Concetti Chiave
- L'uomo comunica anche attraverso emozioni, atteggiamenti e gesti, non solo con parole scritte o parlate.
- La danza ha origini antiche e si è evoluta in numerose culture, diventando parte integrante di eventi significativi della vita collettiva.
- Le danze folkloristiche riflettono l'emotività umana e presentano caratteristiche uniche che variano da cultura a cultura.
- La danza classica segue schemi prestabiliti e utilizza la musica classica, mentre la danza moderna offre un'espressione più libera e personale.
- Il mimo arricchisce la comunicazione attraverso movimenti del corpo, permettendo di esprimere emozioni e narrazioni senza parole.
Comunicazione non verbale
L’uomo non comunica soltanto attraverso la parola parlata o scritta ma anche attraverso le emozioni, gli atteggiamenti, il ‘modo di porsi’ del suo corpo.
Già dalla nascita e fino ai 10/12 anni vi è un’evoluzione costante nei rapporti istaurati con sé stesso e con gli altri e con il mondo esterno. Dal corpo vissuto si giunge alla
coscienza del corpo proprio e alla sua padronanza per un controllo volontario della postura da fermi ed in movimento. La crescita sana e lo sviluppo della lateralizzazione, cioè l’uso coordinato delle parti del corpo, destra e sinistra, permetterà all’uomo di comunicare e di interagire con gli altri in modo migliore.
Accanto all’espressività come agli stati d’animo e di sensazioni vi sono gesti convenzionali che sostituiscono il linguaggio parlato, come i gesti degli arbitri di incontri sportivi, i gesti degli agenti di borsa, i gesti dei vigili per dirigere il traffico. Il corpo ha un linguaggio in quanto riesce ad esprimere ansia, desiderio, soddisfazione, inquietudine, aggressività, determinazione.
Il grado maggiore di espressività si ha nella danza e nel mimo.
Evoluzione della danza
Sin dalla preistoria si è espresso un linguaggio del corpo sotto forma di danza ed è entrata in tutte le manifestazioni importanti della vita dei popoli. Questo insieme di movimenti ritmici eseguiti individualmente o in gruppo sono stati spesso accompagnati da musiche strumentali o da canti con costumi e maschere particolarmente significative. Dagli Egizi agli Indiani, dai Cinesi ai Greci, ai Romani la danza si è evoluta ed ha espressioni proprie nelle varie culture. Nel ‘400 e nel Rinascimento vediamo che la danza diventa un fatto di educazione e si insegna ai nobili insieme alla scherma e alle buone maniere.
Danze folkloristiche e classiche
Le danze folkloristiche trovano le loro radici nel bisogno che avuto l’uomo di manifestare la propria emotività attraverso i gesti. Danzare significa trasmettere attraverso il proprio corpo emozioni, stati d’animo. Con il passare degli anni il danzare accompagnato da ritmi battuti su strumenti rudimentali prima, sofisticati poi, o dalla voce o dal canto, divenne modo di influire e di dominare le forze della natura o le stesse divinità.
Tutte le primitive forme di danza divennero patrimonio culturale da codificare e tramandare con il nome di danze folkloristiche o danze popolari (da folk: popolo, lore: scienza). Esse sono diverse da paese a paese, ed ognuna ha caratteristiche proprie sia nelle figure realizzate dai danzatori, sia nel modo di muoversi. Inoltre nelle danze folkloristiche sopravvivono scene di carattere magico, religioso, bellico e amoroso.
Danza moderna e mimo
La danza classica o balletto è condotta su uno schema di movimenti, gesti, passi precostituiti, fa uso della musica classica ed è prevalentemente narrativa. Vi sono passi che costituiscono la coreografia che vengono migliorati negl’anni dai ballerini. All’inizio del ‘900 si ha una diramazione e nasce la danza moderna, una vera evoluzione-rivoluzione della danza classica, con Isadora Ducan che si avvale di questo linguaggio espressivo per rendere sul palcoscenico la realtà concreta e sociale dell’Uomo moderno non idealizzato. Così facendo ogni artista crea il suo modo personale di comunicare.
In tutte queste espressioni che fa spesso e volentieri capolino “il mimo”: mimare significa appunto comunicare in forma creativa con il solo uso di movimenti del corpo.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della comunicazione non verbale nell'interazione umana?
- Come si sviluppa la consapevolezza del corpo nei bambini?
- Qual è il ruolo dei gesti convenzionali nella comunicazione?
- In che modo la danza riflette la cultura di un popolo?
- Qual è la differenza tra danza classica e danza moderna?
La comunicazione non verbale è fondamentale poiché l'uomo esprime emozioni, atteggiamenti e il proprio modo di porsi attraverso il corpo, oltre che con le parole. Questo aspetto è essenziale per interagire efficacemente con gli altri.
Nei bambini, la consapevolezza del corpo si evolve dalla nascita fino ai 10/12 anni, passando dalla percezione del corpo vissuto alla padronanza della postura e del movimento, facilitando così una comunicazione più efficace.
I gesti convenzionali, come quelli degli arbitri o dei vigili, sostituiscono il linguaggio parlato e permettono di esprimere stati d'animo e sensazioni, dimostrando che il corpo ha un linguaggio proprio.
La danza, sin dalla preistoria, è stata un linguaggio del corpo che esprime emozioni e stati d'animo, diventando parte integrante delle manifestazioni culturali e sociali di un popolo, con forme diverse in ogni cultura.
La danza classica segue schemi precostituiti e utilizza musica classica, mentre la danza moderna, emersa all'inizio del '900, rappresenta una rivoluzione espressiva, permettendo agli artisti di comunicare la realtà sociale dell'uomo moderno in modo personale.