Concetti Chiave
- I costi di manutenzione si dividono in ordinari, che mantengono l'efficienza, e straordinari, che la aumentano.
- I costi di riparazione non sono programmabili e possono essere previsti con operazioni di manutenzione periodica.
- Le operazioni di manutenzione possono essere effettuate da terzi o in economia, con diverse modalità di rilevazione contabile.
- Interventi di manutenzione regolari richiedono accantonamenti per coprire i costi su più esercizi, evidenziando la competenza economica.
- I costi incrementativi da ammodernamenti e ampliamenti devono essere patrimonializzati se modificano le caratteristiche del bene.
Costi di manutenzione
COSTI DI MANUTENZIONE: sono sostenuti per conservare in efficienza i beni strumentali, al fine di garantirne la vita utile prevista e preservarne la capacità e la produttività originaria.
Essi possono essere:
• Ordinari: mantengono stabile l’efficienza del bene;
• Straordinari: aumentano l’efficienza del bene.
COSTI DI RIPARAZIONE: sono sostenuti per porre riparo a guasti e rotture dei beni strumentali; non possono essere programmati ma, entro certi limiti, possono essere ragionevolmente previsti ed evitati con le periodiche operazioni di manutenzione.
Esecuzione delle operazioni
Le operazioni di manutenzione e riparazione possono essere:
• Eseguite da terzi: l’impresa può attribuire l’incarico di volta in volta a imprese specializzate.
Si rileva la fattura emessa dall’impresa.
Manutenzioni e riparazioni - Dare
IVA ns/credito - Dare
Debiti v/fornitori - Avere
• Eseguite in economia: quando vengono effettuate all’interno dall’impresa.
In tal caso, l’operazione non risulta documentata da una fattura e viene rilevata solamente in contabilità gestionale.
In contabilità generale, non deve essere eseguita alcuna rilevazione in quanto i costi sostenuti per la manutenzione e la riparazione incidono comunque sul reddito d’esercizio; infatti, il consumo delle risorse impiegate risulta indistintamente rilevato per natura nei conti accesi ai costi d’acquisto dei materiali, ai costi di manodopera, agli ammortamenti delle attrezzature, dei macchinari ecc…
Manutenzione regolare e accantonamenti
Quando sono richiesti interventi di manutenzione regolari, ma da effettuarsi ad intervalli di tempo distanziati di alcuni anni, lai interventi di manutenzione regolari, ma da effettuarsi ad intervalli di tempo distanziati di alcuni anni, la competenza economica del costo di manutenzione non è soltanto dell’esercizio in cui materialmente si effettua l’operazione , ma è di tutti gli esercizi in cui il bene viene utilizzato.
Occorre pertanto provvedere a opportuni accantonamenti in un apposito fondo oneri futuri.
Accantonam. Manut. progr. - Dare
Fondo manutenzioni progr. - Avere
C.E. di reddito d’esercizio
C.F. (fondi oneri futuri)
Ammodernamenti e ampliamenti
Gli ammodernamenti e gli ampliamenti (manutenzioni straordinarie)
Se il tipo di intervento eseguito modifica sostanzialmente le caratteristiche del bene, i costi derivanti dall’operazione devono essere considerati di natura pluriennale e pertanto vanno patrimonializzati.
Tali operazioni riguardano l’ampliamento, l’ammodernamento ecc…
I costi sostenuti per queste operazioni, sono genericamente indicati come costi incrementativi.
Anche per gli ampliamenti, ristrutturazioni ecc…, l’impresa può optare fra due alternative:
• Appalto a terzi: i costi sostenuti sono documentati dalle fatture emesse da chi ha eseguito i lavori;
• Esecuzione in economia: la patrimonializzazione ha il duplice scopo di evidenziare del costo del bene (S.P.) e di stornare i costi che non sono di competenza (S.E.).
COSTI INCREMENTATIVI APPALTATI A TERZI:
Terreni e fabbricati - Dare
IVA ns/credito - Dare
Debiti v/fornitori - Avere
COSTI INCREMENTATIVI SOSTENUTI IN ECONOMIA:
Terreni e fabbricati - Dare
Costruzioni in economia - Avere
Le immobilizzazioni vengono rilevate in contabilità al costo storico che esprime:
• Il costo di riacquisto o di riproduzione, in caso di apporto;
• Il costo di acquisto, in caso di acquisto da terzi;
• Il costo di produzione, in caso di costruzione in economia.
Durante il periodo di vita utile del bene, è possibile che il valore del bene subisca:
• Una sensibile diminuzione a causa della diversa destinazione d’uso o del fenomeno dell’obsolescenza (in questi casi si dovrà procedere ad una svalutazione);
• Un sensibile aumento a causa della perdita del potere d’acquisto della moneta in periodi di accentuata inflazione o della mutata destinazione d’uso (in questi casi si dovrà procedere ad una rivalutazione).
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra costi di manutenzione ordinari e straordinari?
- Come vengono classificati i costi di riparazione?
- Qual è l'importanza degli accantonamenti per la manutenzione regolare?
- Cosa si intende per costi incrementativi e come vengono trattati?
- Quali sono le conseguenze della svalutazione e rivalutazione delle immobilizzazioni?
I costi di manutenzione ordinari servono a mantenere stabile l’efficienza del bene, mentre i costi straordinari aumentano l’efficienza del bene stesso.
I costi di riparazione sono sostenuti per riparare guasti e rotture e non possono essere programmati, ma possono essere previsti e evitati con manutenzioni periodiche.
Gli accantonamenti sono necessari per coprire i costi di manutenzione che si verificano in esercizi futuri, garantendo che la competenza economica sia distribuita su tutti gli esercizi in cui il bene è utilizzato.
I costi incrementativi derivano da ammodernamenti e ampliamenti che modificano le caratteristiche del bene e devono essere patrimonializzati, essendo considerati di natura pluriennale.
La svalutazione avviene in caso di diminuzione del valore del bene, mentre la rivalutazione si applica in caso di aumento del valore, come per inflazione o cambiamenti nella destinazione d'uso.