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Concetti Chiave

  • La legittimazione formale da parte del capo dello stato o del ministro degli affari esteri è necessaria per vincolare uno stato a un trattato internazionale, come stabilito dall'articolo 7 della Convenzione di Vienna.
  • L'invalidità di un trattato può essere sanata tramite conferma successiva o atteggiamenti concludenti delle autorità competenti, secondo l'articolo 8.
  • La manifestazione di consenso a un trattato senza l'autorizzazione parlamentare necessaria può comportare invalidità, limitata ad altri soggetti di diritto internazionale, come indicato nell'articolo 46.
  • Il principio di acquiescenza stabilisce che la mancata opposizione a un trattato implica accettazione tacita, limitando l'invocabilità delle cause di invalidità, in conformità all'articolo 45.
  • Paul Reuter evidenzia che l'invalidità di un trattato può essere invocata solo prima della sua esecuzione, poiché l'atto di esecuzione implica acquiescenza.

Legittimazione e invalidità dei trattati

L’articolo 7 della Convenzione di Vienna dispone che solo chi abbia ricevuto una formale legittimazione dal capo dello stato o dal ministro degli affari esteri potrà vincolare lo stato alla conclusione di un trattato internazionale. Qualora il soggetto che manifesta il consenso dello Stato non sia stato legittimato a farlo, sarà possibile invocare l’invalidità del trattato per violazione delle norme interne sulla stipulazione degli accordi internazionali.

Conferma e principio di estoppel

L’articolo 8 prevede altresì che l’invalidità possa essere sanata mediante conferma successiva, esplicita o consolidata da un atteggiamento concludente, da parte delle autorità competenti dello Stato invalidante. In conformità al principio di estoppel, l’articolo 45 vieta a qualsiasi stato di revocare la validità di un trattato precedentemente riconosciuta.

Violazioni e manifestazione del consenso

Una seconda ipotesi di violazione delle norme interne sulla stipulazione dei trattati riguarda le modalità di manifestazione del consenso: se viene adottata la formula semplificata per l’approvazione di un trattato anche in uno dei cinque casi che ex articolo 80 Cost. richiedono l’autorizzazione parlamentare, l’assenza di questo passaggio di importanza fondamentale sarà considerata causa invalidante promovibile solo da altri soggetti di diritto internazionale. L’articolo 46, infatti, prevede che nessuno stato possa invocare la nullità del proprio consenso nel caso in cui esso sia scaturito dalla violazione di una disposizione del proprio ordinamento; l’art. 46.2 concede una sola eccezione, relativa al caso in cui la violazione sia stata manifesta e inerente a una norma di importanza fondamentale, anche se dal punto di vista pratico questa disposizione trova una limitatissima applicazione.

Acquiescenza e invocabilità limitata

La limitata possibilità di invocare la causa di invalidità è dovuta anche al criterio della acquiescenza, secondo cui la mancata manifestazione di contrarietà implica la tacita accettazione, dunque ad essa non potrà seguire (in conformità al principio di non contraddizione o estoppel) l’invocazione della causa di invalidità (art. 45 Convenzione di Vienna).

L’invocabilità prevede margini strettissimi: nessuno stato può applicare un trattato per poi invalidarlo qualora ritenga utile svincolarsi dagli obblighi in esso contenuti.

Paul Reuter e l'invocabilità

Lo studioso Paul Reuter ha rilevato che sia possibile invocare l’invalidità di un trattato per violazione di una norma interna sulla stipulazione solo prima che al trattato sia stata data esecuzione: l’attuazione degli obblighi o l’acquisizione dei diritti da esso derivanti implica acquiescenza e, dunque, tacita accettazione.

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Domande da interrogazione

  1. Chi può legittimamente vincolare uno stato alla conclusione di un trattato internazionale?
  2. Solo chi ha ricevuto una formale legittimazione dal capo dello stato o dal ministro degli affari esteri può vincolare lo stato, altrimenti si può invocare l'invalidità del trattato (art. 7).

  3. Come può essere sanata l'invalidità di un trattato?
  4. L'invalidità può essere sanata mediante conferma successiva da parte delle autorità competenti dello stato, o attraverso un comportamento concludente, in conformità all'articolo 8 della Convenzione di Vienna.

  5. Qual è il principio di acquiescenza e come influisce sull'invocabilità di un trattato?
  6. Il principio di acquiescenza stabilisce che la mancata manifestazione di contrarietà implica tacita accettazione, rendendo difficile invocare la causa di invalidità (art. 45), come evidenziato da Paul Reuter.

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