalmente in un contesto cristiano, non si possa parlare di una gnosi precristiana cronologicamente preesistente. Però si nota che accanto a documenti gnostici cristiani, ci sono pervenuti scritti gnostici di provenienza giudaica e testi gnostici di provenienza pagana (almeno a cavallo tra il I e il II secolo). È negli ambienti di frontiera che la gnosi ha avuto campo: i confini tra le religioni, tra ortodossia e eterodossia, non erano infatti così nitidi e un pagano colto che partecipasse alle riunioni cristiane, poteva assimilarne qualche dottrina e inserirla nel proprio sistema. Queste frange di giudaismo, paganesimo e cristianesimo (dove era ancora ammissibile parlare di Jhwh come di un cattivo demiurgo) trovarono unità attorno a delle teosofie di stampo platonico o medioplatonico, che poi si imbevvero di elementi giudaici e/o cristiani.
La natura dualistica dello gnosticismo
Parlando di gnosticismo ci troviamo di fronte a numerose sette ma che hanno uno sfondo comune : Alla base c’è una concezione dualistica e negativa del mondo materiale, ridotto a sepolcro del genere umano. Lo gnostico è un uomo che si sente alienato nel mondo materiale che lo circonda, straniero in un mondo che sa di trascendere. Confluisce in questo sentire il sentimento di angoscia del mondo ellenistico: l’individuo si sentiva sempre meno padrone del proprio destino, soggetto a forze (spesso astrali) ineluttabili; e quindi cerca nell’appartenenza religiosa una « salvezza ». Lo gnostico riconosce in sé una scintilla divina, separatasi dal plèrôma divino e decaduta nella materia, dove languisce in letargo.
Il ruolo del Salvatore-rivelatore
Il Salvatore-rivelatore risveglia la scintilla tramite la gnôsis di questo stato di cose: tale conoscenza procura allo gnostico una salvezza potenziale prossima a divenire definitiva - dopo la liberazione dal corpo. Il rivelatore viene nel mondo sotto apparenze umane: di solito autore di questo insegnamento è il Cristo Risorto che, in un periodo più lungo dei 40 gg “canonici” tra la risurrezione e l’ascensione, comunica ad alcuni discepoli questa conoscenza di tipo superiore, che poi viene trasmessa per via esoterica: così Paolo comunica questa conoscenza a Teuda e questi a Valentino; Pietro la comunica a Glaucia e questi a Basilide. Nella rivelazione si inserisce la spiegazione del male: nel plèrôma si ha una ricca generazione di entità che si “decentrano”, fino alla crisi, ad una frattura dell’originaria unità androgina di cui è generalmente responsabile un’entità femminile. A questo punto subentra una sostanza intermedia, angelica o psichica, per ordinare la materia: di solito si tratta di un Dio ribelle, un demiurgo, comunemente identificato con il Dio dell’AT; oppure quest’opera è assolta dagli arconti (e YHWH è il protoarconte). In questo senso, lo gnosticismo tende a sovvertire la rivelazione dell’AT. Prevalentemente la salvezza è un fatto elitario: pochi uomini sono in possesso della scintilla divina (gli pneumatikoi); alcuni altri (gli psychikoi, assimilati ai cristiani comuni) sono in possesso di un seme divino di secondo ordine e per loro è riservato un ricupero di grado inferiore; per la maggioranza degli uomini però l’esito finale sarà la dissoluzione nella morte (sono gli hylikoi).
Domande da interrogazione
- Qual è il periodo di massima diffusione dello gnosticismo?
- Qual è l'origine del termine "gnosticismo"?
- Qual è la concezione del mondo materiale secondo lo gnosticismo?
- Chi è il Salvatore-rivelatore nello gnosticismo?
- Qual è la visione gnostica del male e del demiurgo?
Lo gnosticismo ha raggiunto la sua massima diffusione tra il II e il IV secolo d.C., iniziando la sua sistematizzazione verso il 120 d.C. e diventando un fenomeno su larga scala in circa 60 anni.
Il termine "gnosticismo" deriva dalla parola greca "gnósis" (γνῶσις), che significa "conoscenza", e si riferisce a un movimento che, sebbene si collochi principalmente in un contesto cristiano, ha radici anche in scritti giudaici e pagani.
Lo gnosticismo presenta una concezione dualistica e negativa del mondo materiale, considerato un sepolcro per l'umanità, in cui l'individuo si sente alienato e cerca salvezza attraverso la religione.
Il Salvatore-rivelatore, spesso identificato con il Cristo Risorto, risveglia la scintilla divina nell'individuo tramite la gnôsis, offrendo una salvezza potenziale che si realizza dopo la liberazione dal corpo.
Nella visione gnostica, il male è spiegato attraverso una frattura nell'originaria unità divina, con un demiurgo, spesso identificato con il Dio dell'Antico Testamento, che crea e ordina la materia, mentre la salvezza è riservata a pochi eletti.