Concetti Chiave
- Il costo di un litro di latte è attualmente di circa 0,35 euro, e perdite anche minime per gli allevatori possono accumularsi e portare alla chiusura dell'attività.
- In Svizzera, le perdite economiche causate da Neospora si attestano intorno ai 10 milioni di euro all'anno, evidenziando l'impatto di questo parassita sugli allevamenti bovini.
- In Piemonte, la prevalenza di Neospora varia dal 5 al 50% delle vacche, con la maggior parte dei vitelli nati da madri positive che risultano già sieropositivi.
- La trasmissione verticale di Neospora risulta molto alta anche negli animali selvatici, con percentuali di oltre l'80% che contribuiscono a mantenere il parassita nell'ambiente.
- La mancanza di attenzione verso Neospora negli allevamenti è dovuta alla percezione del veterinario come un costo, rendendo difficile affrontare efficacemente il problema parassitario.
Impatto economico di Neospora
Un litro di latte viene pagato oggi circa 0,35 centesimi al litro e quindi è chiaro come anche una “piccola” perdita, come il dover prolungare l’asciutta di una vacca su 5-8 animali nello stesso periodo, crea una perdita enorme, che se ripetuta nel tempo, in alcuni casi, può quasi obbligare gli allevatori a chiudere l’attività.
In questa immagine è possibile visualizzare l’impatto economico di Neospora sull’allevamento bovino (dati di 10-15 anni perché ad oggi non ci sono dati più recenti). La Svizzera ha un patrimonio zootecnico Non paragonabile a quello Italiano, ma le perdite a causa di Neopsora si aggiravano attorno ai 10 milioni di euro
all’anno. Le manovre economiche erano circa di 40 milioni di euro.
Questo da un’idea di quanto certi parassiti, che ad oggi sono negletti, siano impattanti: oggi nessuno si preoccupa di Neoposra e di risolvere il problema che Neospora porta, ma ci si concentra su altri parassiti che però non hanno un impatto economico tale. Questa modalità di agire deriva dal fatto che il veterinario in allevamento è visto come un costo e la risoluzione del problema che porta il veterinario costa molto di più di quello che il veterinario stesso guadagna. Questo è un aspetto che si è perso negli ultimi dieci anni e se non si fosse perso ad oggi i veterinari si dovrebbero occupare di Neospora molto di più di quanto non stiamo facendo.
Prevalenza di Neospora in Piemonte
In Piemonte in tutti gli allevamenti in cui uno cerca Neospora la trova e la prevalenza è estremante variabile: dal 5 al 50% delle vacche positive. Quindi Neopsora è un parassita presente nella nostra realtà.
La stragrande maggioranza delle vacche che sono positive partoriscono vitelli sieropositivi: questo fa dedurre che il vitello ha prodotto degli anticorpi e che questi possano essere passivi e quindi trasmessi con il colostro.
Per risolvere il problema è necessario verificare lo status della madre e dei vitelli prima e dopo la somministrazione del colostro. Ciò che si nota è che comunque prima del colostro vi sono 2/3-3/4 dei vitelli, che nascono da madre positive, sono già positivi; quindi, Neospora ha una forte trasmissione di tipo verticale.
Trasmissione nei selvatici
Anche analizzando gli animali selvatici (caprioli, cinghiali e volpi) è possibile cercare la prevalenza di Neospora (attorno al 30%): la cosa interessante è che si ha una trasmissione verticale molto alta, da più dell’80 al 100%.
La tendenza alla trasmissione verticale è molto alta in questo parassita: si avranno come vantaggio il fatto che in questo modo può mantenersi facilmente nell’ambiente; come svantaggio il fatto che manca la riproduzione sessuata nell’ospite definitivo. Basta effettuarla una tantum perché la trasmissione verticale permette comunque al parassita di essere molto presente: così facendo si aumenta la probabilità di effettuare riproduzione sessuata perché si avrà un numero molto alto di ospiti intermedi infetti e quindi quando questi muoiono se vengono mangianti da un cane, da un lupo, da un coyote, da un dingo o da uno sciacallo si arriverà a poter effettuare riproduzione sessuata.
Domande da interrogazione
- Qual è l'impatto economico di Neospora sugli allevamenti bovini?
- Qual è la prevalenza di Neospora negli allevamenti piemontesi?
- Come si trasmette Neospora nei selvatici?
- Qual è il ruolo del veterinario nella gestione di Neospora?
- Quali sono le implicazioni della trasmissione verticale di Neospora?
Neospora causa perdite significative negli allevamenti, con stime di circa 10 milioni di euro all'anno in Svizzera, e manovre economiche di circa 40 milioni di euro, evidenziando l'importanza di affrontare questo parassita trascurato.
In Piemonte, la prevalenza di Neospora varia dal 5 al 50% delle vacche positive, con la maggior parte dei vitelli nati da madri positive che risultano anch'essi sieropositivi, indicando una forte trasmissione verticale.
Neospora presenta una prevalenza attorno al 30% negli animali selvatici come caprioli e cinghiali, con una trasmissione verticale molto alta, che può raggiungere il 100%, contribuendo alla sua diffusione nell'ambiente.
Il veterinario è spesso visto come un costo, e la risoluzione dei problemi legati a Neospora è sottovalutata, portando a una mancanza di attenzione su questo parassita rispetto ad altri che non hanno un impatto economico simile.
La trasmissione verticale di Neospora è molto alta, il che consente al parassita di mantenersi nell'ambiente, ma limita la riproduzione sessuata nell'ospite definitivo, aumentando la probabilità di infezione tra gli ospiti intermedi.